sabato 11 aprile 2026

LA PREVENZIONE E' UN FALSO

 

A noi interessa poco o nulla delle farlocche credenze della medicina ufficiale, nata dalla connivenza di interessi industriali e commerciali  e l' ingerenza di gente come David Rockfeller che all'inizio del XX secolo comincio appunto a correlare le due cose in merito alla medicina , Noi siamo per la straordinaria intuizione di Rick Geerd Hamer  che stbili' che Il corpo di fronte  ad un corpo estraneo o ad un evento traumatico che minaccia la sua integrita' reagisce sempre  o con crescita cellulare  (ispessimento del derma) o lisi cellulare (ulcerazione del derma )  in fase attiva o di simpaticonia,  e viceversa in fase riparativa o di vagotonia. Questa e ‘ la famosa regola aurea delle 5 Leggi di Hamer, in particolare quella che riguarda la secondo legge  ovvero quella che si rifa’ alla bifacisita’ della reazione biologica all’evento traumatico  era un conflitto di boccone piu’ o meno sporco qualcosa che si e’ stati costretti ag ingoiare  ci sara’ una crescita cellulare (formazione tumurale) del tratto riferito all’apparato gastro intestinale e diretto dal foglietto embrionale piu’ primitivo  quello dell’endoderma per poi in fase di riparazione effettuare una riduzione  cellulare (tipo ulcerazione o comunque infiammazione).

Se questo evento traumatico era un conflitto di territorio
  con separazione allora in genere il foglietto embrionale del mesoderma recente  comandera’  una perdita cellulare  per poi in fase ripartiva una crescita, una reazione tipica dei conflitti interessanti il cuore, le arterie. Se invece il conflitto sara’ di paura ecco che avremo la messa in gioco   dell’apparato respiratorio in particolar modo i polmoni. Ogni tipo di conflitto e quindi di trauma  ha come reazione un precisissimo  funzionamento del nostro corpo tramite i foglietti embrionali, così i conflitti di paura, sia di situazioni pericolose sia  della morte in generale, i conflitti di  di svalutazione, di adattamento, di non essere all’altezza, conflitti motori  tutti avranno il loro corrispettivo nei foglietti embrionali che  specie in fase riparativa o di guarigione, provvederanno a innescare quei meccanismi  reattivi che poi il senso comune e la medicina  un po’ per ignoranza un po’ per dolo, ha definito malattie   Detto questo passiamo ad analizzare la questione dell’infettivita’ ovvero la trasmissione delle malattie così come la medicina tradizionale ci ha educato a pensare : Punto primo i virus non esistono, nessuno ne ha mai visto uno e quegli scarabocchi che vengono passati per essi sono solo delle elaborazioni computerizzate dei microscopi a
scansione, in quanto ai batteri sono simbionti al nostro organismo, un tutt'uno con esso e  piu’ volti alla salvaguardia dell’integrita’ del corpo che alla nocivita’, proprio come Hamer ha ben spiegato con il paradosso dei pompieri; per la nostra integrita’ della nostra  salute più facciamo incetta di batteri e meglio è . Ecco così che  salta fuori la questione dei vaccini, sui quali la medicina moderna quella nata  appunto dal connubio tra la chimica del petrolio di Rockfeller e le strampalate teorie sulla nocivita’ dei microbi di Pasteur. un qualcosa di veramente pernicioso ed esiziale che venne ratificato  dal cosidetto rapporto Flexner del 1910 che  imponeva l’uso di farmaci chimici e vaccini  sulle prime negli USA e Canada, sconfessando e trattando come ciarlataneria tutte le diverse forme di terapia.   Farmaci e vaccini sui quali si basa la medicina degli ultimi cent’anni cosa  dovrebbero combattere?  i virus che non esistono o i batteri  che sono indispensabili  per il benessere del nostro corpo ? 
Come detto da dopo il protocollo Flexner, virus e batteri sarebbero all’unisono responsabili della quasi totalita’ 
delle affezioni, quindi per contrastare l'azione di questo micidiali nemici , essa consiglia principalmente  dei vaccini: vaccini che  formerebbero nel nostro organismo degli anticorpi atti a contrastare l'azione venefica, oltremodo dannosa  dei microbi : Il fatto è che questi presunti anticorpi capaci di distruggere, di fagocitare o arrestare l'azione del batterio non esistono, sono un'invenzione  appunto di Rockfeller, di Padsteur, di Flexner , di Big Pharma.Gli anticorpi contro gli agenti patogeni
non esistono. Non possono esistere contro i virus perché i virus non esistono, non possono esistere contro i batteri perchè i batteri non sono patogeni. 
Diciamo Insomma, che è tutto inventato, tutta fantascienza. È una presunta scienza che cambia opinione a seconda del bisogno e dell'utilità del momento, come si e’ potuto toccare con mano  nella  recente farsa di pandemia di un inesistente Corona Virus. All'inizio i virologi dicevano: se hai gli anticorpi non puoi avere il virus. Poi hanno detto la cosa opposta: se hai gli anticorpi allora il virus non attecchisce e non c'è bisogno del vaccino. In un secondo momento hanno detto la cosa opposta: se hai gli anticorpi il virus non può essere lontano e quindi è meglio premunirsi facendo il vaccino. Ed ancora: prima dicevano che sviluppare la malattia ti rendeva immune alla malattia in quanto la malattia sviluppava in te gli anticorpi (se questo fosse stato vero nessun essere umano da millenni avrebbe preso più il raffreddore.... perchè anche il raffreddore si dice che sia provocato dai virus). Ma questa storia che la malattia sviluppava i presunti anticorpi è stata completamente messa da parte proprio nel corso di questa enorme farsa :  piu’ di una persona ha difatti preso il fantomatico covid, tre, quattro, cinque volte, sicche’ e’ stato assodato che prendere la malattia non rende immuni e non sviluppa nessun anticorpo.
Diciamo che il senso ultimo, niente affatto sgradito alle multinazionali del farmaco e sotto sotto sempre  ambito dai tempi di Rockfeller e Flexner  e’ quello che per tenere sotto controllo i presunti virus dovresti vaccinarti a vita e questo realizza il sogno ultimo di tale  medicina eminentemente bottegaia e mercificatrice : 
 creare un mondo di eterni malati, di gente che non guarisce mai, di "pazienti" (e' proprio il caso di dirlo)  sempre alle prese con farmaci e meglio ancora, vaccini  che sostanzialmente non hanno neppure quell’effetto lenitivo di dolore  quale ad esempio puo’ essere sperimentato in una aspirina  o in qualsiasi antidolorifico, e non hanno quindi neppure bisogno di dimostrare la loro validita’ essendo chiamati prima e non dopo l’insorgere del sintomo. Inutili e anche iatrogeni come d’altronde tutta la medicina  preventiva che interviene prima e non dopo di un sintomo e quindi rivela il suo impianto  eminentemente velleitario e manipolatorio    

