mercoledì 9 agosto 2023

HAMER E LE BUFALE DELLE PANDEMIE

 

Ancora una volta prendo a prestito la teoria di Hamer  per dare un supporto un po' piu' specifico e da addetto ai lavori, delle mie credenze che specie dopo aver avuto la fortuna di impattare le sue  teorie di (purtroppo solo in occasione della sua morte quando un mio amico medico Francesco Cafagna,  ma straconvinto della validita' delle 5 Leggi Biologiche comincio ' a sensibilizzarmi sulla validita' di una nuova teoria medica finalmente dal volto umano, con presupposti non artefatti e soprattutto straordinariamente illuminante sul funzionamento del rapporto tra cervello-organo-corpo. Caso volle che in quel luglio del 2017 fossi affetto da un lancinante dolore al ginocchio sinistro e da un rigonfiamento abnorme della caviglia destra, per le quali affezioni mi erano state diagnosticate,  per la prima  infiltrazioni di non so quale intruglio, per la seconda dato il supposto sfilacciamento del tendine di Achille,  l'intervento chirurgico tout court. Dopo un intero pomeriggio fino a sera inoltrata, passato a cercare di apprendere il piu' possibile da tale amico  le teorie di Hamer, ma anche la tragica vicenda umana che ne era stata eziologica (uccisione da parte del principe Vittorio Emanuele di Savoia del figlio Dick di tale dottor. Hamer, un fatto di cronaca dell'agosto 1978 che ricordavo benissimo e avevo anche seguito, ignorando pero' i risvolti sconvolgenti che se ne erano ingenerati), avevo avuto il consiglio di leggere alcuni libri che trattavano dell'argomento in questione, un primo dello stesso Hamer:  "Testamento per una nuova medicina" , che però non essendo io medico avevo trovato troppo ostico, un secondo pero' "Grazie dottor Hamer" di Claudio Trupiano che mi aveva letteralmente aperto un nuovo mondo, un qualcosa che magari in passato  avevo piu' volte ipotizzato, forzando un po' saggi di Freud, di Jung, di Groddeck, di Reich, di Lowen, di Matte' Blanco, ma che ora d'improvviso mi spalancava un qualcosa di davvero inusitato e entusiasmante : comprendere tutto del funzionamento del nostro cervello, del nostro corpo e delle modalita' di reazione alle difficolta' ambientali, psichiche, sociali dell'esistenza, attraverso la comprensione dei meccanismi di quella che il mondo  scientifico aveva definito malattia, ma che a  me fin dal lontano 1959 quando per la prima volta mi ero trovato ad avervi a che fare piuttosto seriamente, era sempre apparsa anche qualcos'altro, qualcosa di magari ancora piu' minaccioso e senz'altro piu' misterioso della comune accezione  - non quello ma altro - un  po' come per l'inconscio di Lacan che spazia in uno specifico luogo.
Avevo letteralmente divorato il libro in una intera giornata di lettura  (ricordo che era un sabato e la domenica bissai l'impresa, per trovarmi il lunedi' diciamo alquanto infarinato su tutte le 5 Leggi biologiche, ribadisco biologiche e non psicologiche,  sicche' avevo di colpo operato quella osmotica  cesura con psicoanalisi e sopratutto psicosomatica  groddecchiana, che in qualche modo poteva condizionare la nuova apprensione. Puta caso poi mi avvidi che l'autore del citato saggio Claudio Trupiano  aveva una pagina su FB per cui gli scrissi una lunga lettera alla quale incredibilmente l'autore mi rispose con affabilita' ed estrema disponibilita' . Lo ammetto ci avevo buttato dentro tutta la mia competenza psicoanalitica ed anche quella mia certa cultura letteraria che mi consentiva di zompettare tra il Don Chisciotte di Cervante, il Moby Dick di Melville, Poe, Stevenson, Dostoyesky e Tolstoy, Thomas Mann, Kafka, gli americani da Hemingway, Faulkner, Scott Fitzgerald, Steinbeck fino alla "Scopa del sistema " di Foster Wallace e poi mettici anche  proprio parecchio di filosofia dalla critica feroce  di Hegel e della sua fenomenologia ad una accezione alquanto personalizzato che faceva un po' un sunto tra Kant, Schopenauer e Nietzsche, rivisitati  nella filosofia di Julius Evola come in un diverso percorso che faceva il verso all'integrale sui cammini di Richard Feynman. Per farla breve ero riuscito a  farmi notare da Claudio Trupiano che subito per email mi forniva alcune coordinate hameriane su quel mio doppio dolore a destra e sinistra delle mie gambe (ginocchio e caviglia). Succo del discorso dopo una notte passata a riflettere cosa aveva per me significato il compimento dei 69 anni (9 giugno 2017) e tutte  le componenti che vi avevo trasfuso,  prese così da un po' di cabala, un po' di Legge dell'Attrazione, un po' di Libro dell'ES di Groddeck e un po' di inconscio come insiemi infiniti di Matte' Blanco, ovvero aspettative della vecchiezza che gia' allora definivo estrema, una inedita Processo  di Definizione che avevo elaborato facendo il raddoppio di quello Junghiano di Individuazione (69/70° anno di vita  come correlato del  35° e relativo innescarsi per funzione trascendente degli archetipi dell'inconscio collettivo Persona, Ombra, Anima, riassunti ora al raddoppio  in un solo archetipo desunto dall'al di la' principio del piacere  di Freud con coazione a ripetere, ovvero  la pulsione di morte, di cui il corrispettivo era un po' una frase che mi aveva colpito, pronunciata dal Maggiore Galliano ai suoi ufficiali prima dell'attacco decisivo degli abissini di ras Makonnen al forte di Makalle' :  
"SIGNORI VEDIAMO DI FINIRE BENE!" ,
che un vecchissimo reduce di quell'episodio mi aveva riportato raccontandomi lungo tutta una giornata di settantant'anni fa nel tragitto Palermo Roma del treno Peloritano (esiste un mio articolo su tale racconto e storia sul mio blog parallelo Lenardullier.blogspot.com. Gia' "vediamo di finire bene" e questo aveva anche comportato che come corrispettivo fisico a 69 anni suonati, facessi quotidianamente lunghe corse al campo, ginnastica, addominali sulla panca, trazioni alla sbarra, etc. da cui ecco il significato di quelle avvisaglie corporee sia dall'uno che dall'altro verso del corpo, quasi a dire "come la metti, la metti caro Mario, destra o sinistra sei sempre un vecchietto e tutta questa esuberanza fisica e' sempre fuori luogo.   Come per miracolo, dopo una notte passata a definire questo assunto della situazione ivi compreso le mie affezioni articolari, la mattina la caviglia si era completamente sgonfiata : messaggio capito, sintomo non piu' necessario -  Claudio Trupiano me l'aveva confermato per telefono, dato che mi ero precipitato di comunicargli la cosa. per il ginocchio ci volle qualche giorno in piu' e aveva continuato a duolermi soprattutto quando guidavo nello spingere la frizione, tant'e' che spesso mi servivo del contagiri per cambiare marcia  sgassando come facevo con le Formule 3 quando da ragazzo correvo a Vallelunga (la famosa doppia debraiata che usavo anche quando guidavo er "mezzo sacco" ). Vedi che il racconto di come sono divenuto inizziato di Hamer , tramite soprattutto Trupiano, del quale poi, detto per inciso, ne sono diventato amico, ci siamo incontrati nella splendida tabaccheria/fumeria di Eva Vannicelli a Roma in viale Marconi, altra persona davvero eccezionale, che anche lei ha contribuito a rendermi quel che sono. Vedo che come spesso accade, la penna (vabbe' nella fattispecie la tastiera del computer) tende a prendere la mano e mi metto a raccontare risvolti che magari potrebbero essere alquanto ridondanti rispetto al senso dell'articolo  soprattutto quando la assoluta distopia di una falsa pandemia ci ha precipitati di colpo in un mondo alla Orwell e alla Huxley che si sono rivelati i veri referenti di una classe di potere volta a provarci della liberta' ed imporci un mondo atomizzato fidando su alcuni elementi cardine di controllo e imposizione : l'ignoranza, il pecoronismo, la paura, della gran parte della umanita' .
