martedì 19 luglio 2022

UNA FUNZIONE D'ONDA DELL'UNIVERSO? con tanto di collasso

  Sul flusso di tutte le riflessioni fatte negli ultimi articoli dei miei vari Blog, comincia ad essere legittimo  ipotizzare che l’intero Universo possa obbedire alle leggi che il gruppetto di geni dei primi trent’anni del XX secolo era andato formulando, soprattutto Einstein, De Broglie, Dirac e infine lui Erwin Schrodinger  che sanci l’equazione d’onda e il suo collasso, ovvero una unica, ma reiterata  funzione d’onda con tanto di collasso, per l’intero Universo.  Avete sentito bene l’intero Universo e cioè Galassie, nebulose, pianeti, stelle, comete, asteroidi, buchi neri, materia oscura, tutto coinvolto in una unica equazione d’onda che non collassa una sola volta, ma infinite volte dando ogni volta origine ad un inizio, che quindi coinvolge anche noi, infinitesimi abitanti di un minuscolo pianeta, equiparati all’intero universo o ad una particella o giustappunto ad un flusso caratterizzato da onde.

Lo abbiamo detto la funzione d’onda è un numero complesso, ovvero caratterizzato da una parte reale e da una parte immaginaria con la peculiarità quest’ultima di essere restituita alla sua parte reale previa moltiplicazione per il suo coniugato ovvero il numero negativo cambiato di segno, che però perde la sua implicazione razionale, assorbendo anche l’irrazionale e quindi andando a comprendere il simbolico che come hanno osservato parecchi filosofi e psicoanalisti (Freud, Lacan, ma con più precisa formulazione Mattè Blanco) è la modalità di funzionamento dell’inconscio o Es, come forse più correttamente dovremmo denominarlo (alla Groddeck) .
Va notato difatti che questo allargamento al simbolico dei numeri complessi consente di interpretare le funzioni d’onda al massimo come le intendeva Heisenberg ovvero “tendenze”
 a trovare il sistema  di riferimento in una certa posizione ad un dato istante;  ma ecco che sorge subito il problema che tali funzioni d’onda  in quanto esperienze senzienti non possono essere  valutate perchè le tendenze così riflesse nella coniugazione di un negativo con un positivo sono equiparate al reale, ma un reale che accoglie nella sua accezione non più solo il razionale ma anche l’irrazionale, per cui con buona pace di Hegel, la realtà partecipa, deve partecipare, di quell’irrazionale che va comporre il simbolico. Torniamo quindi all’ipotesi davvero geniale cui è pervenuto Hakwing e di cui abbiamo già fatto cenno nel precedente articolo su questo stesso Blog: la funzione d’onda  di un grande oggetto come un pianeta e persino dell’intero universo può essere paragonata  alla funzione d’onda o tendenza riflessa di un qualcosa di abbastanza familiare : un gruppo in una città; ecco dato che siamo in questo periodo in cui ciò tende ad avvenire frequentemente stante la situazione distopica che impone a gente ancora dotata di intelletto e ragione di radunarsi per protestare e manifestare il proprio dissenso a tutte le imposizioni liberticide e di terrorismo mediatico sanitario di una sorta di individui che fanno leva sulle più ancestrali paure dell’umanità – terrore della malattia, senso di conformismo e uniformità di massa, dipendenza dai cosidetti media che oramai stravolgono impunemente qualsiasi informazione – Il gruppo che andiamo a prendere in esame è giustappunto quello, molto determinato e molto attuale, di tali persone che tendono a radunarsi in un dato punto della città a forte impatto emozionale, ecco ad esempio a Roma Piazza del Popolo, piazza della Bocca della Verità, a Parigi Place de la Concorde, a Vienna la Hofburg, a Londra Trafalgar Square….la funzione d’onda è questa tendenza a trovarsi in un dato punto in un dato tempo, analogamente la funzione d’onda per un insieme  di pianeti  è la tendenza a raggrupparsi in una certa zona dell’Universo  che potrebbe avere anche essa una determinata caratteristica di opportunità: la descrizione della tendenza a trovarsi in un certo posto e in un certo istante è appunto la funzione d’onda che altro non è che la tendenza di una certa circostanza a verificarsi , quando viene coniugata con la riflessione del segno cambiato (quindi una simmetria)  che ci dice  dove è più probabile trovare  le proprietà consensuali di un oggetto, di una persona, di un elettrone, di una particella, di un pianeta, di una folla, e alla fin fine dell’intero universo. Ecco è proprio su questo ultimo passaggio  che Stephen Hawking ha  compiuto  il suo vero “balzo” intellettuale : sostituendo l’entità più piccola – la particella o anche il flusso  con quella più vasta l’Universo intero. Invece di pensare  ad una particella  o ad un flusso la cui funzione si estende  ovunque , ha pensato ad un Universo dove la funzione d’onda è dappertutto.
Il ragionamento si presta quindi a dilatarsi ulteriormente
  andando a comprendere non più un solo Universo , ma una pluralità di Universi, tutti con un loro inizio e quindi una loro origine. E’ questa la premessa logica e necessaria per intendere l’ipotesi del principio degli Universi paralleli che in Hawking affianca quella di Everett e De Witt, stabilendovi però una differenza : nella concezione di Everett e De Witt  gli universi paralleli sono indipendenti e non hanno nessun collegamento tra di loro,  in Hakwing che si trova ad applicare le equazioni di Einstein della Relatività generale, gli universi paralleli sono localizzati nella discontinuità di tali equazioni e hanno quindi interconnessioni tra di loro attraverso condotti spazio-temporali che, d’accordo nessuno è mai riuscito finora a trovare, ma come diceva l’ultimo film di Sean Connery su James Bond : “mai dire mai”; va sottolineato inoltre che concordando con Hakwing, ma anche con tutti i fisici quantistici specie  quelli della teoria del flusso e quindi dell’onda (Einstein, De Broglie, Dirac, Feynman e appunto Hawkings)  più di quelli particellari (Bohr, Heisenberg, Pauli) l’Universo  sembra dotato di una tendenza ad esistere per se stesso ed è una tendenza che non si verifica una sola volta , ma molteplici, anzi infinite, presupponendo  qualcosa o qualcuno che ha cominciato a osservarlo coniugando la sua funzione d’onda , ovvero riflettendo la sua essenza senziente, trasformando  la sua tendenza in realta’ non solo reale, ma soprattutto simbolica. Come alcuni dei suoi abitanti, cioè noi essere umani dotati di intelletto e non tutti, ma solo alcuni, del tipo dei personaggi sopracitati, cui qualcun altro potremmo anche aggiungere e non solo fisici quantistici, ma poeti, artisti, filosofi, romanzieri, sciamani, l’Universo è curioso, ovvero è un Universo  senziente, sognante  e capace di riflettere su se stesso: più si espande e più si autoriflette. Proprio come noi  quando ci svegliamo la mattina, chiedendoci chi siamo, cosa facciamo, cosa vogliamo, dove andiamo  e la curiosità ci costringe a guardarci allo specchio , dove ci riflettiamo  e considerando la nostra immagine riflessa acquistiamo la nostra personalità, la nostra essenza. Analogamente  il nostro universo  è il suo stesso osservatore , il suo riflettente, il suo auto creatore. Tutte le antiche mitologie le credenze primigenie hanno questo principio:  il dio Awanawilona dei nativi americani Zuni ha concepito se stesso attraverso il pensiero e si è dato forma di nebulosa, il dio  indù  Purusha si è pensato e diviso in maschio e femmina, i greci immaginavano le parti dell’universo riflettersi in un uovo cosmico diviso in due, anche i Navajo delle americhe pensavano ad una divisione tra cielo e terra che crea il mondo. Ogni mito cosmologico è caratterizzato da una simmetria di opposti e da una diagramma simile a quella dell’equazione d’onda con una parte reale, una parte immaginaria  ossia “a+ib” ed una parte coniugata “a-ib” che fa accedere al simbolico e quindi ad una realtà composita che riflette sia l’essere che il non essere

mercoledì 1 giugno 2022

LA SUPERSIMMETRIA NEGLI INSIEMI INFINITI

 