 

mercoledì 18 marzo 2026

POLMONI E PAURA DI MORIRE

 

Come sottolinea Rick Geerd Hamer L'AFFEZIONE AI POLMONI, specie il cancro  corrisponde alla paura di morire, alla paura della morte. Questo io l’ho sempre saputo anche prima di conoscere le teorie di Hamer , difatti nel 1995 mia cognata ebbe modo di riferirmi di un accidente che le era capitato su di una barca, ritrovandosi all’improvviso alla merce’ di un mare fattosi nel giro di pochi secondi, burrascoso. il suo racconto era estremamente accorato e ancora partecipe, la barca era piuttosto grossa e c’erano anche molte altre persone a bordo (il marito, i figli , degli amici e anche una bimba piccola che lei aveva associato al suo prossimo destino di affogata ) ho ancora nelle orecchie le sue parole “ “Mario non so come spiegartelo , ma ho visto veramente la morte, e malgrado la mia famiglia, quella bambina, ho visto in dettaglio la morte e all’improvviso mi sono sentita disperata e sola, abbandonata da tutto e da tutti” Parole che mi sono tornate alla mente appena una ventina di giorni dopo una stizzosa tosse si era rivelata una diagnosi di cancro ai polmoni e dei peggiori, a detta della medicina tradizionale,  uno dei piu’ maligni, come se si potesse stabilire una gradualita’ nella perniciosita’ del tumore. All’epoca , lo ripeto  non ero ancora in possesso della conoscenza della teoria Hameriana  con le sue cinque Leggi Biologiche,  pero’ l’associazione tra trauma e malattia, l’avevo fatta subito, immediatamente. Forse cio’ era dovuto al fatto che fin da ragazzino fui vittima di una paura di affezione tubercolare (1959) che letteralmente mi squasso’ la giovinezza  e della quale in seguito  ero sempre andato a ricercarne la misteriosissima causa, ritrovandola parzialmente nel libro di Groddeck Il Libro dell’ES, in certi passi sull’Orgone di Reich, e nel suo concetto di Armatura Caratteriale, perfino nella traslazione simmetrica  di classi di appartenenza dell’inconscio come insiemi infiniti di Matte’ Blanco. Poi c'erano state malattie vere e non presunte delle quali ero riuscito sempre a trovarne una ragione, spesso una finalita’ (orecchioni a 15 anni, epatite virale a 20, quindi bronchite cronica, tosse, e anche affezioni a carico dell’apparato locomotorio, etc) e aggiungici determinate malattie che avevano colpito dei miei cari : un tumore al seno di una nonna a 51 anni,a conseguenza di problemi di problemi di casa,  un infarto dell’altra nonna  dopo una ristrutturazione di casa, una fortissima depressione di mio padre per via di svalutazione per motivi lavorativi con affezioni a carico dell’apparato escretorio. In realta’ ancor prima di conoscere le teorie di hamer ero un o abbastanza convinto dell’incidenza della psiche sul corpo, e di certo il cancro ai polmoni e’ sempre stato uno dei piu’ terrificanti e minacciosi. Nel 1958 in Sicilia ci fu un signore amico di mia nonna certo ing.Ascione che aveva appunto tale malattia  e capitò che eravamo in vacanza a Giacalone in Sicilia, per cui ebbi modo di terrorizzarmi alquanto, anche perche’ mi era capitato di andare in bagno dopo di lui e mia nonna mi aveva ripreso “Mario che cavolo vai in bagno dopo quello, non lo sai che sputa sangue ????” questa frase mi fece una impressione enorme, che forse l’anno dopo riportai nella mia paura della tubercolosi dato che canonicamente aveva questa  caratteristica   (lo sputare sangue) .