Se fosse vera la teoria della perniciosita' dei microbi di Pasteur,   medici e infermieri trascorrendo tutta la vita fra le corsie degli ospedali, perennemente a contatto con ammalati di ogni genere dovrebbero essere assaliti e infestati dagli agenti patogeni e morire come mosche . Ed invece niente. Medici e infermieri tutti i giorni ritornano a casa sani e integri, in perfetta salute, così come erano entrati all'ospedale.E non parliamo dei becchini. Come mai i becchini - i quali maneggiano cadaveri pieni di velenosi batteri - non diventano anch'essi cadaveri?
La risposta è semplice, scontata: se medici, becchini non si ammalano è perchè il contagio non esiste, perchè microbi e batteri non sono dannosi per la nostra salute. Ma non c'è bisogno di andare fra le corsie d'ospedale per fare la conoscenza di questi animaletti, per essere da essi circondati e invasi. I microrganismi si trovano dappertutto, vivono in qualsiasi ambiente, popolano a miliardi qualsiasi centimetro cubico della terraferma, del mare e dell'aria. Essi li puoi trovare anche in luoghi e fra gli elementi fra i più ostili quali il ghiaccio, la neve e le acque ad altissime temperature. Ma cosa più importante essi si trovano nel corpo di tutti gli esseri viventi, piante ed animali compresi. È impossibile sfuggire ad essi, evitarli. Nel nostro corpo - per restringere il discorso all'essere umano - abbiamo circa 100 mila miliardi di microbi. Nel nostro corpo ci sono più batteri che cellule (dieci volte più batteri che cellule). Essi stazionano a centinaia di miliardi in ogni luogo del nostro corpo: bocca, naso pelle, intestino, muscoli, ossa sono pieni di microorganismi. Siamo letteralmente colonizzati, circondati dai microorganismi. Li inaliamo, li beviamo, li ingurgitiamo con i cibi, ce li passiamo a vicenda, ecc.
I microbi, i batteri sono le prime forme di vita comparse sulla terra. Anzi, per qualche miliardo di anni i microrganismi sono stati gli unici esseri viventi a popolare la Terra. Noi - al pari di qualsiasi forma di vita esistente sulla terra - deriviamo dai microbi, ci siamo sviluppati dai microbi e da milioni di anni viviamo a contatto e in perfetta simbiosi con essi. La stessa cellula non è altro che un antico batterio che ha inglobato al suo interno un altro batterio (il mitocondrio) per meglio svolgere le sue attività vitali (respirare e produrre energia). I microbi non sono affatto - come la contraffatta e antiscientifica TEORIA DEI GERMI di Louis Pasteur vorrebbe farci credere - i nostri nemici, non costituiscono una minaccia per la nostra vita e per la nostra salute. Tutto il contrario: essendoci noi sviluppati dai microbi, vivendo da sempre in diretto contatto con essi...noi non potremmo più vivere senza microbi, senza il loro apporto e la loro preziosa, fondamentale collaborazione. Infatti molte delle funzioni svolte dal nostro organismo avvengono con la mediazione, con l'azione decisiva dei microorganismi.Tutti gli organismi viventi separati artificialmente dai batteri sono morti all'istante, non sono riusciti a sopravvivere all'uccisione dei microorganismi che popolano i loro corpi. E questo perchè i microrganismi sono essenziali allo svolgimento di molte funzioni, di molte attività proprie dei nostri organi e tessuti, prima fra tutte l'attività nutritiva (senza l'aiuto dei microbi, senza l'apporto della nostra flora batterica noi saremmo incapaci di digerire e assimilare il cibo, le sostanze nutritive. Così come saremmo incapaci di sintetizzare molte sostanze - fra cui vitamine e proteine - indispensabili alla costruzione di quei mattoncini cellulari che formano i nostri organi e tessuti). Come molti scienziati hanno spiegato tutti gli esseri viventi non sono in grado di svolgere molte attività per loro vitali senza l'apporto e l'intermediazione dei batteri. I batteri dunque, visti come nemici mortali dalla Teoria dei Germi e dalla medicina ufficiale vivono tutti intorno a noi, all'interno di noi, formano una parte essenziale del nostro organismo. Noi viviamo con essi e per mezzo di essi. Pretendere quindi di voler distruggere, sterminare ciò di cui in gran parte siamo fatti significa voler distruggere, sterminare noi stessi, le nostre persone. Se i microbi, come pretende la Teoria dei Germi, avessero voluto distruggerci essi l'avrebbero già fatto milioni di anni fa, quando il nostro corpo era ancora debole e in formazione, non ancora attrezzato e strutturato per resistere agli urti e agli attacchi esterni, all'assalto di una miriadi di agguerriti e famelici nemici. I microrganismi per primi avrebbero distrutto o fagocitato quell'embrione, quel progetto di cellula che a fatica stava per costruirsi ed emergere dalle insidie e dalle trappole della Natura. In verità, se la TEORIA DEI GERMI - e cioè che ci sono agenti patogeni che ci fanno ammalare e ci uccidono - fosse VERA non ci sarebbe più, da miliardi di anni, nessun essere vivente sulla Terra a testimoniare la verità di tale teoria. L'idea che i germi fossero dannosi per l'organismo e costituissero la prima causa delle malattie fu sviluppata per la prima volta in maniera compiuta dal chimico francese Louis Pasteur. Invero molti contemporanei di Pasteur si accorsero - grazie al microscopio ottico da poco inventato - che i germi si trovavano quasi sempre in ogni organo e tessuto malato. Nella parte del corpo dove infuriava la malattia là si trovavano, pullulavano i microbi, i batteri. Da questa osservazione fu facile arrivare alla conclusione che fossero i germi la causa della malattia. E questa fu la conclusione a cui approdò Pasteur: se i germi erano sempre presenti nel tessuto malato osservato allora essi dovevano essere i responsabili della malattia. Per far comprendere in maniera semplice la superficialità e l'assurdità di questa teoria - secondo la quale sarebbero i microbi gli agenti responsabili delle malattie - il dottor Hamer racconta, a mo' di esempio, la storiella di quegli alieni, sbarcati da Marte sulla Terra, i quali si ritrovano per puro caso ad assistesse al divampare di molti incendi. Questi alieni - come fece Pasteur con i microbi - accuserebbero, senza pensarci due volte, i pompieri di essere gli unici responsabili degli incendi, i piromani della situazione. Gli alieni infatti notano che i pompieri si trovano sempre sul luogo dell'incendio. Non sapendo i marziani che i pompieri sono là per spegnere l'incendio essi sono spinti a credere che i pompieri solo coloro che appiccicano gli incendi. In realtà, come dimostrò il dottor Hamer un secolo dopo Pasteur, i microbi, così come i pompieri, non si trovano sul "luogo del delitto", nel tessuto o nell'organo malato per appiccare l'incendio, per far divampare la malattia...ma per spegnere la malattia, per guarire l'organo o il tessuto malato, per aiutarlo a guarire. Infatti ciò che fanno i microbi - come abbiamo visto nei post dedicati ai tumori - è quello di demolire i tumori, di smantellare, aggredendole, le cellule tumorali, i tessuti del corpo cresciuti in eccesso. I microbi, inoltre ha dimostrato il dottor
Hamer, intervengono per aiutare a rimarginare le ferite, per ricostituire e reintegrare i tessuti ulcerati o necrotizzati, per ricostruire i tessuti cellullari morti o erosi. I microbi dunque per il dottor Hamer svolgono la funzione di chirurghi e di spazzini nel nostro organismo. Come i pompieri si trovano sempre nel luogo dell'incendio per spegnere il fuoco, i microbi si trovano nel tessuto malato per aiutare l'individuo a riacquistare la salute. Che i microbi non siano la causa della malattia fu notato da molti contemporanei di Pasteur. Il quale sia detto di passaggio falsificò tutti i dati degli esperimenti da lui condotti. Lo stesso Pasteur sul letto di morte ammise che la sua Teoria dei Germi era sbagliata, che i suoi avversari avevano ragione, che egli aveva falsificato i dati degli esperimenti da lui condotti, dati contenuti in circa 10.000 pagine di diario. "Pasteur prima di morire, istruì la sua famiglia a non rilasciare le circa 10.000 pagine di annotazioni di laboratorio dopo la sua morte. Fino al 1975, dopo la morte di suo nipote, quando queste note segrete, finalmente, furono rese pubbliche. Uno storico di Princeton, Professor Geison fece degli studi approfonditi su queste note di laboratorio. Presentò questi studi presso The American Association for the Advancement of Science a Boston nel 1993. Le conclusioni del Dr. Geison: Pasteur pubblico molti dati contraffatti e fu colpevole in molte occasioni di "cattiva condotta scientifica", violando le regole della medicina, della scienza e dell'etica".