Mi sono fatto una idea dell’importanza della simmetria studiando l’inconscio come insiemi infiniti di Mattè Blanco che giustappunto operando in termini di una logica assai differente di quella tradizionale,che Mattè Blanco definisce “Bi-logica”, immette meccanismi inusitati anche nel funzionamento dei fenomeni inconsci scoperti da Freud. La simmetria un principio mediato dall’arte, dall’architettura,  si presta a far da interprete ad una comprensione di supposte anomalie che da sempre hanno contrassegnato la scoperta Freudiana: pensiamo ad esempio a certe asserzioni “l’inconscio non conosce la negatività” “l’inconscio opera per rassomiglianza””simile attrae simile” l’inconscio ripete”, etc….. hanno tutte senso in una non logica, in un qualcosa che prescinde da schemi, da classi di appartenenza che proprio la simmetria contraddice “Mario è il padre di Marcello….Marcello è il padre di Mario” ovvero riflessione speculare , annullamento dei tre principi aristotelici : identità, non contraddizione, terzo escluso. L’inconscio come insiemi infiniti - Saggio sulla bilogica, esordisce nella prefazione l’autore, “è scritto per psicoanalisti e per filosofi matematici”. Non solo si tratta di riferimenti a Kant, James, Russell (autore cui si rifanno anche i “pragmatisti” della comunicazione umana), Whitehead e Wittgenstein, tra gli altri, ma anche, come si trova scritto nella prefazione, ai filosofi eleatici (sono espressamente citati Parmenide e Zenone) e a Sartre (per il suo abbozzo di una teoria delle emozioni). In più di un’occasione, inoltre, Matte Blanco si dice (anche inconsciamente) influenzato da Bergson. Per certi versi il testo costituisce una ripresa delle questioni poste da Husserl nelle Ricerche Logiche (la questione delle relazioni tra logica e psicologia e la critica husserliana dello psicologismo). Dal punto di vista abbracciato dallo psicoanalista cileno gli argomenti impiegati (anche sprezzantemente) contro lo psicologismo “non possono essere utili”. È illusorio (e presuntuoso), sostiene, pretendere che noi non siamo parte del mondo. Motivo per il quale il Dasein di Heidegger costituisce di per sé una confutazione (vivente) dell’epoché di Husserl. Husserl, nel distinguere io psicologico (l’io naturale umano e il vivere psichico) e io trascendentale, fa questione di “io ridotto” che “non è un pezzo del mondo”. Nell’ottica matteblanchiana, comparabile con quella del Dasein (la simmetria del sein attraversa l’asimmetria del Da), non si tratta, non può trattarsi di un io ridotto. Matte Blanco confuta analogamente Cartesio il filosofo che ha incarnato il rifiuto del pensiero occidentale di mettere in relazione lo spazio con lo studio dei fenomeni psichici. “Oh, Cartesio” esclama parafrasando il poeta messicano Nervo “quanto ci hai danneggiato!” (ancora l’antiDescartesrefrain). Matte Blanco ritiene che le nostre concezioni della mente siano interamente permeate dalla comparazione spaziale. Il concetto di spazio, a sua volta, per riprendere la questione a suo tempo affrontata da Husserl, “è inevitabilmente legato ai concetti fondamentali della logica”. E, però, il principio di simmetria e la bi-logica esigono infinite dimensioni. Il sogno, ad esempio, non può essere compreso a partire dalla sola tridimensionalità. Né può esserlo mettendo fuori circuito la sua analogia localis. La metafora (senza la quale sarebbe impossibile per la psicologia scientifica e per la psicoanalisi accedere al linguaggio) è essenzialmente un fenomeno spaziale. La natura ama nascondersi e, però, lo spazio ama la psiche. L’anima, ripetiamo ancora una volta con Senocrate, è un numero, autokìnetos, un numero che si muove da solo. L’accezione psicoanalitica più avanzata e profonda che non voglia ridursi ad una terapia dell’adattamento sociale, sonda tali argomenti e giocoforza nel suo farsi paradossale incontra la ricerca della Fisica quantistica che ha introdotto delle novità assegnando alle particelle alcune proprietà ondulatorie, oltre che corpuscolari. Dagli inizi degli anni ’20 del XX secolo è nata la teoria quantistica dei campi, che associa alle particelle i quanti di energia dei campi d’onda corrispondenti. Dagli anni ’30 sono stati fatti esperimenti a energie sempre più elevate che dimostrano che la materia è composta da elettroni, protoni e neutroni (materia ordinaria) e da moltissime altre particelle instabili, con tempi di disintegrazione spontanea molto brevi, dell’ordine di qualche milionesimo di secondo. A volte le interazioni tra le particelle sono indotte da scambi di altre particelle; questo è alla base della tecnica molto interessante dei diagrammi di Feynman,che consente di collegare la probabilità di reazione (nota come sezione d’urto) a processi elementari in cui le particelle reagenti generano altre particelle in stati intermedi. Alla somma dei diagrammi relativi a un certo processo la teoria associa un'ampiezza di probabilità, cioè un numero complesso il cui modulo al quadrato determina essenzialmente le sezioni d'urto. Con il proliferare delle particelle soggette alle interazioni forti, l’applicazione di questi metodi risulta limitata, per l’estrema intensità delle forze nucleari. Negli anni Sessanta si è cercato di caratterizzare le sezioni d’urto e le corrispondenti ampiezze di probabilità. La Teoria delle Stringhe è nata proprio perché sembrava impossibile ricorrere alla teoria quantistica dei campi e ai corrispondenti diagrammi di Feynman per le interazioni forti.
La Teoria delle Stringhe nasce nel 1968 da un un'intuizione del fisico italiano Gabriele Veneziano, ma solo nel 1970, Yoichiro Nambu, Holger Bech Nielsen e Leonard Susskind la introdussero per la prima volta.
Nel 1974 John Schwarz e Joël Sherk ottennero dai modi di vibrazione delle stringhe una particella con spin pari a 2: il gravitone! Nel 1984 Michael Green e John Schwarz spiegarono tutti i fenomeni di interazione e fecero incuriosire tutti i fisici del tempo, tanto che la teoria iniziò ad essere conosciuta e diffusa a livello mondiale. In inglese string significa corda, infatti è nota anche come “teoria delle corde”.
Non bisogna però fare confusione con la parola stringa, perché esiste in due diversi contesti. Nella Teoria delle Stringhe si ipotizza che tutte le particelle elementari (tutto l’Universo, anche noi) siano modi vibrazionali di stringhe microscopiche, talmente piccole che non possano essere distinte dalle particelle elementari che conosciamo. Le stringhe dovrebbero essere piccole cordicelle vibranti (chiuse o aperte) i cui modi di vibrazioni sarebbero in grado di creare tutte le particelle bosoniche e fermioniche conosciute. Esse sarebbero i costituenti ultimi della materia e avrebbero dimensioni addirittura un milione di volte più piccole dei quark: la dimensione di una stringa è infinitesimale, miliardi di miliardi di volte più piccola di un nucleo atomico (circa 10-35 metri) e questo precluderebbe ogni possibilità di osservarle.La vibrazione delle stringhe dà origine sia alla materia sia all’energia. Con la Teoria delle Stringhe le particelle subatomiche sono come note musicali e la Natura diventa una grande partitura.