La tubercolosi aveva pero’ piu’ peculiarita’in quell’autunno del ’59 di imprimersi con maggiore immaginario terrorifico
  sulla peculiarita’ del sangue  - avevo da poco visto il Film Dracula il Vampiro con Christopher Lee, poi c’erano dei racconti di mia nonna sulla sorella che l’aveva avuta e che appunto sporcava di sangue il fazzoletto dopo un colpo di tosse, e poi sembrava davvero l’inverazione del vecchio adagio “quando hai un martello tutte le cose ti sembrano chiodi” aprivi la TV e davano La Traviata , in vacanza a Palermo nell’estate,  c’era il cartellino “morta di dura tisi” delle donne  mummificate ancora negli stinti vestiti della cripta dei Cappuccini e via dicendo, senza contare quelle diverse denominazione tubercolosi, tisi, e forse la peggiore di tutte in quanto solo tre parole TBC, insomma  Forse in quel lontano 1959 per una ragazzino di 11 anni era piu’ facile lasciarsi  suggestionare da una malattia col sapore di antico che da una molto meno letteraria, tanto piu’ che  Il cancro ai polmoni come ha sempre detto Hamer è difficile che si sviluppi naturalmente in un individuo, esso è sempre il portato, la conseguenza di qualche evento catastrofico: di un evento cioè che mette in gioco la stessa esistenza, la vita dell'uomo; ad esempio era molto  sviluppato dai soldati al fronte, dai soldati in trincea durante una guerra oppure dagli abitanti di qualche città dell'antichità assediata e messa a ferro e a fuoco, che tra l’altro in tempi antichi non era neppure riconosciuto come tale ma come polmonite, bronchite acuta, e giustappunto tubercolosi.
Oggi dopo la disvelazione di Hamer e cioe’ grosso modo solo dagli anni ottanta, fino al mio limite addirittura del 2017 che avevo dovuto attendere la sua morte per scoprirne la sconvolgente portata delle sue scoperte , sappiamo bene
  che per sviluppare il cancro ai polmoni è necessario che l'individuo abbia davanti agli occhi nitida la visione della sua fine, della sua morte (come appunto mia cognata). Il cancro ai polmoni è difficilissimo che lo sviluppino gli animali, tranne in eventi eccezionali. Non avendo gli animali cognizione della morte è improbabile che essi sviluppino un tumore ai polmoni. In realtà anche gli uomini - prima che la medicina capitanata da BIG PHARMA diventasse l'unica medicina consentita dall'establishment - difficilmente sviluppavano un tumore ai polmoni. Il tumore ai polmoni ai nostri giorni è diventato così frequente, così "popolare" fra la gente proprio grazie ai dogmi, alle diagnosi di una corporazione medica indottrinata dalla medicina ufficiale, dagli agenti di Big Pharma. Oggi infatti, sparite le guerre e gli assedi, l'individuo sviluppa un cancro ai polmoni quasi esclusivamente dopo una diagnosi medica che predice la sua fine, la sua morte. Di regola le diagnosi mediche che mettono l'individuo a tu per tu con la morte sono quelle che gli diagnosticano un tumore, un cancro o una qualche grave patologia mortale in qualche parte del suo corpo. Le dichiarazioni da parte del medico al paziente del tipo "hai un cancro maligno al fegato, hai un tumore al seno particolarmente aggressivo e invasivo, ti restano pochi mesi di vita, hai l'AIDS, ecc"...tutte queste dichiarazioni colpiscono il paziente come una condanna a morte, come una sentenza di totale annichilimento. "Anche cercare informazioni su un particolare sintomo su Internet con innumerevoli siti Web che propagano il concetto di malattie maligne può facilmente attivare un conflitto di paura della morte". Di regola quindi sono principalmente le diagnosi mediche nella nostra epoca che scatenano nell'individuo la paura della morte e con essa il tumore ai polmoni, difatti l'individuo messo di fronte alla MORTE si sente mancare l'aria, si sente come se stesse per soffocare, come se si trovasse nella condizione di non respirare o di non potere più assorbire l'aria.
Noi di regola associamo la morte di un individuo con la mancanza di respiro. Quando un individuo smette di respirare noi lo dichiaramo morto: "ha esalato l'ultimo respiro", si dice di regola. Ed è per questo motivo che associamo la morte alla mancanza d'aria. Non a caso noi quando ci troviamo di fronte ad un evento mortale contraiamo il diaframma per ingerire, per inghiottire più aria - e quale evento è più mortale di una diagnosi medica che ti dà qualche mese di vita a causa di un tumore che dal punto di vista della medicina del dottor Hamer è del tutto innocuo? 
Dal momento in cui l'individuo ha paura di morire egli allarga i polmoni come per sfuggire ad una situazione di soffocamento, ad una situazione in cui l'aria viene a mancare. L'individuo che ha paura di morire, a cui è stato diagnostico una malattia mortale sente il bisogno di respirare a pieni polmoni, di fare il pieno di ossigeno. Il metodo che ha escogitato la natura per permettere all'individuo spaventato dalla morte di assorbire una maggiore quantità d'aria è quello di sviluppare un tumore. Il tumore come sappiamo è una proliferazione cellulare, una crescita in eccesso di cellule nell'organo bersaglio, nel nostro caso il polmone. Avendo l'individuo bisogno di respirare meglio, di assorbire più aria delle cellule tumorali proliferano negli alveoli polmonari con il compito di catturare più ossigeno. Negli alveoli polmonari deputati all'incameramento dell'ossigeno cioè cresce un tessuto supplementare, delle cellule tumorali, dei noduli rotondi con la funzione di catturare una maggiore quantità d'aria. Il compito delle cellule tumorali nei polmoni è quindi quello di incamerare più ossigeno per permettere all'individuo di sfuggire alla morte. Anche nel tumore ai polmoni - come in tutti i tumori - quindi non c'è niente di maligno di degenerativo, nessuna cellula impazzita. Il polmone si dilata per permettere all'individuo di sfuggire alla morte ingerendo una maggiore quantità d'aria. Il tumore continua a crescere fino a quando l'individuo teme per la sua vita, fino a quando è spaventato dall'idea della morte. Mentre, al contrario, il tumore smette di crescere, si arresta quando l'individuo supera il suo conflitto, quando vince la paura di morire. Una volta superato il suo conflitto l'individuo non ha più bisogno di ingerire più aria e quindi il suo tumore diventa superfluo, non più necessario. Arrivati a questo punto il cervello dà l'ordine ai micobatteri della tubercolosi di smantellare, di distruggere il tumore, il tessuto di polmone cresciuto in eccesso. Il tessuto demolito dai batteri viene poi espulso dalla bocca provocando tosse con catarro. L'espettorazione contiene anche muchi frammisti a pus e potrebbe contenere anche sangue. Questo processo di GUARIGIONE - l'espettorazione del tessuto polmonare demolito dai batteri - la medicina ufficiale lo chiama "tubecolosi polmonare". Tutti i tumori - come abbiamo visto anche nel tumore al seno e nel tumore allo stomaco - vengono smantellati, demoliti dall'azione dei batteri quando non sono più necessari. E con il tumore ai polmoni questa legge non cambia. "La secrezione tubercolare , escreta attraverso l'espettorato, è ricca di proteine. Se la fase di guarigione è lunga e intensa, la carenza di proteine potrebbe essere fatale. La morte, tuttavia, non è causata dall infezione della tubercolosi, ma piuttosto dall'esaurimento delle proteine (per questo motivo, la tubercolosi era precedentemente chiamata "consumo", tisi).
oggi come ieri : farse gonfiate 