Molti avversari di Pasteur, fra cui il famoso Bechamp, dimostrarono che i microbi non causano la malattia. Questi avversari di Pasteur ovviamente sono caduti nel dimenticatoio, ignorati dalla medicina ufficiale e scomparsi dai libri di storia. Gli avversari di Pasteur dimostrarono che i microbi non sono la causa della malattia. Essi si ritrovano nell'organo o nel tessuto malato ma non sono essi a provocare l'alterazione o la trasformazione dell'organo malato. Non sono essi la causa della malattia. Semplicemente essi migrano in colonie verso l'organo malato. A tal proposito è significativa la scoperta fatta sempre da Bechamp, cui gli fu consegnato un braccio amputato nel suo laboratorio. Il braccio era stato amputato a causa di una gravissima ferita la quale si trasformò in cancrena nel giro di poche ore. Analizzando con il microscopio il braccio in cancrena Bechamp si accorse che sul braccio non erano presenti microbi o batteri di sorta. I microbi spuntarono sul braccio amputato solo un giorno dopo l'amputazione. Da questa scoperta Bechamp concluse che i microbi non potevano essere la causa della gangrena. Essi semmai erano l'effetto di essa. Gli avversari di Pasteur dunque sapevano che i microbi erano innocui, non dannosi per il corpo umano. Sapendo questo, molti di essi diedero vita a delle singolari dimostrazioni pubbliche per smentire l'assurda teoria di Pasteur che i microbi provochino la malattia e che essi siano infettivi, contagiosi: alcuni audaci sul finire dell'800', ma anche dopo, nel corso del 900', ingerirono colture di germi prelevate da pazienti morti appena di colera senza per questo ammalarsi di colera. Famigerata a questo proposito è la vicenda del professore dr. Von Pettenkofer il quale davanti ai suoi studenti stupefatti ingerì un grosso bicchiere contenente milioni di batteri del colera. Senza alcuna conseguenza per la sua salute: "il professor Kruif che era presente alla lezione scrisse poi che in quel bicchiere erano presenti milioni di microbi fatti apposta per infettare e sterminare potenzialmente un intero reggimento".Celebre è pure la storia del dr. Thomas Powell il quale davanti ad una giuria inghiottì milioni di germi del colera e della peste bubbonica senza avere effetti per la sua salute. Da quanto abbiamo detto si evince che il contagio non esiste. I microbi non hanno la capacità di infettare e fare ammalare nessuno. Essi possono essere ingeriti a milioni, spalmati per tutto il corpo, mescolati agli alimenti senza per questo ammalarsi o subire conseguenze fisiche di qualunque tipo.. Pasteur è anche lo ""scopritore" dei virus. Per quanto riguarda i virus bisogna dire che Pasteur non ne vide mai uno al microscopio. Egli semplicemente postulò l'esistenza dei virus. Pasteur sosteneva che essendo i virus migliaia di volte (fino a diecimila volte) più piccoli dei batteri era impossibile scorgerli al microscopio. E allora come arrivò Pasteur a sostenere l'esistenza di questi microorganismi mai visti da nessuno? Egli arrivò a questa conclusione dopo essersi accorto che non in tutti i tessuti malati erano presenti i microbi, i batteri. In alcune malattie nei tessuti malati non c'era traccia di microorganismi, come ad esempio nelle malattie della pelle (morbillo, varicella, ecc.). Non scorgendo in questi tessuti malati segni dell'azione dei batteri egli arrivò alla conclusione che dovessero esistere dei microorganismi ancora più piccoli dei batteri, invisibili al microscopio, microorganismi migliaia di volte più piccoli dei batteri e responsabili delle malattie dei tessuti in cui non era possibile scorgere l'azione dei batteri. Fino al 1945, l'anno dell'invenzione del microscopio elettronico, nessuno mai vide un virus da qualche parte. In verità neppure con il microscopio elettronico fu possibile scorgere, rilevare questi presunti minuscoli microorganismi. Non scorgendoli da nessuna parte si ipotizzò che i virus fossero ciò che restava dalla disgregazione dei batteri morenti. Ciò che resta dei batteri morenti oggi noi li chiamiamo spore. Queste spore in un primo momento furono scambiate per i virus. Ma quando successivamente ci si accorse che dalle spore nascevano nuovi batteri questa idea fu abbandonata. Le spore semplicemente erano gli elementi da cui si riproducevano, da cui nascevano nuovi batteri. Abbandonata l'idea che i virus fossero un sottoprodotto dei batteri morenti si escogito un altro metodo per accertarsi dell'esistenza dei virus. L'inventore, il creatore di questo metodo fu il figlio di un ricco banchiere, un tale Enders futuro vincitore del premio Nobel per aver scoperto l'esistenza del virus della polio. Questo Enders fraudolentemente arrivò alla conclusione che se - come sosteneva Pasteur - erano i virus a causare ad esempio la polio o il morbillo bastava prendere del liquido dai tessuti affetti da polio e da morbillo ed iniettarli all'interno di una cellula sana. Se la cellula si ammalava o moriva allora ciò era bastevole a dimostrare l'esistenza dei virus. Tuttavia Enders e i suoi collaboratori prima di iniettare il liquido estratto dai tessuti della polio e del morbillo procedettero a sterilizzare la cellula. Questa sterilizzazione e i trattamenti da laboratorio a cui furono sottoposte le cellule portarono, come era prevedibile, alla loro morte. Morte che invece Enders, falsamente, attribuì all'azione dei liquidi dei tessuti della polio e del morbillo contenenti i presunti virus ed iniettati nel corpo delle cellule. Virus che Enders individuò, ancora fraudolentemente, in quello che restava dalle cellule morenti. I pezzi, i frammenti rimasti dalla disgregazione delle cellule morenti furono scambiati da Enders per i tanto cercati e tanto famigerati virus. In realtà quei frammenti non erano i tanto agognati virus. Erano semplicemente pezzi della cellula, frammenti dei suoi organelli, del suo nucleo interno, dei suoi mitocondri. Attraverso questo trucco dunque si arrivò alla scoperta dei virus: i pezzi, i frammenti della cellula morente furono volutamente presentati al mondo come i virus stessi, come quei invisibili microorganismi che si introducono all'interno della cellula per ucciderla. Quelli che dunque oggi la medicina ufficiale chiama virus non sono virus ma parti, frammenti della cellula. Nessuno fino ad oggi ha mai visto un virus da qualche parte, neppure col microscopio elettronico. Le immagini che oggi i media spacciano per virus - come ad esempio la pallina con gli aculei chiamata CORONAVIRUS - sono soltanto computer grafica, immagini costruite al computer.