La Teoria delle Stringhe ha una solida ed elegante base matematica, il problema attuale sta nel trovare le possibili verifiche a livello sperimentale. La Teoria delle Stringhe originaria, detta teoria bosonica, prendeva in considerazione i bosoni, la sua variante supersimmetrica è in grado di includere anche i fermioni, per questo si parla oggi di Teoria delle Superstringhe.ella teoria delle stringhe, il concetto di supersimmetria è essenziale per includere i fermioni. Secondo il concetto di supersimmetria, tutti i fermioni devono avere un bosone superpartner. Quindi la supersimmetria è un intermediario concettuale che mette in relazione bosoni (portatori di forza) e fermioni (particelle di materia). Le teorie delle stringhe che usano il concetto di supersimmetria sono indicate come teorie delle superstringhe. Normalmente, le teorie di stringhe richiedono più di quattro dimensioni. Nella teoria delle superstringhe, lo spazio-tempo è considerato a dieci dimensioni. Nella teoria M, si crede che lo spazio-tempo sia 11-dimensionale. ella teoria delle stringhe, il concetto di supersimmetria è essenziale per includere i fermioni. Secondo il concetto di supersimmetria, tutti i fermioni devono avere un bosone superpartner. Quindi la supersimmetria è un intermediario concettuale che mette in relazione bosoni (portatori di forza) e fermioni (particelle di materia). In fisica i fermioni, così chiamati in onore di Enrico Fermi, sono le particelle che seguono la statistica di Fermi-Dirac e di conseguenza, secondo il teorema spin-statistica, hanno spin semintero (1/2, 3/2, 5/2...). Insieme ai bosoni, sono una delle due famiglie fondamentali in cui si dividono le particelle.Le teorie delle stringhe che usano il concetto di supersimmetria sono indicate come teorie delle superstringhe. Normalmente, le teorie di stringhe richiedono più di quattro dimensioni. Nella teoria delle superstringhe, lo spazio-tempo è considerato a dieci dimensioni. Nella teoria M, si crede che lo spazio-tempo sia 11-dimensionale. Queste stringhe sono diverse dalle stringhe cosmiche. I fisici spesso chiamano stringhe fondamentali le stringhe microscopiche che costituiscono l’Universo e superstringhe cosmiche le stringhe cosmiche che derivano dalla teoria delle stringhe. Le stringhe cosmiche sono delle configurazioni di energia che, secondo alcune teorie di fisica delle alte energie, si sono formate in un passato remoto. Sono di struttura filamentosa e possono essere molto grandi, delle dimensioni di una galassia o addirittura lunghe quanto l’Universo. Le stringhe sarebbero sparse ovunque nell’Universo. Alcune teorie di fisica moderna dicono che in passato molto remoto, pochi istanti dopo il Big Bang, si sarebbero formate le stringhe cosmiche che, a causa della continua espansione dell’Universo, sarebbero diventate sempre più grandi. Fino a qualche tempo fa si pensava che le superstringhe cosmiche fossero instabili e decadessero in tempi brevissimi nelle stringhe fondamentali. Recentemente, però si è notato che non è sempre vero, poiché è possibile avere delle configurazioni di superstringhe cosmiche stabili, che potrebbero essere sia aperte sia chiuse, e potrebbero formare un’intera rete di stringhe che è presente in tutto l’Universo.
La Teoria delle Stringhe porta anche all'esistenza di nuove dimensioni (oltre le 3 spaziali + 1 temporale a cui siamo abituati): ben 26 nella teoria bosonica originaria e 10 nelle versioni con le superstringhe. Il termine di teoria delle superstringhe è in realtà una contrazione del termine più corretto di "teoria supersimmetrica delle stringhe" perché diversamente dalla teoria bosonica delle stringhe, è la versione della teoria delle stringhe che include i fermioni e la supersimmetria. Non ci sono fino a questo momento predizioni quantitative sperimentali che possano essere verificate o falsificate. Al momento il problema più importante della fisica teorica consiste nell’armonizzare la relatività generale, che descrive la gravità e viene applicata al macrocosmo, con la meccanica quantistica che descrive le altre forze fondamentali che descrivono il microcosmo. Lo sviluppo di una teoria quantistica dei campi riguardanti una forza fornisce invariabilmente probabilità infinite e quindi prive di utilità. I fisici teorici hanno sviluppato una tecnica matematica, detta rinormalizzazione, che elimina gli infiniti dell’elettromagnetismo, nella interazione nucleare forte e nell’interazione nucleare debole, ma non quelli della gravità. Quindi lo sviluppo di una teoria quantistica della gravità deve essere espressa in maniera differente rispetto alle teorie che riguardano le altre forze della natura. Ecco quindi che la simmetria che governa i fenomeni dell’inconscio si evolve in supersimmetria passando al campo della realtà fisica e quindi dando luogo non a semplici stringhe, ma a Superstringhe veri e non irrazionali costituenti fondamentali della realtà s lunghezza pari a quella di Planck 1.616x10 −35 m che vibrano a frequenze diverse. Il gravitone, la particella proposta quale mediatrice della gravità, per esempio, è descritta dalla teoria come una stringa che vibra con ampiezza d’onda uguale a zero. Questa particella nasce dalle oscillazioni nello spazio di una stringa chiusa; l’elisione di componenti energetiche sui vari piani di vibrazione rende possibile sia l’esistenza di particelle con massa nulla ad esempio fotoni, sia di particelle dotate di massa non nulla ed in cui alcune componenti energetiche non si elidono. Un’altra condizione prevista dalla teoria è che non vi siano differenze misurabilmente riscontrabili tra stringhe che si "accartocciano" intorno a dimensioni più piccole di loro stesse e quelle che si muovono lungo dimensioni più grandi ; cioè gli effetti in una dimensione di grandezza R sono uguali a quelli in una dimensione di grandezza 1/R. Le singolarità sono evitate in virtù del fatto che le conseguenze che si potrebbero osservare in un Big Crunch non raggiungono mai lo zero. Infatti, se l’universo dovesse iniziare un processo di Big Crunch, la teoria delle stringhe ci dice che non potrebbe mai diventare più piccolo delle dimensioni di una stringa e che a quel punto dovrebbe iniziare ad espandersi. Il nostro spazio fisico possiede solo 4 dimensioni apprezzabili alla nostra scala di grandezza e di ciò bisogna tenere conto in qualsiasi teoria fisica; tuttavia, nulla vieta che una teoria affermi che vi siano dimensioni spaziali aggiuntive. Nel caso della teoria delle stringhe, vi sono evidenze secondo cui lo spazio-tempo richiede 10, 11 o addirittura 26 dimensioni. Il conflitto tra i dati osservati e la proposta teorica è risolto postulando che le dimensioni aggiuntive siano "arrotolate su se stesse" o meglio compattificate. Il modello a 6 dimensioni di Calabi-Yau può giustificare le dimensioni addizionali richieste dalla teoria delle superstringhe. È difficile "visualizzare" queste dimensioni perché possiamo muoverci soltanto in uno spazio a tre dimensioni. Un metodo per superare questo limite è quello di non tentare di visualizzarle, bensì di pensarle come numeri addizionali nelle equazioni che descrivono il mondo. Ciò apre la questione se questi "numeri extra" possano essere osservati direttamente mediante esperimenti. Questo, a sua volta, pone la questione se i modelli che derivano da questi calcoli astratti possano essere considerati "scientifici", visto che finora non è stato possibile dimostrarli con esperimenti: con la fisica conosciuta gli apparati sperimentali dovrebbero essere grandi più o meno quanto la nostra galassia. La teoria delle superstinghe non è la prima teoria a più dimensioni proposta vedi la teoria di Kaluza-Klein. La moderna teoria delle stringhe si basa sulla matematica delle pieghe, dei nodi e della topologia sviluppatasi dopo Kaluza e Klein e che ha permesso negli ultimi tempi che le teorie fisiche fondate su dimensioni extra fossero molto più credibili di quanto non lo fossero ai tempi di Kaluza e Klein.Uno dei problemi con cui si dovevano confrontare i fisici favorevoli a questa teoria era l’esistenza di 5 differenti teorie delle superstringhe. Una soluzione a questo problema sembrò derivare dalla cosiddetta seconda rivoluzione delle superstringhe avvenuta negli anni novanta, la quale proponeva che le 5 teorie possano in realtà essere interpretate come 5 diversi aspetti di una teoria ancora più basilare: la M-teoria. Questa soluzione è però ancora allo stadio di congettura. Le caratteristiche principali delle cinque teorie compatibili delle superstringhe sono:

· La teoria delle stringhe di Tipo I ha una supersimmetria in senso deca-dimensionale 16 supercariche. Questa teoria peculiare si basa su stringhe non orientate aperte e chiuse, mentre le altre sono basate su stringhe orientate chiuse.

· Le teorie delle stringhe di Tipo II hanno due supersimmetrie in senso deca-dimensionale 32 supercariche. Vi sono due tipi di stringhe tipo II, chiamate tipo IIA e tipo IIB, che differiscono tra di loro per il fatto che la teoria IIA è di tipo non-chirale parità conservate mentre la IIB è di tipo chirale parità violata.

· Le teorie delle stringhe eterotiche sono basate su un ibrido particolare di una superstringa di tipo I e una stringa bosonica. Vi sono due tipi di stringhe eterotiche che differiscono riguardo al gruppo di gauge deca-dimensionale: la stringa eterotica E 8 × E 8 e la stringa eterotica SO32. Il nome di stringa eterotica SO32 è lievemente impreciso riguardo ai gruppi di Lie SO32 perché la teoria dà origine ad un quoziente Spin32/Z 2 che non è equivalente a SO32.
Le teorie di gauge chirali possono essere inconsistenti a causa di anomalie che compaiono quando alcuni diagrammi di Feynman a un loop determinano una rottura della simmetria di gauge nei loro effetti quantistici

sabato 21 maggio 2022

I VIRUS NON ESISTONO IN REALTA'

Un cosidetto virus può essere visto solo con microscopio elettronico a scansione tramite elaborazioni computerizzate e solo in vitro. Dal vivo non si può vedere nulla. Quindi aveva pienamente ragione Hamer quando asserisce che i virus in realtà non esistono. Fu il ricercatore russo Dimitri Ivanovskij che nel 1892  con un microscopio ottico descrisse un agente patogeno  non batterico  in grado di infettare le piante di tabacco. . Successivamente sono state classificate definitivamente come "virus" nel 1898 dal botanico olandese Martinus Willem Beijerinck, il quale, usando esperimenti di filtrazione su foglie di tabacco infette, riuscì a dimostrare una serie di macchie a manifestazione della presenza di virus che defini "mosaico del tabacco". E quindi con l'inizio del XX secolo che si e ' sempre tentato di attribuire una crescente nocivita' a questo nuova entita' microbica quanto mai misteriosa in quanto non verificabile  se non attraverso simulazioni in vitro e la cosa non e' cambiata con l'avvento dei microscopi elettronici (anni trenta) e a a scansione di fasci di elettroni (anni sessanta) fatti convergere con  lenti elettromagnetiche e successivamente avallate con elaborazioni computerizzate  Da allora, circa 5 000 specie di virus sono state descritte in dettaglio, sempre pero' su elaborazioni  computerizzate e si ritiene che ve ne siano milioni. Gli elettroni utilizzati dal microscopio a scansione si comportano come radiazioni con lunghezza d’onda molto minore rispetto a quella della luce visibile, offrendo una risoluzione che può arrivare a 0.2 nanometri, con ingrandimenti fino a 100.000 volte. 
Tali 
elettroni peraltro sono molto energetici (l’energia è proporzionale alla frequenza della radiazione, quindi inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda) per cui il loro passaggio è ostacolato solo da atomi pesanti, e ha effetti distruttivi sul campione. Per questa stessa ragione l’immagine creata dal fascio di elettroni non può essere osservata a occhio nudo, ed è di solito visualizzata su un monitor. I materiali da osservare sono colorati con metalli pesanti, e si ottiene una fotografia in bianco e nero in cui le zone scure corrispondono all’assorbimento degli elettroni da parte degli atomi, le zone chiare al passaggio degli elettroni attraverso il campione. Sempre più spesso però si effettuano rielaborazioni dell’immagine al computer, introducendo falsi colori che permettono di accentuare i contrasti. Nel microscopio elettronico il preparato è posto all’interno di un tubo a vuoto, ove l’acqua evaporerebbe provocando il collasso delle strutture cellulari; per questo il materiale deve essere preventivamente disidratato e fissato. La preparazione è lunga e costosa, ma questo svantaggio è ripagato dalla quantità sorprendente di dettagli che il microscopio elettronico permette di osservare all’interno della cellula. Va notato che  quella della elaborazione computerizzata e' l'unico modo di vedere i virus e risente sempre, come una sorta di macchia di Roscharch,  dell'interpretazione questa volta non dell'uomo, ma dello strumento con cui viene fatta la lettura, perche' lo si ribadisce, i cosidetti virus che proprio per la loro invisibilita' e quindi inverificabilita' "de visu", hanno costituito una specie di panacea per tutti i magnati della nascente industria farmaceutica di fine ottocento e vieppiu' negli anni a venire che  sempre piu' hanno visto nella paura della gente verso l'ignoto, specie se riguardante la malattia, la modalita' piu' opportuna per condizionare l'opinione pubblica e piegarla ai loro interessi. Ratifico' tale assunto  uno dei primi di questi magnati
David Rockfeller 
servendosi della collaborazione di un antenato dell'attuale Bill Gates e del protocollo sancito da un educatore Abrham Flexner che pero' aveva anche un fratello virologo che lavorava per Rockfeller che giustappunto  si presto' ad individuare la presunta efficacia di vaccini elaborati chimicamente per combattere appunto qualche cosa che in realta' non esiste. Su tale protocollo del 1910, denominato appunto Flexner, quindi elaborato su tratti di pura fantasia dato che in tale epoca si poteva disporre solo di approssimati microscopi ottici, e' fondata tutta la teoria dei virus e dei vaccini, creati non a caso proprio dai magnati che avevano commissionato lo studio sui microbi.  Niente e' cambiato da quel 1910, e una intera disciplina cosidetta scientifica si fonda su di una fantasia, anzi peggio,  si fonda sulla peggiore delle speculazioni del consumismo, quella sulla salute  

domenica 8 maggio 2022

LE STRINGHE DI SUSY

 