Questo è esattamente ciò che accadde durante l' epidemia di tubercolosi polmonare del 1919 detta Spagnola  dopo che milioni di persone avevano risolto i conflitti subiti durante quattro anni di guerra. La fine della guerra ha avviato una guarigione di massa. A causa dell'estrema povertà causata dalle crisi economiche mondiali seguite alla prima guerra mondiale, le persone affette da tubercolosi non hanno ricevuto il cibo ricco di proteine necessario per la guarigione. Solo coloro che potevano permettersi un'alimentazione adeguata erano in grado di sopravvivere. I poveri non avevano possibilità". Non fu quindi un presunto virus nella cosiddetta "pandemia" chiamata SPAGNOLA che portò alla morte milioni di persone alla fine della prima guerra mondiale ma la mancata guarigione dal tumore dovuta, nelle masse povere, ad una adeguata alimentazione ricca di proteine. 
Eh si! la cosidetta malefica elite di quattro bottegai arricchiti, sa che la paura di morire per tramite di un virus invisibile svilupperà nelle masse spaventate dal presunto VIRUS,  un cancro ai polmoni. E questo è quello che effettivamente succederà a tutta quella gente terrorizzate dal coronavirus una volta che si sentirà al sicuro o che la finta pandemia avrà fine.

 

sabato 7 marzo 2026

SESSANTATRE SIMMETRICO

 

Tra il 6 e il 7 marzo 1963 , ricorre il sessantatreesimo anniversario di un evento che a livello iper soggettivo rappresenta un canonico futuro anteriore ; il punto e' che il parlare di queste cose che sono frutto di coscienza e di reale e' un parlare a vuoto perche' non puo' essere compreso da alcuno e no solo per il fatto della soggettivita', ma anche per fare riferimento ad un qualcosa di sempre indefinito, un po' oscuro, altamente simbolico ; azzardiamo che e' un po' come il famoso "dire a meta' di Lacan"...la verita', tutta la verita' non puo' mai essere detta con le parole, perche' queste non ce la fanno, non sono strutturate per dire la verita' , possono solo accennarla, ecco al massimo "un dire a meta' . In questo caso poi, concorrono non solo le parole, ma anche le immagini che rientrano anche loro nella categoria dell'accenno, dato che il senso che potrebbero suggerire e', se non proprio occultato, perlomeno soffuso; Diciamo che siamo in presenza di un immaginario che sottende ad un simbolico

e quindi un po' tutto il meccanismo richiama l'inconscio che non parla, non spiega, ma ripete e accenna. ah ah, viene un po' da sorridere: il sito FB che somiglia all'ES , e difatti ci trovi parte di te e parte di tutte le cose belle del mondo fino all'estatico: la bella fica, i peli sotto le ascelle , il piede affusolato e la stringa che lo avvolge salendo poi il polpaccio, ma anche il panorama marino e quello montano, la citta' che rifulge con le sue guglie d'oro e quella che ha ancora le case in legno, la crema pasticcera e le zite alla genovese della cucina partenopea così come l'impepata di cozze e il ragu' alla napoletana. Tutte le bellezze del mondo e dintorni , anche come soggetti e persone , i libri e la cultura e poi anche tutte le bruttezze : la mentalita' bottegaia e gli interessi eterni dello spirito anglosassone, il terrore delle rivoluzione francese e quello della rivoluzione bolscevica , il pensiero liberalista e le mani invisibili, Marx e il comunismo. Nel sito FB c'è il volto della bellissima di turno e della persona degnissima , ma c'è anche quello infingardo e maligno di Bill Gates o di Soros e Schwab, dei nostri politici di sinistra e dei cosidetti tecnici tipo Monti e Draghi che hanno fatto si che rinunciassi a chiamarmi Mario . Eh si ! siamo proprio in una accezione quasi
simbolica, a meta' , come le parole e anche le immagini.eh si sembre proprio sulle righe paragonare un sito Facebook all'inconscio, ma bisogna ammettere che il meccanismo e' lo stesso e si svolge tra un registro reale e un registro immaginario, fino a comporre una sorta di sintresi che e' data dal registro del Simbolico. Per carita', lungi dalle mie intenzioni di riproporre una sorta di dialettica hegeliana, pero' bisogna ammettere che in merito a questi registri ci sia una sorta di successione di percezione, assolutamente non superiore una all'altra, ma di fatto del tutto complementare, proprio in virtu' non tanto di quel "dire" quanto di quel "comprendere"....." a meta'

CONSOLAZIONI DELLA VECCHIEZZA

 