Ma se i microbi non fanno ammalare e se il contagio non esiste allora da cosa sono causate quelle malattie che colpiscono contemporaneamente una larga fetta di popolazione o un gruppo di persone concentrate tutte nello stesso territorio? Non i microbi, che come abbiamo visto non sono dannosi e che ci circondano a miliardi da tutte le parti e senza dei quali noi non potremmo neppure vivere. Esse sono causate dal fatto che certi gruppi di persone, una data popolazione si trovano a vivere esperienze di vita simili, esperienze per lo più traumatiche quali guerre, assedi, carestie, violente crisi economiche e cataclismi vari. Una crisi economica generalizzata, una guerra, una carestia per lo più scatenano nella persone le stesse paure, le stesse preoccupazioni, gli stessi incubi, gli stessi conflitti vitali: le persone in questi casi hanno tutte - chi più chi meno - paura di venire mutilati, uccisi, di morire di fame, di essere torturati, ecc. Vivendo le stesse paure e le stesse preoccupazioni è facile che sviluppino tutte le stesse malattie. Questo ad esempio è il caso della lebbra e della peste nera (qui di passaggio diciamo che lebbra e peste sono la stessa malattia. Malattie quali il vaiolo, la peste, la lebbra e altre malattie della pelle venivano chiamate fino alla fine del '700 tutte allo stesso modo. I medici non distinguevano ancora una malattia della pelle da un'altra. E questo grosso modo era giusto perchè esse erano originate dallo stesso conflitto di vita, dalle stesse paure esistenziale ed inoltre perchè nelle loro manifestazioni esteriori queste malattie non si distinguevano in maniera significativa le une dalle altre (parliamo della lebbra, della peste e del vaiolo). Oggi queste malattie non sono scomparse e non sono state sconfitte da nessuna campagna vaccinale, come la medicina ufficiale vorrebbe farci credere. Oggi esse sono diversamente denominate. Non si chiamano più lebbra, peste, vaiolo ma MELANOMI, melanomi melanotici o amelanotici, a seconda dei casi. Cambiando nome alla peste e al vaiolo, ridenominandoli melanomi essi dicono di aver sconfitto, fatto sparire tramite i vaccini queste malattie, di averle per sempre debellate).
Venendo ora alla PESTE NERA, ciò che scatenò la peste nera e milioni di morti in tutta Europa non fu il famoso batterio chiamato Yersinia ma una serie di eventi catastrofici che flagellarono l'Europa per diversi secoli, dal trecento fino alla fine del settecento. In particolar modo il trecento e il quattrocento furono secoli percorsi da guerre e carestie. A causare le carestie non fu tanto la vertiginosa crescita demografica a cui una mancanza di terreni agricoli coltivabili non seppe far fronte. A causare lunghi periodi di carestie per diversi secoli in Europa fu quella che in seguito gli storici chiamarono PICCOLA ERA GLACIALE. All'inizio del 300', come riferiscono i cronisti dell'epoca il clima impazzì: "nelle cronache dell'epoca si leggono racconti di piogge torrenziali, di inondazioni spaventose, di rovesci che mandarono in malora i raccolti e complessivamente inizia a fare FREDDO. E lo farà per secoli. Noi uomini del XXI secolo non abbiamo idea del freddo che faceva in Europa tra la fine del Medioevo e per tutta l'età moderna: all'inizio del 700' la Senna a Parigi gelava e il vino al mercato si spaccava con la scure e si vendeva in blocchi". Durante questo periodo di piccola era glaciale dunque le carestie divennero endemiche: la gente soffriva la fame e lottava per sopravvivere.
Ma non furono solo queste carestie a flagellare l'Europa. Il trecento e il quattrocento sono epoche di ferro, martoriate dalla guerra: la guerra dei cent'anni fra Francia e Inghilterra appartiene a questa epoca. Così come appartengono a questa epoca le guerre continue fra comuni, fra signorie, fra papato e impero, fra regni e feudi. A contribuire a sconvolgere la vita delle campagne in questa epoca fu anche l'istituzione delle COMPAGNIE DI VENTURA, degli eserciti mercenari. L'istituzione di questi eserciti mercenari al soldo dei vari principi e sovrani "provocò su larga scala la distruzione di messi, di vigne, la distruzione dei raccolti, il furto, ecc. Queste dunque sono le condizioni oggettivamente drammatiche nelle quali si sviluppò quella che gli storici chiamarono peste nera. Tuttavia non furono delle semplici escrescenze, dei melanomi di colore nero o violaceo, i bubboni della peste a causare tutta quella messe di morti in Europa. I tumori alla pelle, gli eczemi quali il morbillo o la varicella in sé non hanno nulla di mortale. E non sono neppure infettivi, contagiosi. Se gran parte della popolazione europea fu affetta da quelle famose pustole nere sulla pelle è perchè essa, nella quasi sua interezza, stava vivendo gli stessi conflitti esistenziali causati dalla guerra, dagli assedi degli eserciti, dalle scorribande delle compagnie di ventura, dai sorprusi dei soldati mercenari. Tutti coloro che conoscono la medicina del dottor Hamer sanno che dei tumori alla pelle spuntano negli individui, a protezione della loro integrità fisica, quando questi si sentono attaccati, sporcati, insudiciati, quando si sentono aggrediti o minacciati fisicamente. E questo era proprio il caso dei cittadini europei i quali circondati da tutte le parti da focolai di guerre temevano continuamente di essere feriti, infilzati, percossi, torturati, uccisi dagli eserciti nemici. A noi qui ci preme sottolineare il fatto che la peste, i bubboni della peste non fossero per nulla contagiosi o infettivi, che non causassero di per sé nessuna epidemia o pandemia. La prova di quanto diciamo - che la peste come qualsiasi altra malattia non sia contagiosa - è riportata proprio dagli storici dell'epoca. Questi storici ci raccontano che per raccogliere i cadaveri per le strade venivano impiegati i pazzi, gli idioti, i "poveri di spirito" i quali non venivano mai contagiati dal contatto con gli "appestati", non subivano conseguenze fisiche di sorta sul loro corpo per il fatto di raccogliere gli "appestati". E perchè questo succedeva? Perchè essi non sapevano nulla di contagio o infezioni, perchè non erano spaventati dal venire a contatto con gli "appestati". Il contrario invece poteva succedere con i sani di mente, con le persone colte, con la gente normale. Ma non perchè queste ultime venivano contagiate. Ma perchè credendo che i bubboni della peste fossero infetti, contagiosi essi sviluppavano a protezione del loro corpo un melanoma, un tumore nella pelle .
Ma se le persone non morivano a causa della peste - nessuno muore a causa di un tumore alla pelle - allora di cosa morivano effettivamente i popoli europei? Essi, quanto non morivano a causa delle carestie o a causa delle guerre e degli assedi (e quindi anche a causa degli avvelenamenti delle falde acquifere, della mancanza di qualsiasi forma di igiene in tempo di guerra, ecc)...essi morivano a causa dei tumori al fegato o ai polmoni che sviluppavano per la paura di morire di fame o per la paura di essere uccisi. La paura della morte infatti provoca affezioni respiratori, così come la paura di morire di fame ne scatena al fegato. Tuttavia anche qui non è il tumore ai polmoni o al fegato che causa la morte. Nessun tumore è causa di morte. Nel tumore al fegato o ai polmoni la morte nelle società povere avviene nella fase di guarigione dal tumore, nella fase in cui il tumore viene smantellato, demolito grazie all'azione dei batteri della turbercolosi. Durante questa fase di guarigione tubercolare l'individuo perde molte proteine; proteine che devono essere reintegrate con del cibo ricco di carne. Essendo la carne un cibo proibito alla gran massa della popolazione povera (perchè molto caro) questa era praticamente condannata morte, non aveva nessuna possibilità di sopravvivere. Sopravvivenza che arrideva facilmente alle classi più ricche in quanto esse potevano nutrirsi con cibi ricchi di proteine. La morte per peste dunque era in realtà una morte per tubercolosi polmonare. Una volta usciti sani e salvi dalla guerra e risolto il loro conflitto della paura della morte le popolazioni non disponendo delle proteine necessarie per reintegrare le proteine perse durante la tubercolosi polmonare morivano per deperimento, per consunzione. Non a caso fino ad un secolo fa i morti per tubercolosi venivano chiamati tisici.