Secondo la teoria  della supersimmetria e delle superstringhe le ipotesi di natura corpuscolare e ondulatoria della materia non sono alternative. A livello microscopico, la materia appare composta da particelle, come abbiamo visto con l’esperimento della Doppia Fenditura  diventano onde , che in realtà risultano aggregati di cariche energetiche. Ad una dimensione di analisi crescente, queste particelle si presentano composte da energia e quindi il costituente primo della materia si può ipotizzare come  stringhe di energia  che vibrano ad una determinata frequenza o lunghezza d’onda caratteristica. Gli infiniti universi paralleli potrebbero coesistere nello stesso continuum di dimensioni, vibrando a frequenze differenti. Il numero di dimensioni necessarie è indipendente dal numero di universi, ed è quello richiesto per definire una stringa (al momento 11 dimensioni). Questi universi potrebbero estendersi da un minimo di 4 a tutte le dimensioni in cui è definibile una stringa. Se occupano 4 dimensioni, queste sono il continuo spazio-temporale: nel nostro spazio-tempo, coesisterebbero un numero infinito o meno di universi paralleli di stringhe, che vibrano entro un range di lunghezze d'onda/frequenze caratteristico per ogni universo. Coesistendo nelle stesse nostre 4 dimensioni, tali universi sarebbero soggetti a leggi con significato fisico analogo a quelle del nostro universo. La novità di questa teoria è che gli infiniti universi non vivono in dimensioni parallele, e non necessita di postulare l'esistenza di più di 4 dimensioni di spazio-tempo. Ciò che consente di definire una pluralità di universi indipendenti non è un gruppo di 4 o più dimensioni per ogni universo, ma l'intervallo di lunghezze d'onda caratteristico. L'intervallo teorico di frequenze/lunghezze d'onda per le vibrazioni di una stringa determina anche il numero finito/infinito di universi paralleli definibili - ovviamente sulla base di questi studi più o meno fantastici ma con un sostrato di plausibilità dovuto alla lusinga di calcoli matematici  trasferiti nella categoria  dell’immaginario/simbolico dovuto alla coniugazione di numeri complessi ecco  che ciascuno di noi può immettere nel calcolo infinitesimale serissimo ed accreditato da quel pop o di scienziati e filosofi,  le proprie fantasie che sono della stessa materia dei sogni ovvero quell’equivalente di materia oscura che  compone il simbolico e quindi il funzionamento dell’inconscio o ES, suscettibile anche questi di appropriarsi dell’epiteto di Super. Le indicazioni di simili esperienze sono molteplici e costellano tutta la storia della letteratura e della creazione artistica: dalla poesia  alla prosa, alla pittura, alla scultura, all’architettura e  con forse maggiore frequenza  nell’ultima delle arti la settima ovvero il cinema.
Quanti film abbiamo visto con la trama del cambiamento alternativo, del salto di stato: Frank Capra, Ernest Lubitsh, Billy Wilder, Ingmar Bergman, Louis Bunuel? Uno degli ultimi che si è impresso nell’immaginario con una certa forza anche per il particolare fascino della protagonista  Gaynor Paltrow, è “Slinding doors” , dove un quotidiano banalissimo evento determina  due  differenti destini della stessa persona che viaggiano appunto su due universi  paralleli, ma  su contesti di cui uno è alternativo all’altro proprio in virtù di quell’evento banale.  Quanti eventi più o meno banali abbiamo riconsiderato nella nostra vita “ah se non avessi fatto questo, ma invece quello? Oppure il canonico “non ti avessi mai incontrato! La mia vita sarebbe stata tutt’altra cosa!” Abbiamo detto che le fantasie, così come tutti i processi creativi artistici e letterari sono della stessa materia dei sogni e in passato abbiamo ipotizzato che un sogno da svegli guidato alla maniera di Desioille, magari riveduto e corretto, potrebbe essere equiparato al collasso dell’equazione d’onda  così come supposto da Schrodinger  e portare ad un nuovo integrale sui cammini di Feynman, quindi pervenire a qualche cosa di inusitato che merita ovviamente l’epiteto di “Super”  sia che si voglia così considerare l’inconscio che appunto si nutre del simbolico dei sogni, ma anche di tutti gli altri meccanismi di rappresentazione : così la simmetria che guida il suo funzionamento diventa super e le stringhe che si compongono di quell’energia vibrante che potrebbe dare origine al tutto,  diventano Super anche esse. 
Dopo il calcolo infinitesimale, i numeri immaginari ovvero proiezioni di negativi e l’accesso al simbolico grazie alla moltiplicazione per il numero coniugato  dobbiamo anche prendere in esame la classica teoria della relatività di Einstein  e il suo modo di affrontare la  gravità, ovvero il modo in cui lo spazio e il tempo, e il nostro intero universo, si evolvono sotto la presenza della materia, che curva lo spaziotempo:  SI Immagina lo spaziotempo come un lenzuolo sospeso, coperto di sabbia (piccole particelle che viaggiano nel vuoto), ma bloccato ad un supporto sui quattro lati lati che lo tengono in tensione. Se appoggiate ora un’arancia (una stella) sul lenzuolo, questa formerà una buca e tutta la sabbia cadrà dentro la buca. La gravità generata dalla stella attrae tutte le particelle che ci passano vicino. Se poi concentriamo troppa massa nello stesso punto, il lenzuolo si strappa e tutta la sabbia cade fuori dal lenzuolo: ecco creato un buco nero, che inghiotte tutta la materia che gli gravita attorno! La teoria classica di Einstein spiega molto bene l’effetto dell’arancia, ma non riesce a spiegare cosa succede di preciso quando si “strappa il lenzuolo.” La forza di gravità diventa infatti così intensa che gli effetti quantistici diventano importanti e la teoria di Einstein non basta più. Qui entra in gioco la stringa, che oltre al “gravitone” contiene tutta una serie di modi di vibrazione più elevati . Nella vita di tutti i giorni, non riusciamo a vedere queste  stringhe  ma nella situazione estrema che si crea nelle vicinanze di un buco nero, queste stringhe  diventano le protagoniste  per capire cosa succede e quindi sono davvero Super come Super è la simmetria di come le abbiamo supposte. In termini  di associazione e anche possibile sinergia tra fenomeni di fisica quantistica e inconscio grazie al simbolico che si è appiccicato al reale  nel nostro spassionato calcolo infinitesimale della equazione d'onda e del suo collasso  abbiamo però la possibilità di adottare il simbolico come possibile alternativo principio di rapportarci con il reale e quindi di immaginare o meglio simbolizzare quale fosse il comportamento della gravità a livello atomico e finalmente conciliare la relatività con la meccanica quantistica. Difatti  tutti i tentativi di descrivere la gravità con il linguaggio della meccanica quantistica fallirono miseramente e, dopo la morte di Einstein, nessun scienziato prese seriamente in considerazione il problema di unificare le leggi della fisica. Da allora, la fisica è come divisa in due branche, da un lato abbiamo la relatività generale che ci permette di descrivere l’universo macroscopico, dall’altro la meccanica quantistica che ci permette invece di descrivere l’universo microscopico. E’ un pò come avere due famiglie che non vanno d’accordo e non si parlano mai pur vivendo nella stessa casa. Sebbene entrambe le teorie descrivono con precisione il dominio in cui esse sono valide, sembra che non sia possibile conciliarle in un’unica teoria che sia in grado di descrivere l’Universo a tutti i livelli. Ma è proprio necessario riscrivere le leggi della fisica? E’ proprio importante che le due teorie siano incompatibili? Tra i vari tentativi di unificare la teoria quantistica e la gravità, adottiamo quindi il registro del simbolico e utilizziamo la teoria delle stringhe che ha la peculiarità di permetterci di passeggiare su questo simbolico  : il mondo è fatto di minuscole stringhe. Queste particolari strutture possono essere chiuse o avere le estremità aperte, possono vibrare, allungarsi, unirsi o separarsi. È in queste diverse manifestazioni che si cela la spiegazione di tutti i fenomeni che osserviamo in natura, compresa la struttura della materia e dello   spaziotempo. Inoltre, tra tutte le particolari e, in certi casi, bizzarre proprietà della teoria delle stringhe una risulta fondamentale: le stringhe non contemplano il concetto di infinito, in altre parole non possono collassare su un punto infinitesimale. Sull’altro fronte, la gravità quantistica a loop o LQG  cambia il modo di inglobare la relatività nella meccanica quantistica, lasciandola, per così dire, intatta. La gravità quantistica a loop ha meno a che fare con la materia presente nello spaziotempo rispetto alle proprietà quantistiche dello spaziotempo stesso. In questo modello matematico, lo spaziotempo è una sorta di rete. Quel “tessuto” liscio e regolare caratteristico della teoria della gravità di Einstein viene qui sostituito da “nodi” e “collegamenti” a cui corrispondono delle proprietà quantistiche: ciò dà luogo ad uno spazio costituito da “strutture discrete”. che essendo simbolico ha la possibilità di descrivere tutto il reale sia quello razionale , sia quello irrazionale. Ecco quindi che possiamo lanciarci nei nostri loop fantastico/simbolici che hanno,  sia carattere individuale "se non avessi fatto quello...se avessi preso quell'altra strada...? insomma una miriade di  crocicchi della Focide con tanto di Sfinge, indovinelli cretini e ineluttabilità del fato del quanto mai chiacchierato Edipo , sia carattere  universale e sopratutto sociopolitico"se Napoleone non avesse sposato Josephine, se Desaix non fosse tornato indietro a Marengo, se fossimo riusciti a deviare il colpo di Gavrilo Princip ....e così via 

mercoledì 4 maggio 2022

IL RINASCIMENTO DI EVOLA

 