Molteplici sono le istanze di questa estrema vecchiezza che mi hanno dato,  e debbo dire il vero, ancora mi danno, grandi soddisfazioni: un recupero della forma fisica che  mi ha fatto perdere 20 chili, e guarda un po’, paradossalmente al principiare della farsa pandemica che specie sulle prime mi stava gettando nella piu’ cupa disperazione (una sorta di strada a binario morto e senza ritorno), poi un ulteriore recupero culturale che mi ha dato la piece piu’ costruttiva:  le 5 Leggi Biologiche di Hamer, che e’ stata a livello di conoscenza e percezione qualcosa di perlomeno equivalente a quella che avevo avuto con la scoperta della psicoanalisi  Freud e via via Jung, Ferenczi, Sullivan, Milton Erickson, la PNL di Bandler e Grinder, Lacan, Matte’ Blanco, (e teniamo presente che la scoperta di Hamer , tramite Francesco Cavagna e poi Claudio Trupiano, e’ coincidente con la sua morte nel luglio 2017,  cioe’ quando avevo gia’ compiuto 69 anni, ed ero oramai un vecchio decrepito). Infine il ritorno all’interesse per la politica, all’insegna del detto “se non ti interessi della politica,  vedrai
che prima o poi la politica si interessera’ di te “ – be’ diciamo che nel mio caso e’ stato un intervallo che e’ durato 56 anni, dal 1964 ovvero dalla delusione della batosta di Barry Goldwater all’elezione USA, fino appunto alle prime manifestazioni della farsa pandemica che ha cominciato a toccarmi sulla pelle (segregazione, uso forzato di museruole, restrizioni e poi addirittura obbligo vaccinale e lasciapassare a mo’ di nazismo della fine ) e comunque è stato un ritorno quasi spiccicato alle istanze della prima giovinezza, quelle di estrema destra, che oggi magari tendo a chiamare
 “super”, a mo’ di stringhe, simmetria e temi della fisica quantistica, ma anche al famoso uomo di Nietzsche e perche’ no anche alla Super Corte Maggiore, la potente benzina italiana con un occhieggio ad una delle persone da me piu’ stimate sebbene il suo ruolo di preminenza in uno dei periodi da me al contrario piu’ aborriti: Enrico Mattei. Ritorno proprio come  Mito, eternizzato  da registi e attori  preferiti Julius Evola, Guenon, Junger , Schmitt, Freud, Jung, Heidegger, cui si aggiungono e si correlano acquisizioni piu’ recenti Lacan, Matte’ Blanco, De Benoist , Rick Geerd Hamer e vanno a coprire praticamente ogni pertugio, ogni anfratto, ogni buio oltre la siepe della conoscenza. Sono campioni e scenari che fanno parte dell’Es e infatti popolano i sogni, tutti i sogni delle notti con frequenti risvegli par fare un punto che poi inevitabilmente al mattino si dissolve in un oblio carico di significante ma con pochissimo significato, ovvero niente condensazione (metafora) ma un continuo spostamento (metonimia) ed ecco allora che l’Es della triade delle topiche freudiane sia prima quella della libido che la seconda che invece e’ al di la’ del piacere, si carica di valenze inusitate e diventa
Super Es facendo non piu’ riferimento allo stracco Edipo, ma ad un molto piu’ profondo Narciso che nella riflessione e’ al cospetto della famosa pulsione di morte e tale viene registrata dalla ninfa Eco.
 L’ho detto piu’ di una volta : io mi interessai moltissimo di politica dal 1963 dal 1965, militante dell’estrema destra, ammaliato dalla filosofia di Evola che arrivai a conoscere personalmente in una riunione nella sua casa di Corso Vittorio Emanuele ove era presente anche Pino Rauti e il principe Junio Valerio Borghese e via via familiarizzatomi con  le figure di Drieu de La Rochelle, Guenon, Mircea Eliade, Ernst Junger, Carl Schmitt;  poi pero’ dopo la disfatta alle elezioni presidenziali USA del ’64 di Barry Goldwater ritirai tutta quella passione  per oggettiva scarsa applicazione nel mondo reale. L’interesxse per la politica doveva tornarmi nel marzo 2020 per via dell’infame tentativo da parte delle cosidette elites economiche e finanziarie (insomma quel deleterio spirito bottegaio di stampo anglosassone) che con la complicita’ della, malgrado tutto mai amata, sinistra stava portandoci ad una societa’ distopica tipo Grande Fratello con il  patetica ma sempre efficace spauracchio dell’emergenza sanitaria.
Superfluo sottolineare che non ho mai creduto,neppure per un nanosecondo al virus del covid 19 sia esso
 costruito in laboratorio o proveniente dalla fantasiosa ridda di poveri animali innocenti, pipistrelli, scimmie, topi, scarafaggi  proprio come era stato nel lontano 1348 ai tempi della cosidetta peste nera. Debbo dire che in questo ero oramai ben approntato a non credere in fandonie, in quanto oramai da qualche anno, appartenente alla non nutrita, ma fortemente motivata  teoria dei convinti ed entusiasti assertori e seguaci delle Leggi 
biologiche della  nuova medicina  del Dottor Rick Geerd Hamer. Ovviamente ridevo delle paure della gentina e scrollavo le spalle agli improperi affinche ‘ mi mettessi la ridicola mascherina, nei fatti non una maschera ma una vera e propria museruola in quanto coprente bocca e naso, o osservassi la cosidetta distanza di sicurezza o peggio  salutassi le persone con il gomito. Sulle prime  la cosa era piuttosto esilarante, pigliavo per il culo la gente e soprattutto gli addetti ai lavori, cioe’ medici, infermieri e farmacisti   e potrei citare decine di episodi davvero spassosi  con testimoni parecchi amici che anche se magari non la pensavano esattamente come me, erano trascinati dalla mia assoluta mancanza di paura e di qualsiasi forma di prevenzione , poi pero’ la cosa comincio’ a farsi piu’ pesante, addirittura gravosa e pur restando una cosa ridicola, assumeva tutti i crismi della vera distopia che nulla aveva  a che invidiare ai romanzi di Orwell, di Huxley o magari di Breadbury, Philip Dick e occasionalmente anche Camus (tutti autori che conoscevo fin troppo bene da tempo immemorabile, ecco proprio dal periodo in cui mi interessavo di politiche nella fila del MSI e dell’organizzazione giovanile Giovane Italia e anche quella piu’ estrema di Ordine Nuovo, che fu l’ultima mia frequentazione in tal senso). Le imposizioni sempre piu’ gravose e assurde , con l’acuirsi delle stesse, quando fu immesso nel
mercato lo pseudo vaccino,
  cominciarono davvero a rivelarsi intollerabili, e fu allora che cominciai a fare due piu’ due eguale quattro, ovvero sembrava proprio che tutto quel ridicolo ambaradam fosse stato allestito a bella posta proprio per imporre un uso generalizzato, direi addirittura totale e onnicomprensivo, di tale vaccino visto come siero miracoloso in grado di salvare l’intera umanita’, ovvero letto nei termini piu’ concreti far guadagnare miliardi su miliardi alle case farmaceutiche produttrici di vaccini , tipo Pfixer, Astrazecna, Moderna etc. -  “ti conosco mascherina” era il caso di dire, “dietro a tutto c’è sempre lo sporco denaro”  quel dannatissimo spirito bottegaio di stampo anglosassone  che oramai si profondeva in tutto il mondo , come diceva Palmerston  uno degli esponenti piu’ biechi di tale mentalita’   noi non abbiamo nemici eterni e non abbiamo neppure amici eterni, abbiamo solo interessi eterni” . Guaio piu’ grosso doveva rivelarsi il fatto che l’Italia si stava  distinguendo come il Paese piu’ sollecito a mettere in atto il diabolico piano di spauracchio sanitario, un vero e proprio paese-kapo’ , specie con la ascesa al ruolo di capo del governo di uno dei piu’ indefessi difensori degli interessi finanziari e bancari della Unione Europea la famigerata UE, in verita’ un ragionerucolo da quattro soldi, del tutto incompetente anche nel suo  specifico dell’economia, che mai e poi mai ho considerato una materia degna di considerazione se non come aggiornamento del vecchio “conto della serva” . Come tutti i servi, o kapo’ chiamiamoli come piu’ ci aggrada, che vogliono far bella figura col loro padrone  (e qui il padrone ha appunto la fumosa connotazione delle grandi societa’ finanziarie tipo Vanguard, Blackrock, Goldman Sachsetc e solo episodicamente ha un certo acculturato, sia pure squallido di un Soros, ma non certo di un  Bill Gates, o di uno  Schwab o i piu’ antichi Rotschild e Rockfeller) il servetto di turno italiano  volle far di piu’ e si invento’ l’obbligo vaccinale previo allontanamento dal posto di lavoro e misure sempre piu’ restrittive , tipo un lasciapassare chiamato ovviamente all’inglese “green pass” per accedere ai luoghi pubblici e addirittura l’obbligo di farsi iniettare il siero per le persone al di sopra dei 50 anni, siero di cui tra l’altro gia’ si andavano manifestando preoccupanti effetti iatrogeni e che diverranno ancora piu’ deleteri  negli anni a venire, come piu’ di uno studioso (uno per tutti il premio Nobel per la medicina Montaigner) aveva predetto. A quel punto la mia permanenza in Italia era divenuta insopportabile, non v’era giorno che non litigassi, anche pesantemente con qualcuno, la rottura persino con amici di antica data veniva irreparabilmente compromessa, e così decisi di espatriare e ritirarmi a Tenerife nelle Isole Canarie, dove in effetti anche se qualche idiozia tipo l’uso delle museruole nei luoghi chiusi, si respirava un’aria di maggiore liberta’. in tutto questo evolversi dei fatti, diciamo così di cronaca, era andato in parallelo accentuandosi il mio ritorno ai temi della politica  sia internazionale che nazionale. Come la disfatta di Goldwater nel 1964 aveva segnato il mio allontanamento così la ingiusta e manipolata sconfitta di Trump nel 2020 segno’ il mio pieno e interessatissimo ritorno e lo caretterizzo’ riprendendo i temi della destra di tradizione, di giustizia, ma non di eguaglianza e meno che mai di democrazia e liberalismo e soprattutto torno’ moltiplicata per un milione la mia ripugnanza per la sinistra , e tutti i partiti e movimenti che ad essa si ispiravano  (socialismo, comunismo, socialdemocrazia, e nella fattispecie attiale PD,  5 stelle e vari movimentucci e partitini tipo chessò Liberi e Uguali, Piu’ Europa ed anche il patetico Italia via (o via Italia, mi sbaglio sempre) di Renzi