Facendo ora un salto di molti secoli in avanti, possiamo dire che anche i morti attribuiti ad un inesistente virus chiamato il virus della SPAGNOLA sul finire della prima guerra mondiale sono da attribuire - quando non sono da attribuire ai vaccini velenosi con cui molte popolazione furono "curate" - sono da attribuire alla fase di guarigione di massa dal tumore polmonare innescatesi sul finire della guerra mondiale a conflitto finito. Finita la guerra le masse, che avevano preso il tumore ai polmoni per vincere la paura della morte, entrarono nella fase di guarigione mediante la tubercolosi polmonare. Anche qui, a causa della grande povertà, le masse più povere non potendosi permettere dei cibi ricchi di carne e quindi di proteine non avevano modo di reintegrare le proteine perse durante la guarigione tubercolare. La loro morte era una logica conseguenza. Le cosiddette pandemie come abbiamo visto dunque non sono causate da un inesistente virus. Le cosiddette pandemie - e cioè le morti di migliaia o di milioni di persone nello stesso periodo di tempo - sono quasi sempre provocate da cataclismi sociali, da guerre e carestie, dalla grande povertà in cui versano le masse. Per finire vogliamo mostrare come anche la cosiddetta pandemia che falcidiò centinaia di migliaia di americani indigeni al tempo della conquista dell'America da parti degli Spagnoli e degli europei non fu causata da un inesistente virus del morbillo importato nelle Americhe dagli europei, dai conquistadores, come ci racconta la storia ufficiale. Le malattie della pelle non si importano, non si esportano. Esse sono programmi biologici da sempre esistiti e che sempre esisteranno. Fin quando esisterà l'uomo. Come sanno tutti coloro che conoscono la Storia della conquista delle Americhe da parte degli europei, i nativi americani morirono non a causa di un'innocua malattia come il morbillo. Essi morirono a migliaia a causa dell'intenso e disumano sfruttamento a cui furono sottoposti nelle miniere per estrarre l'oro e l'argento. Lo sfruttamento era così feroce che la vita degli indiani durava in media sette anni. Dopo sette anni era necessario sostituire i morti con altra manodopera, con altri schiavi da buttare nel tritacarne. L'invenzione della pandemia chiamata AIDS è paradigmatica di tutte le altre pandemie (asiatica, suina, aviaria, ebola, CORONAVIRUS, ecc). Essa ha origine dall'invenzione di un virus, il virus chiamato HIV, sorto in qualche parte di mondo dal corpo di un animale, la scimmia, e diffusosi in un batter d'occhio, in men che non si dica per tutto il mondo. Questo presunto virus fu scoperto contemporaneamente da due virologi Robert Gallo e Luc Montagnier. Questi due virologi tuttavia molto tempo dopo sconfessarono la loro scoperta, dicendo chiaramente - Robert Gallo in una lettera pubblica - di non aver mai visto ed isolato nessun virus dell'HIV. In pratica confessarono di essersi inventato.Come disse Hamer "I sintomi dell'AIDS sono il risultato dell'invenzione della malattia chiamata AIDS" Infatti ad una persona che viene diagnosticata l'AIDS succede di sviluppare contemporaneamente più malattie. Ma non a causa di un virus, il virus chiamato HIV, che non esiste.
Ma a causa della paura, del terrore, dell'angoscia che si impossessa dell'individuo a cui è stata diagnosticata una malattia, a detta della medicina ufficiale, mortale, che non gli lascia scampo. Immediatamente nell'individuo - per far fronte all'attacco di un pericolo mortale, il virus dell'HIV - si sviluppano malattie dei bronchi, dei polmoni (per paura di morire), dei muscoli e delle ossa (a causa di un crollo dell'autostima, per una avvenuta svalutazione di sé), della pelle (in quanto l'individuo si sente immediatamente sporco, infetto), ecc.
Tuttavia all'individuo il colpo di grazia non viene dato da queste malattie che in lui si sviluppano contemporaneamente a causa dello shock diagnostico. L'individuo potrebbe anche sopravvivere benissimo a tutte queste malattie....se non ricorresse alle cure mediche. Egli senza cure mediche infatti si accorgerebbe di poter sopravvivere senza colpo ferire all'infausta diagnosi medica.
Ciò che ha dato il colpo di grazia a tutti i "malati" di AIDS in realtà è stato il famigerato farmaco chiamato AZT, un potentissimo veleno con cui Big Pharma pretendeva di curare una malattia che si era completamente inventata (come confessò - forse per lavarsi la coscienza - Robert Gallo, lo "scopritore" di un virus, l'HIV, che non è mai esistito). Fu questo veleno a portare la morte ai malati di AIDS e non un virus mai visto ed isolato da nessuno.
Che il virus dell'HIV fosse un virus totalmente inventato è stato sottolineato con forza da non poche autorità mediche : “Se ci sono prove che l'HIV causa l'AIDS, dovrebbero esserci documenti scientifici che, singolarmente o collettivamente, dimostrano questo fatto, almeno con un'alta probabilità. Non esiste un documento del genere. " (Dr. Kary Mullis, Premio Nobel per la Chimica 1993) "Fino ad oggi, non esiste una singola prova scientificamente convincente per l'esistenza dell'HIV. Nemmeno uno di questi retrovirus è stato isolato e purificato con i metodi della virologia classica ". (Dr. Heinz Ludwig Sanger, Professore Emerito di Biologia Molecolare e Virologia, Max-Planck-Institute for Biochemistry, Monaco)".

venerdì 4 agosto 2023

LE ZANZARE E LA CASA D'INFANZIA

Ad un lettore di Facebook che chiedeva come mai le zanzare a certe persone pungono e a certe no , io facevo presente che a me hanno punto alla grande fin quando stavo a casa vecchia a ridosso di San Pietro appena dietro il vecchio rione di Borgo, ma poi cambiato casa con mio sommo dolore ed eterna nostalgia , le zanzare non mi hanno punto mai più, e sono passati sessanta anni (il dolore era per il luogo abbandonato dell'infanzia non perche' le zanzare non mi hanno piu' punto, ma a questo punto scatta la campanella hameriana "vuoi vedere che....? c'è una correlazione?? In tutta la mia vita credo di aver compreso, un po' grazie alla psicoanalisi di Freud, di Jung, di Lacan, di Matte' Blanco, un po' della psicosomatica di Groddeck ed anche parecchio dell'armatura caratteriale di Whilem Reich e della Bioenergetica di Lowen, ma soprattutto al 90% grazie alle 5 Leggi Biologiche di Rike Geerd Hamer, un po' tutto delle affezioni che mi hanno colpito con una certa virulenza: dalla lunga paura della tubercolosi del 1959, agli orecchioni del 1963 , alla epatite virale del 1969, alla colite spastica del 1972, alla ansia e paura di infarto per la morte fulminea del massone del 1983, alla presunta bronchite cronica ostruttiva del 2011 per molti versi assai simile alla tbc del '59, quindi ai conflitti del processo di definizione (conclusivo di quello di individuazione) post pensione nel 2017 e all'ernia inguinale del 2018 a conclusione del lungo conflitto (vinto) del "boccone sporco" della controversia sulla casa con il mio ex fratello ed infine al recidivarsi dei conflitti del territorio a 71 anni, tutto ho perfettamente compreso, me ecco questo della mancata puntura delle zanzare, diciamo così, mi mancava, forse perche' poi dai, si tratta di una cosa positiva, gradevole. non certo una affezione o un qualcosa da preoccuparsi. Petro' ecco, sai la curiosita' ha sempre un certo spazio nella mia vita, così ritrovavo nel romanzo "I Cosacchi" di Tolstoj un caso che sembra proprio il mio , ovvero una persona che da Mosca o Pietroburgo (e chi si ricorda più!) si sposta nel sud della Russia, in un territorio infestato dalle zanzare. Tolstoj dice che il protagonista del suo romanzo dopo alcuni giorni di inferno passati a cercare di difendersi e di sfuggire all'assalto delle zanzare, doveva constatare che gli abitanti del luogo non erano affatto punti dalle zanzare 