Ho piu' volte espresso la mia tesi che la storia e' tutto un inganno, o meglio una grande farsa con tanto di copione di messa in scena, e non e' che la cosa sia un fatto recente, io dico che è perlomeno dal 1348 con l'occasione di forse la prima grande pandemia dell'occidente che si e'  continuato con  questa farsa che ha forse avuto, ecco nei tempi odierni, in questo secondo ventennio del terzo millennio la sua manifestazione piu' eclatante e piu' preoccupante.  Le revisioni della nostra storia si rendono quindi assolutamente necessarie se vogliamo uscire dall'attuale dittatura ideologica fondata sulla menzogna e anche  su tutti quegli pseudo punti di vista fino ad ieri prevalenti possono ed anzi debbono presentare un carattere decisamente iconoclastico. E' di grande aiuto tornare al pensiero di uno studioso realmente libero e originale quale solo un pensatore di "destra" puo' essere, ecco come Julius Evola che affronta proprio il concetto di evoluzione secondo il suo reale andamento che e' stato di involuzione e decadimento: giustappunto una delle prime revisione affrontate da Evola fu quella del cosiddetto Rinascimento. Il Rinascimento viene correntemente considerato come una delle massime glorie della storia italiana. Forse non è stato il Rinascimento, più che una antichità troppo remota, a conferire all’Italia la dignità di madre delle lettere e delle arti? Certo: ma altrettanto vero è che non per ultimo alla “tradizione” del Rinascimento si deve il fatto, che l’Italia fino ad ieri valse sì come un meraviglioso paese delle lettere, dei musei e dei monumenti, però abitato da un popolo, che dal punto di vista etico e politico non godeva proprio della miglior fama.
In problemi del genere bisogna del resto partire da una questione di principio. E tale questione si riferisce al significato che lettere ed atti hanno, in genere, nell`insieme di ogni civiltà da dirsi “normale”. In ogni civiltà “normale” il centro non può cadere nelle lettere e nelle arti: esso cade invece nei valori ascetici ed eroici, in una salda severa formazione della vita aliena da “espressionismi”, nella quale i principii superindividuali, le opere e le azioni stanno al disopra della “genialità” e della soggettività del singolo. Non è detto che in sensibilizzazione intuitiva ai principii generali – in sé stessi superiori al mondo delle arti e della “creatività” – che stanno al centro di una determinata civiltà.
Ora, proprio l’opposto si è verificato nella civiltà del Rinascimento. In essa si è avuta una vera e propria orgia della soggettività “mediterranea” liberata da ogni vincolo, un pullulare tropicale di “creazioni” di ogni genere prive, in fondo, di ogni nesso unitario, non obbedienti ad un significato superiore, staccate da ogni forza formatrice politica o spirituale unitaria. Perciò, malgrado il suo splendore esteriore, la civiltà umanistica della Rinascenza rappresenta, da un punto di vista superiore, una caduta di livello, lo spezzarsi delle fila di una più seria e più profonda tradizione. Essa fu la controparte culturale e artistica di quell’individualismo disordinato, che si espresse politicamente nello stile delle Signorie e nelle eterne liti delle città italiane e dei loro condottieri. Essa contenne i germi, che dovevano dare a conoscere la loro vera natura nell’ illuminismo, nel razionalismo, nel naturalismo e in altri fenomeni della decadenza moderna. Infatti non è un caso che il Rinascimento goda di una predilezione non solo in ambienti letterari “neutri”, ma anche in ambienti massonici. Ancor parlando della famigerata Società delle Nazioni, in un congresso massonico internazionale, nel 1917, a Parigi, si celebrò “la rivolta, di cui l’umanismo della Rinascenza e la filosofia della grande rivoluzione francese sono le fasi salienti, più note e più prossime, e di cui lo spirito massonico esprime la stessa anima”. Il miraggio delle meravigliose creazioni del Rinascimento non deve in realtà far dimenticare il significato profondo relativo al fatto che la sua contemporaneità appunto con l’umanismo, col naturalismo e con la stessa Riforma, né deve far perder di vista la precisa funzione polemica e dialettica che tutti questi fenomeni, nel loro insieme e nella loro sinergia, ebbero di fronte alla precedente civiltà medievale. Chi non conosce la retorica della “affermazione della vita”, della “riscoperta della sacralità del corpo e della bellezza”, del superamento del “despotismo teologale e politico” e di tante altre espressioni di colorito fra l’immanentismo e il massonico che sono state applicate alla civiltà e al pensiero della Rinascenza? E lo stesso termine “Rinascenza” non svela già di per sé stesso l’istanza polemica, rivoluzionaria e antitradizionale ora accennata? Si rinasce da una morte o da un sogno: e ciò sarebbe stato il Medioevo imperiale, ghibellino, feudale e dantesco; il Medioevo, che noi possiamo senz’altro chiamare ario e romano-germanico e che come tale, per noi, fu esso la vera Rinascenza. Là dove forze prima contenute rigidamente in una unità per via di una tensione superiore passano di nuovo allo stato libero, si può aver la sensazione ingannevole di una maggiore vitalità, di un dinamismo, di un risveglio. invece non si tratta che di dissoluzione e di dispersione centrifuga. Questo è il vero senso del Rinascimento. Non è che in esso si manifestasse una vita nuova e giovane: al contrario. Tutte le sue creazioni non si spiegano che sulla base della lesione della tensione metafisica e politica del precedente mondo imperiale c feudale medievale: esse rientrano nella via di colui che – per usare l’espressione di Guénon – si e distaccato dai cieli con la scusa di conquistare la terra e, possiamo aggiungere noi, di scoprire l’“uomo”. A chi abbia un senso della “terza dimensione della storia” su tale base si rendono comprensibili altri fenomeni connessi all’epoca del Rinascimento; come per es. l’intero ciclo delle “scoperte” e lo slancio dell’Europa verso le avventure e le conquiste transoceaniche. Quel potenziale, che prima si concentrava sulla direzione verticale, che trovava cioè il suo oggetto adeguato in valori trascendenti, nel punto in cui perdette contatto con tale punto di riferimento, si scaricò, per dir così, sulla direzione orizzontale, cioè nel dominio umanistico, fisico, naturalistico, particolaristico: da qui uno slancio senza precedenti, da qui l’orgia delle arti, delle lettere, del “pensiero”, della “libera soggettività”; da qui la espansione illimitata verso mari e terre sconosciute: ma, soprattutto, come conseguenza, da qui una fondamentale irrequietezza ed instabilità, una insoddisfazione che nulla varrà più a placare, quell’impulso, che Spengler dirà “faustiano” e che, a parte tutti gli orpelli intellettualistici, tradisce solo un male simile a quello del morso della tarantola.
Non si può infatti placare con oggetti di questa terra un impulso cui poteva esser solo adeguata una realtà trascendente e l’approssimazione temporale ad essa, cioè l’Impero. Nel punto in cui l”uomo occidentale tradì la sua più alta vocazione, si è creato in sé stesso, nell’inquietezza e nell’insoddisfazione già indicata, la pena per questo tradimento.
Da un altro punto di vista, col Rinascimento va a prender definitivamente il sopravvento una componente razziale “mediterranea”, individualistica, insofferente di ogni superiore principio di ordine, che già nel Medioevo era stata un focolare perpetuo di anarchia e di divisione, resistendo ad oltranza alla renovatio romani imperii, al tentativo romano-germanico di formare l’Occidente cristiano secondo una superiore concezione. Là dove nella civiltà dell`alto ghibellinismo, nell’etica feudale dell’onore e della fedeltà, nell’ideale umano dei grandi ordini Cavallereschi, nel simbolo ascetico-guerriero del crociato e così via tornarono ad imperare, in Occidente, vene della razza “solare” dell’uomo ario, ario-romano e nordico-ario, nella civiltà del Rinascimento venne invece al primo piano la razza obliqua  dell’uomo “bottegaio" 
Chi non ricorda la ballata di Lorenzo de Medici che sottolinea la caducità dell’esistenza e conclude con le parole: «chi vuol esser lieto, sia – di doman non v`è certezza»? Questa è la controparte pratica della “grande parata” dei creatori di quel periodo: è l’antitesi di quel senso dell’eterno e di quella volontà dell’eterno, che caratterizzò l’alto Medioevo. Qui deve anche esser chiarito l’equivoco di coloro che pensano davvero che la Rinascenza sia stata una ripresa dell’antichità classica e “pagana”: ciò che fu ripreso, effettivamente, furono solo gli aspetti negativi, già decadenti e “afroditici”, esterioristici e razzialmente sospetti della civiltà antica, non quelli originari, eroici, sacrali, tradizionali. Non Sparta e non il simbolo dorico, ma Atene e Corinto. Non la Roma sacrale e catoniana, ma la Roma ellenizzata e soprattutto il crepuscolo dell’antichità: il mondo ellenistico-alessandrino. In più, nella Rinascenza mancavano i presupposti per poter cogliere e discriminare quel che di valido, malgrado tutto, poteva sussistere perfino in questa parte del mondo antico Oltre che di un uomo “afroditico”, abbiamo parlato di un uomo prometeico. Ad esso si riferisce propriamente l’umanesimo della Rinascenza. Contro quel si è or ora detto, qualcuno, a testimoniare la ripresa di elementi spirituali e perfino iniziatici del mondo antico da parte della Rinascenza, potrà citare nomi, come quelli di Bruno, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. La funzionalità di simili elementi nella Rinascenza, peraltro, si connette proprio a quanto di più oscuro ha agito in una tale epoca. Noi abbiamo infatti un vero e proprio processo di inversione consistente nel materializzare lo spirituale per divinificare la materia, Dio divenendo l’uomo e l’uomo divenendo Dio. Questo, in fondo, è il senso ultimo dell’Umanesimo. Questo è l’oscuro mistero che fu celebrato in sette e in gruppi occulti, i quali dovevano continuarsi proprio nella massoneria e qui tradurre senz’altro in termini di una azione sovvertitrice politica metodica e cosciente la “tradizione” da essi ricevuta. Si ricordi che la stella dei Soviet, simbolo dell’uomo collettivizzato e materializzato onnipotente e senza Dio, è il pentagramma, un simbolo magico che proprio nei gruppi “iniziatici”, dei quali non pochi esponenti della Rinascenza subirono direttamente o indirettamente l’influsso, ebbe una parte speciale.  È un segno, tra i tanti, della inversione propria all’“umanismo”, culto terrestre dell’uomo divinificato. Bisogna rendersi dunque conto che la sovversione combattuta oggi nelle sue forme estreme dalle nostre rivoluzioni restauratrici, ha avuto origine  nella Rinascenza, secondo le intime connessioni di essa con l’umanesimo, la riforma e il naturalismo. Non siamo partiti dal punto di vista artistico, quindi il valore che nel dominio tecnico delle arti hanno la creazione della Rinascenza resta del tutto impregiudicato. A chi esplora la “terza dimensione” della storia, ciò non impedisce tuttavia di riconoscere, che lo splendore apparente, l’opulenza e la genialità di simili creazioni sono valse, un po’, come le cortine di fumo che in una guerra moderna talvolta si usano per coprire una avanzata. E l’avanzata è stata di forze, nelle quali chi oggi si sente compenetrato da una nuova serietà, da una nuova volontà di formazione ario-romana tradizionale e virile del carattere e della vita,  difficilmente saprebbe riconoscersi.