lunedì 23 febbraio 2026

E QUANTE SENNO'.... TUTTO IL CUCUZZARO

 

E' piuttosto noto a chi conosce il mio pensiero e un po' tutta la mia formazione culturale,   quanto io consideri la filosofia di Hegel la quintessenza del ciarpame intellettivo e una vera e propria mortificazione di tutta la storia del raziocinio umano, proprio per quel suo voler ridurre ogni cosa ad una specie di esercizietto mentale tipo anghingo' tre galline e tre cappon, "tesi antitesi e sintesi"ovvero pomposamente la severa dialettica dell'incedere storico, ma a mio parere una  formuletta di esemplificazione massima. esercizietto, giochetto mentale appunto,  quasi a mimesi di un gioco infantile  "uno monta la luna, due er bue, tre la fija der Re" come si recitava a cadenza saltando sulle schene dei compagni nei vicoli der rione Borgo o lungo il pratone a ridosso delle Mura Vaticane all'ombra der Cuppolone.  E fosse solo presunzione intellettuale.... il solito iper vanesio che pretende di avere la regola del tutto, individuando un principio di tutte le cose ovvero un qualcosa che dovrebbe conferire unità alla realtà al di là della molteplicità che ci si presenta immediatamente ai sensi, per la bizzarra idea che  tutte le cose devono avere qualcosa in comune e che ci deve essere un principio unificatore di tutta la realtà  appunto un arche'  (αρχή) -  così il  famosissimo  Talete come ci viene presentato nei primi giorni del primo liceo classico nell'ora di filosofia con la sua acqua individuata appunto come arche' della vita in 