Detto questo, il fatto che le zanzare pungano a preferenza questa o quella persona può dipendere da fattori evolutivi, dal fatto cioè che la persona geneticamente appartenga a questo o quello popolo, a questa o quella razza: alcuni popoli cresciuti in territori dove le zanzare spadroneggiavano, dove erano più presenti che in altri luoghi, hanno dovuto sviluppare nel corso del tempo dei meccanismi di difesa per sfuggire ai morsi delle zanzare. Nutrendosi le zanzare di sangue, alcuni popoli perennemente a contatto con le zanzare hanno dovuto cambiare, per sfuggire ai loro morsi , la conformazione dei loro vasi sanguigni più esterni (quelli che si trovano a contatto con la pelle) e la dimensione delle stesse cellule del sangue. .Con dei vasi sanguigni periferici più RISTRETTI e con cellule del sangue più piccole questo popoli hanno reso più dura la vita delle zanzare, hanno reso il loro corpo meno vulnerabile all'assalto delle zanzare, e va precisato che in effetti alcuni popoli e razze con cellule del sangue più piccole del normale esistono veramente. Quindi molto probabilmente le persone che geneticamente derivano da questi popoli  e razze sfuggono più facilmente all'assalto delle zanzare. Un altro fattore che rende le persone più o meno vulnerabili ai morsi delle zanzare può essere dovuto al fatto che esse nel corso della loro esistenza si trovano ora in fase attiva ora in fase di guarigione di qualche programma biologico. Come sappiamo, durante la fase attiva di un conflitto biologico il calibro dei vasi sanguigni periferici è molto più ristretto del normale. La persona durante la fase attiva di un conflitto ha la pelle fredda proprio perché all'interno dei vasi periferici scorre molto meno sangue (VASOCOSTRIZIONE). Quando scorre meno sangue nei vasi sanguigni periferici le zanzare trovano più difficile pungere o nutrirsi di sangue. Trovano anche più difficile individuare la preda. Al contrario, quando la persona si trova in fase di guarigione i vasi sanguigni sono dilatati al massimo, iper-irrorati, ricchi di sangue, il soggetto perde facilmente sangue dai capillari, ecc. Quando il soggetto si trova in queste condizioni per le zanzare è più facile nutrirsi di sangue, è anche più facile individuare la preda. Dopo questa summa di comprensione e raffinata conoscenza dei più reconditi programmi biologici degli esseri viventi , non ho resistito nel mettere in correlazione la localizzazione della mia casa dell'infanzia Via Nicolo' V
( il Papa che diede inizio nel XV secolo alla grande ristrutturazione urbana di Roma) a ridosso delle Mura Aureliane, con la puntura delle zanzare e la questione della vasicostrizione a secondo che ci si trovi in una fase di conflitto o di riparazione della 2^ Legge Biologica, Diciamo che quello che potrebbe avvicinarsi alla verita' e' che con il dolorosissimo abbandono della casa dell'infanzia quella che scandiva quel tempo quasi eterno, dove il sole in cielo non voleva tramontare mai, e un giorno durava appunto quasi una eternita' : quel paradiso terrestre di ciascuno di noi dove tutto era rallentato, quasi immobile come il famoso arcobaleno sulla cascata, e i giorni sembravano come attraversati da mille dinastie che scandivano la nostra temporalita' e dove bastava allungare una mano sotto il balcone per afferrare tutto il mondo. Andar via o piuttosto esser cacciati da una simile situazione spazio/temporale fu in soggettiva come essere cacciati dal paradiso terrestre, quindi una sorta di trauma che non e' stato mai abreagito e quindi ha mantenuto quella vasocostrizione di un conflitto attivo , come incistatosi nel corpo, in quanto anche se superato, non e' mai stato interamente risolto. Le zanzare non mi pungono per il semplice fatto che sono rimasto legato a quel mio mondo dell'infanzia che in nessun modo sono mai riuscito a riconquistare e quindi al contrario della maggior parte delle persone che ad un certo punto della vita con una scrollata di spalle si lasciano indietro il mondo incantato dell'infanzia, si lasciano il loro
Paradiso terrestre, io sono rimasto orfano di quel mondo e quindi mi trovo in costante fase di conflittualita' , da cui forse si evince la mia insopprimibile passione per il passato e la mia perplessita' per il presente e una vera e propria repulsione per il futuro . Come spesso ho celiato su questo assunto, trovandovi anche i motivi di una comparazione tra un improbabile blasone nobiliare di Marchese di Malaffare, la cui dicitura del motto araldico si rifa' al sentito dire a proposito di "certe signore" : "Molto passato, poco presente, niente futuro"

mercoledì 26 luglio 2023

LA COLPA DI EPIMETEO

Con grande interesse vedo ripreso il Mito di Prometeo in relazione al fratello maggiore Epimeteo, che e' poi il modo giusto per intendere la profondita' del Mito, nel libro di Bernard Stiegler  "La colpa di Epimeteo " che e' il primo dei tre volumi dell'imponente suo studio "Il tempo e la tecnica" uscito in Francia trent'anni fa e che solo ora  grazie alla iniziativa della  Luiss University Press, e la ottima prefazione di Paolo Vignola che riporto in questo mio articolo su blog chiosandola leggermente, consente a noi lettori italiani  di avvicinarci ad una delle imprese filosofiche  di maggiore spessore e originalita' degli ultimi periodi. La quasi dialettica temporale  "Epimeteo - Prometeo" ci introduce difatti nel cuore di uno dei piu' famosi anche se non interamente riportato, Mito delle Origini, quello di Prometeo che ruba la scintilla del fuoco divino donandola agli uomini, ma solo in quanto preceduto da un tentativo fallito del fratello maggiore Epimeteo  che incaricato da Zeus di dare ordine a tutte le cose da lui create, dopo aver assolto alla perfezione  a tal compito  per tutte le specie viventi con l'assegnazione di determinati istinti per ognuno : il cibo, la tana, la procreazione, si dimentica degli uomini (l'etimologia del nome denota tale peculiarita' della dimenticanza in quanto Epi-Metheo e ' letteralmente "colui che pensa (verbo metheo = penso) dopo, in ritardo (particella epi')" e li lascia quindi nudi, privi di qualsiasi qualita' e talento, indispensabili per sopravvivere. Sta qui La colpa di Epimeteo  ed e' a questa originaria colpa che deve rimediare Prometeo (lett. colui che pensa prima, in anticipo "pro-. metheo"), sempre su incarico di Zeus, visto il fallimento del fratello. Opera niente affatto facile perche' l'uomo e' del tutto privo, come abbiamo detto,  di talenti e qualita' e non ha neppure alcune caratteristiche, tipo la forza, le ali per volare, le pinne per nuotare, grandi denti, zampe poderose, veloci gambe,  che invece avevano gli altri animali, cui era quindi bastato fornire di istinti innati. Quello quindi che non si  poteva trovare all'interno dell'animale uomo, doveva giocoforza trovarsi all'esterno  ed e' proprio all'esterno che si rivolgera' Prometeo, piu'  particolarmente la scintilla del fuoco custodita da Efesto che unita al sapere tecnico di Atena produrra' appunto la "techne" che e' giustappunto lo specifico umano, uno specifico che non riposa in nessun organo del corpo, a rigore neppure nel cervello, ma e' sempre frutto di un  impegno, di una applicazione e abbisogna di un "kairos" che gli antichi greci interpretavano come "tempo opportuno" per riuscire nell'impresa di volta in volta rinnovatesi di vivere nel mondo. E' palese che l’uomo l'essere senza qualita',  non è predestinato: deve inventare, realizzare, produrre qualità che, una volta prodotte, nulla indica che diventeranno sue, anziché di quella "Techne' ».«Gli uomini sarebbero, dunque, i dimenticati - ammonisce Stiegler -. Arriverebbero solo attraverso il loro oblio: apparirebbero solo scomparendo». E apparirebbero solo insieme alla tecnica, che, pertanto, non può intendersi alla stregua di un semplice strumento da usare, perché permetterebbe agli uomini di essere nel mondo. Lo sforzo intrapreso dal pensatore francese è imponente. Egli prova a porre al centro della sua attenzione quanto rimosso dalla tradizione del pensiero europeo fin dalle sue origini, vale a dire la tecnica. Questa rimozione non deriverebbe da una distrazione o da negligenza ma da una scelta . Se la tecnica è l’impensato della filosofia  è perché la filosofia, fin dal suo principio platonico e per combattere la strumentazione del logos da parte dei sofisti, ha separato la téchne dall’episteme e ha relegato la tecnica a mero mezzo in vista di fini prestabiliti». A fronte della tradizione filosofica, Stiegler tenta di porre rimedio a questa situazione intraprendendo un percorso che parte da una inedita storia dell’ominazione, elaborata a partire dalle riflessione di uno dei grandi paleoantropologi del Novecento, André Leroi-Gourhan, e alternativa sia ai determinismi biologici e tecnologici sia al culturalismo rampante. 