giovedì 31 marzo 2022

UN TUTTO STRINGATO E SIMMETRICO

 

Non è da oggi che giro attorno al concetto di simmetria adattandolo al funzionamento simbolico dell'Es , in verità dal 1983, quando impattai con la teoria di Ignacio Mattè Blanco e il suo inconscio come insiemi infiniti, che è stata una di quelle poche teorie che mi hanno davvero cambiato la vita(dalla pulsione di morte di Freud, all'Individuazione di Carl Gustav Jung, ai Seminari di Lacan, all'Origine della coscienza di Julian Jaynes, alla pragmatica comunicazionale della Scuola di Palo Alto, alla terapia non direttiva di Milton Erickson, fino all'ultima piece rappresentata dalle Leggi Biologiche di Hamer, e a tutta la revisione dell'impianto statistico/casualistico della cosidetta medicina ufficiale) La simmetria come osserva Mattè Blanco è strettamente interrelata al funzionamento dei meccanismi dell'inconscio (ES), da cui se ne evince che tutta la logica aristotelica e i suoi principi (Identità, non contraddizione e terzo escluso) se ne vanno a farsi benedire e emerge una nuova modalità di funzionamento, propongo quindi di trattare di SIMMETRIA Nel 1962 lo storico e filosofo della scienza Thomas Kuhn pubblicò il saggio " La struttura delle rivoluzioni scientifiche", in cui sosteneva che ogni rivoluzione scientifica è caratterizzata da un momento di crisi, dal quale sorge una nuova visione scientifica, ovvero un nuovo paradigma, secondo la terminologia di Kuhn. È curioso come proprio negli anni della pubblicazione del saggio di Kuhn, stava nascendo in fisica un nuovo paradigma, frutto di un'autentica rivoluzione scientifica. Mi riferisco alla comprensione del ruolo chiave che giocano le simmetrie nelle leggi fondamentali della natura e, in particolare, ai diversi modi in cui le simmetrie possono manifestarsi. Il premio Nobel per la fisica assegnato quest'anno a Francois Englert e Peter Higgs celebra appunto la scoperta di un particolare modo in cui una simmetria può essere presente nelle leggi fisiche che descrivono certi tipi di forze, pur non essendo per nulla evidente nelle proprietà delle particelle che risentono di queste forze. Questo fenomeno avviene quando lo stato di minima energia, cioè quello che i fisici chiamano vuoto, non gode del medesimo grado di simmetria delle leggi fisiche. In questo caso, la simmetria si manifesta in modo più complesso dal punto di vista matematico, più recondito dal punto di vista fisico, ma altrettanto efficace nel determinare la struttura delle leggi fisiche. In gergo tecnico, si dice che siamo di fronte a una rottura spontanea di simmetria. All'inizio degli anni sessanta si pensava che la rottura spontanea di simmetria implicasse per forza l'esistenza di particolari particelle di spin zero e massa nulla, di cui però non vi era traccia in natura. Per complicare le cose, i fisici di allora si erano convinti che le particelle capaci di trasmettere forze, nel contesto delle cosiddette teorie di gauge, fossero necessariamente di massa nulla. Entrambi i risultati rappresentavano seri ostacoli alla possibilità di utilizzare la simmetria per descrivere le forze nucleari e subnucleari. I successivi studi di Schwinger, Anderson, Brout, Englert, Higgs, Guralnik, Hagen e Kibble mostrarono che i due problemi si annullavano a vicenda. In una teoria di gauge in cui il vuoto non rispetta le stesse simmetrie delle leggi fisiche (cioè in presenza di rottura spontanea di simmetria) non esistono le problematiche particelle di massa nulla, e i mediatori delle forze sono particelle massicce. I due problemi avevano trovato una soluzione comune.