 forza del solito giochino di supposta logicita' "s
e la vita è presente dappertutto nella realtà, il principio unificatore della realtà dovrà coincidere col principio della vita." . Talete era convinto che c’è vita dove c’è acqua. L’acqua è dunque principio di vita, è inseparabile da questa; ma la vita è presente in tutta la realtà, dunque anche l’acqua è onnipresente, è l’elemento che unifica tutte le cose, è l’archè. Anassimene  affronta lo stesso  problema identificando il principio unificatore nell’aria: anche l’aria è presente dovunque e anch’essa è principio di vita, infatti gli organismi vivono finché respirano (anche Anassimene è un ilozoista: il principio unificante della realtà deve coincidere col principio della vita. L’aria come archè è però concepita da Anassimene — a differenza dell’acqua di Talete — come un principio dinamico, che in quanto tale può dar conto, oltre che dell’unità, anche della molteplicità. Essa è infatti soggetta al dinamismo della rarefazione e condensazione: per la prima si trasforma in vapore e in fuoco, per la seconda in acqua e in terra. L’aria dà dunque conto insieme della diversità degli esseri che si presentano ai nostri sensi e dell’esigenza del nostro intelletto di trovare una sostanza che unifichi la molteplicità dei fenomeni. Non sia mai che venga meno uno di cotesti fantasiosi INVENTORI DI IDEE E PRINCIPI , non c 'e' due senza tre . proprio come le tre famose figure della dialettica Hegeliana  ecco quindi Anassimandro che ritrova il principio unificante della realtà in un principio più astratto, iun non meglio identificato "Apeiron" (l’illimitato, l’indeterminato), che riesce a dar meglio conto della compresenza di unità e molteplicità. Tutte le cose finite partecipano dell’àpeiron, sono interne ad esso. .L’illimitato è presente in tutte le cose finite, è  quindi lui l’archè. Questi canonicamente i personaggi con cui noi  ragazzetti siamo stati introdotti alla filosofia, pero' bisogna dire che il vizietto di trovare questo principio di tutte le cose, non e' certo venuto meno cogli anni a venire : Platone che era uno mica da giochetti da fanciulli era andato a inventarsi il concetto (nientemeno) che lo aveva costretto a figurarsi un mondo parallelo o meglio piu' che parallelo, decisamente superiore, l'iperuranio, dove si trovano  le essenze delle cose che qui nel nostro mondo sono solo copie "l'albero e' un albero, milioni di alberi tutti differenti che sono presenti nel nostro mondo,  ma chi ha mai visto l'albero albero, dove e' la'bero in se' ? ECCOCI QUINDI BELLI CHE PRONTI A SORBETTARCI CON LA SCOPERTA DEL CONCETTO, IL PRIMO DEI TANTI DUALISMI CHE SONO ANDATI AD APPESANTIRE IL NOSTRO PENSIERO : bello e/o brutto, caldo e/o freddo, bene e/o male, vero e/o falso, destra e/o sinistra . A Hegel non ne sono bastati due,  ce ne voleva un terzo ed ecco così  che nasce la dialettica  "tesi, antitesi e sintesi" , eh si siamo ancora piu' a fare il verso ai giochi dei fanciulli:  cominciando a leggere Hegel ci troviamo proprio come nel gioco del CUCUZZARO ... "sono andato nell’orto ed ho raccolto …. un tot di  cucuzze” chi vuole due cucuzze? la cucuzza numero due, dovrà rispondere: “e perchè due cucuzze ?”. Allora a sua volta il cucuzzaro ribatterà con la frase: “e quante sennò'... ed ecco che spunta Hegel e fa "tre cucuzze", ma a questo punto puo' saltare uno come me che fa   "no una, non due e neppure tre cucuzze, ma “tutto il cucuzzaro” Tutto il cucuzzaro sarebbe per Hegel  l'esperienza della coscienza alla ricerca del sapere assoluto e qui da subito comincia ad utilizzare il procedimento dialettico che si articola, manco a dirlo,  su tre figure, ognuna delle quali e' superata dalla successiva, ovvero  la certezza, la percezione e l'intelletto; procedimento che introduce  ad un ulteriore momento di conoscenza che e' l'autocoscienza, ovvero la verita' del mondo  e' la coscienza che abbiamo di noi stessi,appunto  l'autocoscienza. Come e' noto,  con il pervenire alla figura dialettica fella autocoscienza  siamo nel pieno della filosofia di Hegel ed e' lui stesso  a sottolinearne
l'importanza 
, sostenendo che con l'autococienza si entra nel regno originario della verita', ovvero quel famoso viaggio della coscienza ha come proprio esito  in questa figura  delll'autocoscienza in quanto concetto dello Spirito (ipse dixit, ma a me pare proprio una forzatura, come tutta una forzatura sono sempre tutti quei  meccanismi coi quali, fin dall'inizio del pensare umano piu' di un pensatore si e' sforzato di ridurre e tutto sommato imbrigliare,  la complessita' della vita .... Talete, Anassimede, Anassimandro, Platone , Aristotele, Cartesio, Hume, e sopratutto Hegel, nel quale  questa tendenza diventa sistematica e anche, nella sua forzatura,  parossistica)

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lunedì 9 febbraio 2026

IL CIARPAME DELLA RIVOLUZIONE BOTTEGAIA

 

Sono della convintissima idea che la rivoluzione industriale sia stata  la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi tutta la pratica e il teorico ad essa correlati - illuminismo, rivoluzione americana, rivoluzione francese, massoneria, cosidetta scienza economica e vari pseudo teorici tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, etc. siano una sorta di  ciarpame derivato da quell’unica mentalita’ mercantile che io preferisco chiamare bottegaia Si obiettera’: ma come tu ritieni la rivoluzione industriale un passo indietro dell’umanita’ e anche la Rivoluzione Francese, il principio dei diritti e della liberta’, dell’eguaglianza dell’uomo un abominio? In realta’ io dico e sono in grado di dimostrare con lo studio, la conoscenza e un po’ di capacita’ di ragionamento, che a proposito de la piu’ famosa delle rivoluzioni, quella francese del 1789, fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente che per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo  del contesto:  “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere,  marcia del sale,  primavera di Praga”….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato  obiettivo e veritiero sulla storia  e questo non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il progressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore :  il denaro, il mercato, lo scambio.

Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma  e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era,  tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche  a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato,  può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’????
In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge  la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ;  così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. 
 Assunto quindi il principio che alla origine di ogni sovvertimento sociale  c’è sempre un potere costituito  e organizzato secondo ferrei dettami di precisi interessi economici, e che il tanto ipocritamente e buonisticamente  strombazzato popolo conta, ed e’ sempre contato meno del due a briscola, torniamo ai nostri interessi di fisica teoretica nell’accezione quantistica  per vedere se siamo in grado di stabilire una sorta di continuum con quelle forze che al potere bottegaio con relativi garzoni si e’ sempre opposto. In eta’ prebottegaia abbiamo figure come gli Imperatori germanici che lottarono sopratutto contro il Papato Federico Barbarossa, Federico II detto lo Stupor mundi,
ma con l’avvento del potere mercantile (i banchieri, i commercianti, l’emergente borghesia) trovata una nazione guida l’Inghilterra e poi strutturatosi in una vera setta la Massoneria, la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, di cui abbiamo precisato il ruolo di acutizzazione del principio economico, realizzando il connubio con un altro elemento che diverra’ indissolubile al suo spirito : il tecnicismo con l’esaltazione del ruolo della macchina come nuovo paradigma a cui riferire la stessa essenza umana, e’ un qualcosa, non a caso di  primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una originaria localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra  che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa,  attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il  proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Le opposizioni al galoppante spirito bottegaio vengono unicamente da quei popoli, quelle civilta’ che si rifanno alla tradizione e pongono alla base del loro vivere sociale un certo conservatorismo dello spirito appunto di tale tradizione, venendo tuttavia ampiamente a contatto soprattutto con il tecnicismo dei tempi. E’ il caso dei Grandi Imperi della terra, quello Russo, quello austro ungarico e ultimo quello Germanico dopo l’unita’ sotto la guida prussiana di tutti i regni e ducati tedeschi. Un quarto Impero ma in grande decadenza e’ quello cinese, che tornera’ alla ribalta mondiale solo con l’adesione alla teoria comunista di cui ne elaborera’ una versione di carattere orwelliano . Un ulteriore Impero potrebbe essere annoverato nel Giappone, ma non nel XVIII e XIX secolo;  la sua rilevanza comincera’ ad essere pronunciata  solo con l’inizio del XX secolo, prima nel contrasto con un altro Impero, quello Russo , ma successivamente venendo a trovarsi in rotta di collisione con il piu’ ipocrita degli imperi,  quello statunitense che rifugge da tale epiteto e contrabbanda parole di untuoso buonismo : liberta’, democrazia, ma  è in verita’ l’erede piu’ che legittimo della bottegaia Inghilterra della quale ha fortemente  esasperato i principi,  sviluppando come mai prima si era visto, un consumismo dilagante ed un tecnicismo spersonalizzante, dandosi anche quel lustro teorico che gia’ l’Inghilterra si era accaparrata prezzolando pseudo intellettuali come i gia’ citati Smith, Say, Malthus e compagnia. In tutto questo complesso assunto si ravvede il distinguo tra popoli di terra e popoli di mare  operato dal filosofo geo politico Carl Schmitt  nel lontano 1942 . Liberalismo era stata chiamata alludendo ipocritamente alla liberta’ questa sotto teoria e con la solita mancanza di originalita’ l’america si e’ andata stringendo sotto l’etichetta di “neo Liberalismo.  Comunque sia contro questi Imperi le forze bottegaie , ovvero l’  Inghilterra coadiuvata prima dal suo impero coloniale  ed anche abilmente coinvolgendo nelle sue camarille  altre nazioni europee meno rilevanti come  Francia, Italia, Belgio, Olanda, Serbia, Grecia ed infine passando totalmente il testimone agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, hanno sempre visceralmente e spasmodicamente combattuto. Si crede ingenuamente che il grande nemico dell’Inghilterra sia stato Napoleone, assolutamente non e’ così Napoleone ha rappresentato solo una forma di esasperazione di un movimento, la Rivoluzione francese, che la Massoneria inglese aveva perfettamente contemplato nei suoi piani di egemonia mondiale, e che proprio l’imprevedibilita’ dell’ascesa al potere di un parvenu,  aveva costretto a correre ai ripari. Sconfitto Napoleone a Waterloo, piu’ pero’ da Radetzski e da Blucher che da Wellington, la palma del potere europeo era stata colta da quel personaggio eccezionale che fu il Principe Metternich e finche ‘ fu operativo lui, l’Inghilterra dovette rinfoderare le sue mire egemoniche europee. Un periodo alquanto lunghetto perlomeno fino al 1848/49, quando
  non a caso l’inghilterra tramite i suoi faccendieri, tipo i  Rotschild, prese a fomentare le varie aspirazioni nazionaliste dei popoli  (Sicilia, Lombardo Veneto in Italia,  Ungheria, Boemia ) ed anche a creare discordie e contrasti nello stesso Impero austriaco. Con il 1849 si registrano le ultime vittorie di reazione degli Imperi conservatori e tradizionalisti, ma ecco che appena qualche anno dopo i bottegai tornano alla carica sfruttando la crisi dell’impero turco ottomano (non contemplato nella precedente elencazione per la poca rilevanza del suo impianto) e l’occasione della guerra di Crimea: perfino il risibile regno di Sardegna viene coinvolto nel conflitto fidando sulla compiacenza di uno dei piu’ solerti faccendieri dei Rotschild : quel Camillo Benso di Cavour annoverato tra i padri della patria unitamente ad un esaltato visionario (Mazzini) un brigante arruffapopoli (Garibaldi) ed un re cialtrone tipo Miles gloriosus. La miccia torna a riaccendersi e nel giro di due anni (1859- 1861) l’Inghilterra riesce a sconvolgere in suo favore non poco l’equilibrio europeo. Crea difatti  una nuova nazione sua vassalla (l’Italia) indebolisce sensibilmente l’Impero Asburgico che fa scrociare con la Francia, indebolendo anche quest’ultima (Solferino) , ratifica e afferma la sua influenza in Sicilia anche in virtù di profique iniziative commerciali (i famosi principi sotto il vulcano Ingham, Woodhouse, Whitaker),  propizia di li’ a poco uno scontro fratricida tra Austria e Prussia, non puo’ impedire pero’ l’affermazione della Prussia  nello scontro contro la Francia (1870). Tornera’ all’assalto nel 1914  favorendo una guerra fratricida dell’Europa e anzi riuscendo a coinvolgere gli Stati Uniti e ingenerare la Prima Guerra Mondiale che fara’ piazza pulita degli Imperi del territori europei . Come spesso avviene nella legge del mondo, il paradosso si insinua nei suoi anfrattie difatti il trionfo verso i Paesi Europei deve passare il
testimone agli USA che diventano i nuovi iper bottegai del mondo e l’Inghilterra passa da
padrone a garzone  in una dialettica che un filosofo tedesco aveva dato per scontato (fenomenologia dello spirito di Hegel) e che un altro tedesco Karl Marx ha cercato di tradurre in termini prettamente economici (non a caso sotto parcella di un industriale con spiccati interessi in Inghilterra  Friederic Engels)

LA PREVENZIONE E' UN FALSO

  A noi interessa poco o nulla delle farlocche credenze della medicina ufficiale, nata dalla connivenza di interessi industriali e commercia...