Leroy-Gouran e lo schema di catena operativa litica
Oggi più che mai l’esercizio di pensiero dovrebbe prendere le mosse dal lavoro di Stiegler.  Al tempo degli smartphone, dell’intelligenza artificiale, dell’estendersi della digitalizzazione a tutti i processi in atto non vale abbandonarsi a facili entusiasmi o ad altrettante facili paure. È il momento di compiere uno sforzo che si faccia carico, senza infingimenti romantici, del ruolo ricoperto dalla tecnica per l’uomo nel corso dei millenni, o  detto in maniera più marcata, il ruolo che essa ha recitato nel processo di ominazione. Senza affrontare questo nodo «la crisi del tempo - sottolinea Stiegler - diventerà tanto più paradossale quanto l’imminenza di un’impossibilità futura che non è mai parsa così grande». Portare la tecnica al centro del pensiero equivale a riconoscere che, nei confronti dell’uomo, essa può svolgere un ruolo “costituente” per farlo diventare tale, come è avvenuto ai tempi dell’ominazione, o “destituente” privandolo di se stesso, come minaccia di farlo al tempo della “società automatica”. Stiegler cerca di chiarire il modo in cui la storia dell’uomo sia legata alla storia delle sue protesi tecniche, interrogandosi sulla misura in cui questi organi esteriori, dal primo frammento di selce intagliata fino agli attuali sistemi di produzione iperindustriale, siano distinguibili da ciò che chiamiamo “umano”. Nel corso della sua riflessione giunge al punto di identificare un movimento biunivoco tra l’uomo e la protesi tecnica, che rende complicato distinguere se faccia la sua comparsa prima uno e poi l’altra. Quanto accade da questa stretta dipendenza dell’uomo e della tecnica, e quindi dalla organizzazione umana della materia inorganica, è un processo di esteriorizzazione di sé che proietta l’uomo in una nuova dimensione, e in particolare in una dimensione storica, con un suo passato e un suo futuro. Attraverso l’esteriorizzazione di sé tramite le protesi tecniche l’uomo non si estranea dalla natura ma da un lato vi si immerge ancora più profondamente e dall’altro, avvalendosi della “materia inorganica organizzata”, si dissocia dal programma genetico che condiziona l’evoluzione della nostra specie. Infatti la selce lavorata diventa un supporto di memoria, una registrazione dell’esperienza passata che può essere trasmessa di generazione in generazione, aprendo alla possibilità di “biforcare” rispetto ai determinismi genetici e a quelli tecnici oggi tanto pregnanti.

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domenica 16 luglio 2023

TUTTE MENZOGNE?


Trascrivo su questo mio Blog  l'articolo  sul Gruppo la Medicina del Dottor Hamer, riguardante la notizia dei 123 medici che anno denunciato Matteo Bassetti e che sembrerebbero proprio servi dello stesso padrone, burattini azionati dalla stessa leva, marionette che si muovono a comando del Sistema al potere "Notiamo soltanto questo: i medici farabutti che hanno denunciato Matteo Basetti - come abbiamo detto spesso - nella falsa pandemia hanno svolto un ruolo simile, se non peggiore di quello di gente come Roberto Burioni e dello stesso Matteo Basetti. Entrambi hanno sostenuto l'esistenza di qualcosa di inesistente: il virus e la pandemia.Le uniche differenze (differenze
apparenti) fra gli uni e gli altri risiedono in questo: mentre gli uni hanno sostenuto l'esistenza del virus governativo (il presunto virus trasmesso al mondo dal ghiottone cinese di pipistrelli), gli altri - questi 123 medici apparentemente antisistema - hanno sostenuto l'esistenza di un virus enormemente più pericoloso e spaventoso del normale coronavirus: hanno sostenuto - spaventando la gente a morte - l'esistenza del virus costruito in laboratorio.
Mentre gli uni quindi spaventavano la gente da un versante (con un virus) gli altri la spaventavano da un altro versante (con il presunto virus costruito in laboratorio). Chi non ha creduto ad un virus è stato costretto a credere all'esistenza di un altro virus. Tutti quindi sono stati manipolati, tutti sono caduti nell'inganno, nella truffa, nella rete. Chi non è stato spaventato con un virus è stato spaventato con un altro virus. È vero, i primi appoggiavano i vaccini... ma gli altri appoggiavano qualcosa di simile ai vaccini: cure al plasma, cure monoclonali o cure giuste contro una malattia completamente inventata e contro un virus inesistente (senza contare il fatto che le malattie sono fasi di guarigione e che - come diceva il dottor Hamer - "NON SI PUÒ CURARE LA GUARIGIONE". Dicendo - questi truffatori compari e quindi falsi nemici di Basetti (da versanti opposti gli uni e gli altri spalleggiavano il governo, cercavano di non fare scappare le pecore dall'ovile) - dicendo, questi falsi oppositori del Sistema che il virus stava mietendo vittime a migliaia e che il popolo aveva bisogno di cure più potenti ed efficaci della Tachipirina e della vigile attesa... con ciò stesso questi truffatori stavano dicendo quello che all'inizio negavano e cioè che il virus mortale esistesse veramente, che la pandemia non fosse qualcosa di inventato, una truffa colossale... ma qualcosa di dannatamente vero. Infatti, se io sostengo la necessità di cure potenti contro un virus o una malattia con ciò stesso sto dicendo che il virus e la PANDEMIA esistono veramente, che i governi stavano agendo in buona fede, che non si erano inventati nessuna pandemia. La verita' e' che non esiste nessun virus, la pandemia e' un qualcosa di completamente inesistente, totalmente inventata per gli sporchi fini di quattro squallidi bottegai che manovrano governi, industrie, intere societa' . Noi hameriani sappiano che la paura può uccidere tanto quanto un farmaco o un vaccino. Ma quello che si deve capire è questo: il Governo vuole creare una schiera di cani pastori pronti a guidare la massa delle pecore dissidenti, vuole cioè mettere alla testa del popolo dissidente, del popolo che non crede o non si fida dei governi... vuole mettere i propri fidati agenti. Ma per far prendere ai propri fidati agenti la testa del movimento di protesta deve legittimare quest'ultimi, deve farli apparire agli occhi della gente come degli eroi in lotta contro il Sistema e i suoi rappresentanti. Deve cioè fare in modo che questi gatekeper carpiscano la fiducia della gente assumendo delle posizioni o compiendo delle azioni dimostrative di protesta e di rottura clamorosi nei confronti del governo e dei suoi più fidati rappresentanti (come per esempio denunciare alla magistratura il Basetti, uno dei suoi più rappresentativi agenti): deve cioè far capire al popolino scemo che essi stanno veramente lottando contro il governo e che se il popolino vuole avere qualche chance di successo deve seguire questi falsi oppositori del governo. Come abbiamo detto spesso, il Governo non tollera che alla testa dei movimenti di protesta ci sia gente da esso non controllata. Alla testa dei movimenti di protesta il Deep State piazza sempre i propri fidati agenti per condurre le masse dove esso vuole (alla fine in fondo ad un burrone o all'interno delle istituzioni dove belano tutte le altre pecore). Per fare in modo che i propri fidati agenti prendano la testa del movimento di protesta il Deep State deve prima accreditarli come contestatori, come oppositori delle politiche del governo agli occhi del popolino. Ora - per ritornare al nostro discorso (i 123 medici che attaccano Matteo Basetti) - se il Deep State ha creato questo schieramento vasto di medici che attacca in maniera aperta uno dei suoi più fidati rappresentanti (Matteo