Questo risultato aprì nuove opportunità per l'utilizzo delle simmetrie in fisica, che sono state utilizzate prima da Weinberg e poi da un'intera generazione di fisici per svelare i segreti dei principi della natura e affermare il paradigma delle simmetrie (per usare un linguaggio alla Kuhn). Infatti, oggi sappiamo che tutte le forze in natura - la gravità, l'elettromagnetismo e le altre interazioni che agiscono a livello nucleare e subnucleare - sono espressioni di un unico principio che poggia sul concetto di simmetria. Inoltre, la simmetria della forza nucleare debole è realizzata con rottura spontanea, ovvero non è rispettata dallo stato di vuoto, proprio nel modo concepito dai vincitori del premio Nobel per la fisica di quest'anno. Speculazioni teoriche più recenti sostengono che il fenomeno della rottura spontanea di simmetria sia molto più vasto. Anziché coinvolgere solo la forza debole, il vuoto potrebbe nascondere nelle sue pieghe simmetrie molto maggiori, forse legate a una completa unificazione di tutte le forze in natura. La scoperta del bosone di Higgs è stata un coronamento del paradigma delle simmetrie, ovvero della concezione che le simmetrie governano le proprietà delle forze fondamentali. Va sottolineato però che, nonostante un nuovo elemento fosse necessario per il completamento della teoria della forza debole, l'esistenza di una particella con spin zero, quale il bosone di Higgs, non è una necessaria conseguenza della rottura spontanea di simmetria in una teoria di gauge. Per esempio, la superconduttività è un esatto analogo del fenomeno presente nella forza debole, pur senza coinvolgere alcuna particella con spin nullo. La conferma che il completamento della teoria della forza debole è realizzato da un semplice bosone di Higgs rappresenta un successo del paradigma delle simmetrie ma, al tempo stesso, ne apre una falla. Infatti, spingendo all'estremo il paradigma delle simmetrie, i fisici teorici si attendevano che nuovi fenomeni e nuove particelle dovessero accompagnare il bosone di Higgs. Le ricerche attuali non hanno, per il momento, messo in evidenza i fenomeni aspettati, anche se la questione è ancora sotto indagine sperimentale : Il premio Nobel per la fisica a Englert e Higgs è un riconoscimento alle prime fasi di una rivoluzione scientifica che ci ha fatto comprendere un profondo principio della natura: il paradigma delle simmetrie. Secondo Kuhn, a una rivoluzione scientifica segue un fase di lento progresso che poi sfocia improvvisamente nell'affermarsi di un nuovo paradigma. Forse oggi siamo di fronte ai primi indizi che favoriranno l'emergere di un nuovo, e ancora sconosciuto, paradigma. 
E se questo vale per la fisica dove di certo ha una sua pregnanza la confluenza nella ricerca della la Teoria delle stringhe (1968) e poi delle Super Stringhe con la misteriosa M-Theory (1995) c'è anche il riaccostamento alla equazione d'onda di Schrodinger dove si cerca di mettere al servizio del famoso collasso dell'equazione quella famosa funzione PSI e l'ancor più famoso gatto dello stesso Schrodinger col suo "vivo o morto" che potrebbe anche essere una sorta di disvelamento dell'asterisco posto sulla lapide del fisico, che potrebbe anche intendersi come l'uso incondizionato sia di numeri immaginari "i" (proiezioni di numeri negativi), sia di loro coniugati dove non ci sarebbe più traccia di immaginario, e si tornerebbe si ad un reale, ma di certo non razionale come voleva Hegel, anzi decisamente irrazionale

venerdì 25 marzo 2022

CONIUGARE IL FUTURO ANTERIORE

 

Non posso di fare a meno di pensare a quel giorno in casa di Evola e con quel po po di invitati se invece di parlare di Horbiger e di altri personaggi piò o meno accreditati come campioni di esoterismo, maghi, alchimisti e quant'altro avessi invece condotto il discorso giustappunto sulla fisica quantistica, lo spin e questi altri tipo di misteri, senza apparenti implicazioni esoteriche,  secondo gli studi di De Broglie, Dirac, fino magari passare dalle particelle più conosciute  ovvero protoni elettroni e neutroni al flusso dell'equazione d'onda e il suo collasso, con Schrodinger. Tutti sarebbero rimasti di stucco, ma di certo non Evola che probabilmente mi avrebbe senz'altro ribattuto, magari incanalandomi la conoscenza verso lidi più improbi, ma forse più promettenti. Quelle famose proiezioni di numeri negativi, che sull'esempio del calcolo infinitesimale  consentono lo spostamento al registro dell'immaginario e magari previo quell'inversione di segno portare al registro del simbolico, avrebbero potuto dar luogo a quelle inversioni programmatiche dove determinante risulta il prefisso "anti" cosi l'antiprotone, l'antineutrone, il positrone, che magari potevano applicarsi anche ai calcoli di quella famosa equazione d'onda, dove non parliamo più di stati e particelle , ma piuttosto di flussi. In effetti siamo nell'ottica di quei numeri quantici di stranezza, che in quanto indice ne ho fatto cenno nel precedente articolo: che ne dite se lo psi(maiuscolo Ψ - minuscolo ψdel coefficiente d'onda di Schrodinger lo applicassimo appunto ad un flusso o magari a qualcosa di più complesso di una particella sia essa neutrone, protone o elettrone, ecco magari una stringa tipo quella che il giovane Gabriele Veneziano cominciò ad avanzare 5 anni dopo nel 1968? Mi sono anche sorpreso di trovare nel libro di Pauwles e Bergier un accenno, anzi parecchio più di un accenno, all'esperimento della Doppia Fenditura che a questo punto possiamo fare sia con particelle che con onde con il quale ci siamo misurati piu' volte.

Loro lo portano in termini quanto mai didascalici "prendete un foglio di carta, fateci due tagli a breve distanza e passateci un oggetto abbastanza piccolo per passare attraverso una fenditura, tipo un elettrone, ma ecco che la prima sfida al senso comune è quella che tale oggetto, passa contemporaneamente per entrambi le fenditure.  producendo effetti del tutto dissimili che se una delle fenditure viene chiusa :
Einstein si servì di tale esempio nel 1927 al convegno Solvay di Bruxelles nel 1927 per confutare la famosa "interpretazione di Copenahghen" di Bohr e Heisenberg, trovando di poi dalla sua personaggi come De Broglie, Dirac, Schrodinger  e ci aggiungo io, il Feynman de "L'integrale sui cammini" (1948)  e tutte le formulazioni della teoria delle stringhe (1960)  e superstringhe ( anni settanta e ottanta) nonchè M Theory (1995) . Da quell'esperimentyo sono derivate  diverse dottrine  in particolare la meccanica ondulatoria. Siamo in una accezione più che scientifica nevvero? eppure stiamo utilizzando uno dei testi più misterici che sia stato scritto negli ultimi 70 anni e a questo punto i nomi dei fisici sopracitati andranno comparati e spesso e volentieri confusi, assimilati con quelli di Gurdjef, Flammarion, Fulcanelli, Guenon e molti altri citati da Pauwles e Bergier nel loro eccezionale saggio. "Se potessi  ripercorrere la mia vita " dice uno dei due autori "non sceglierei certo di essere scrittore  e passare i miei giorni in una società ritardata...mi farei fisico teorico per vivere nel cuore ardente del romanzesco vero. il nuovo mondo della fisica smentisce formalmente ed anche strutturalmente le concezioni della disperazione e della mediocrità...una conoscenza reale, oggettiva dell'evento, che coinvolge cultura e socialità, ed anche etica e comportamento, ci insegna che vi è un certo indirizzo della storia umana, che va alla ricerca di un reale accrescimento dell'essenza umana, non però affidandosi ad una esecuzione di tipo meccanico, tipo il progressismo della nostra epoca ma piuttosto alle ragioni più profonde di una tradizione: come più di un grande pensatore ha osservato (Jung, Lacan, Mattè Blanco, Guenon, Evola) e il libro di Pauwels e Bergier ribadisce; occorre  che il tempo venga coniugato al futuro, ma non un futuro semplice, bensì composto, composto di modalità passate che possano essere riprese in virtù del loro potenziale "a - venire" : il "sarà stato del futuro anteriore " Il futuro semplice, quello dello stracco e disumano "progresso" si è fin troppo toccato con mano che esso non ha prodotto che fame, terrore, miseria, disordine, guerra e distruzione, e in ultima analisi, parlando di questo secondo ventennio del terzo millennio, anche quella diffusa e generale distopia fondata su menzogne e paura,
che solo qualche fantasioso scrittore  poteva immaginare: Diciamo che forse un giorno una delle peculiarità della coniugazione al futuro anteriore, quel "sarà" che viene "ri-assunto" nel suo stato, ma anche nel suo flusso, riuscirà a squarciare il mistero delle particelle, delle onde o delle stringhe che regolano il nostro essere . 



L'UNIVERSO UBBIDIENTE (O NO)?

  L’intero Universo potrebbe,  e dico potrebbe, obbedire alle leggi che un gruppetto di geni dei primi trent’anni del XX secolo,  era andato...