Basetti, simbolo del governo nella lotta al presunto virus)... ciò significa che il Deep State ha intenzione di lanciare - di inventarsi cioè - altre campagne pandemiche, altri virus e quindi altre azioni repressive nei confronti delle masse. Masse che nel frattempo sono diventate sempre più diffidenti nei confronti dei governi e delle loro politiche vaccinali. Il Deep State sa che molti - dopo l'esperienza fatta della falsa pandemia - non si fidano dei Governi, non sono disposti a credere ciecamente ed andare dietro a molti dei suoi rappresentanti. Ma se la gente non si fida più del governo e di molti suoi rappresentanti (e di molti gatekeeper nel frattempo rivelatisi come agenti del Deep State) ... il Deep State ha già pronti altri rappresentanti, altri gatekeeper, altri MANIPOLATORI, altri DOPPIOGIOGHISTI. L'attacco di questi 123 medici a Matteo Basetti rientra quindi nell'azione intrapresa dal Deep State per creare altri gatekeeper, altri MANIPOLATORI, altri cani pastori pronti a prendere la testa del movimento di protesta, a prendere la testa del gregge che non nutre più fiducia nei governi, nei suoi rappresentanti e in molti gatekeeper.Il popolo - il gregge - non è capace di fare molti ragionamenti: se vede qualcuno attaccare il governo o uno dei suoi rappresentanti più famosi... allora questo qualcuno deve essere un vero oppositore del Deep State, qualcuno di cui fidarsi e in cui credere, uno da seguire. A ulteriore suffragio di tale assunto trascrivo un vecchio articolo apparso su FB del luglio 2021, due anni fa, cioe' nel pieno dell'infame farsa pandemica, dove stilava un vero e proprio vademecum sul come individuare operazioni e gente consimili (un onnicomprensivo Manuale delle Giovani Marmotte " di Qui, Quo, Qua
"
Come riconoscere manipolatori, gatekeeper e doppiogiochisti. Più di uno mi ha chiesto: "Cosa ne pensi di Scardovelli, di Fusaro, di Messora, di Sara Cunial, dell'avvocato Polacco, ecc....bisogna fidarsi di queste persone, condividi tu le loro idee e battaglie?"Secondo me esiste un metodo infallibile per gli inesperti, per coloro che non hanno nessun intuito politico e per tutti i dummies della politica, per individuare e smascherare gatekeeper, infiltrati, doppiogiochisti, influencer, troll, ecc. Il metodo ha la conseguenza logica di un sillogismo di Aristotele: "se A è così e B è così, allora anche C deve essere così". Per venire al nostro argomento, noi abbiamo detto che le elezioni sono truccate, che tutti i parlamentari (onorevoli, senatori) non sono eletti dal popolo ma sono scelti, selezionati dagli agenti del Deep State. Non esiste un politico di alto livello che non sia un uomo, un galoppino e un tirapiedi del Deep State. Noi inoltre sappiamo che tutti i mezzi di comunicazione di massa (stampa, televisione, radio, cinema, editoria) sono controllati dal Deep State. Sapendo ciò noi sappiamo di conseguenza che tutti i giornalisti, gli scrittori di successo, i conduttori televisivi, ecc. sono agenti, marionette, burattini azionati e controllati dal Deep State. Non esiste che tu possa andare in televisione o alla radio come opinionista, come influencer senza che tu sia un uomo al completo servizio del Deep State. E allo stesso modo, nessuno può scrivere nella stampa nazionale e regionale, essere un giornalista di rilievo senza essere allo stesso tempo un agente, un fantoccio agli ordini del Deep State. Stando così le cose noi possiamo rapidamente formulare la prima conclusione, la PRIMA REGOLA: mai fidarsi, prestare o dare credito a politici nazionali, regionali e a sindaci di capoluogo di provincia. Mai prendere sul serio, fidarsi di giornalisti o di gente che va regolarmente in televisione o alla radio. Questi senz'altro sono tutti uomini del Deep State, sono tutti MANIPOLATORI, gatekeeper, doppiogiochisti e influencer. A queste persone bisogna aggiungere gli alti burocrati di Stato, delle Istituzioni e delle grandi Banche. La seconda regola invece consegue necessariamente dalla prima. Molti gatekeeper e doppiogiochisti non sono o non sono stati politici o giornalisti di successo, non sono ospitati regolarmente alla televisione o alla radio e non scrivono sulle pagine dei grandi quotidiani nazionali. Tuttavia essi intrattengono relazioni, si incontrano regolarmente, intervistano nei loro canali YouTube politici e giornalisti di successo. A volte essi danno vita, formano con questi politici e giornalisti di successo dei movimenti politici, dei partiti, dei gruppi di protesta. Quando noi vediamo ciò dobbiamo subito drizzare le antenne, diventare immediatamente sospettosi. Anzi dobbiamo essere subito certi che queste unioni e commistioni fra politici e giornalisti di successo e youtuber e blogger dissidenti (o complottisti) non sono casuali, non nascono da movimenti spontanei, non sono dovuti alla convergenza di idee e programmi...ma sono unioni combinate, volute, studiate a tavolino dal Deep State. Non è mai successo e non succederà mai che politici, scrittori e giornalisti di successo si leghino a dei perfetti sconosciuti, a normali blogger e youtuber dissidenti se questi non sono anch'essi uomini controllati e diretti dagli agenti del Deep State. Politici, conduttori televisivi, giornalisti non rischiano di dare visibilità e popolarità a dei semplici youtuber e blogger se questi non appartengono al loro stesso schieramento, se non sono anch'essi uomini del Deep State. La popolarità infatti che deriverebbe da tali incontri e commistioni potrebbe essere sfruttata dai veri dissidenti per guadagnare grande seguito tra le masse. Ma il Deep State non vuole questo e per questo motivo esso non permette che i suoi agenti si incontrino, si mescolino o imbastiscano qualcosa con persone da esso non controllate. La seconda regola quindi può così essere formulata: tutti i manipolatori e i gatekeeper formano un circolo chiuso, un circolo dove non permettono che entrino persone non controllate dagli agenti del Deep State. I gatekeeper si incontrano pubblicamente fra di loro, si intervistano a vicenda, si ospitano nei loro canali escludendo dalla loro cerchia tutti i dissidenti e i complottisti che non sono controllati dal Deep State. Essi vogliono stare sempre - per conto del Deep State - alla testa della controinformazione e dei gruppi di protesta e per questo motivo tentano di escludere o di allontanare da sè tutti quei veri dissidenti e oppositori del Sistema non direttamente controllati dal Deep State.Esiste anche una terza regola che bisogna conoscere per individuare e subito smascherare gatekeeper e manipolatori vari. La regola è questa: tutti i siti di controinformazione di rilievo - canali YouTube, blog personali, pagine facebook - di regola sono stati creati e sono amministrati da gatekeeper, da troll, da influencer. Questi gatekeeper, su ordine dei loro controllori, di solito anticipano i cittadini normali nella creazione di siti o di pagine Facebook, di canali YouTube. I loro capi sanno che siti di contestazione e di protesta, soprattutto in periodi di forti crisi sociali, potrebbero essere creati da tutti noi, da cittadini normali. Ma ancora prima che noi pensiamo di creare un sito o di aprire un canale YouTube intorno a temi scottanti, intorno a temi di bruciante attualità...LORO ne hanno già creati decine, se non centinaia.In questo modo, essendo loro i gestori delle pagine Facebook o dei canali YouTube sono sempre loro che indirizzano e manipolano tutte le discussioni, portandole dove essi desiderano. Di solito i normali cittadini non hanno tempo - essendo impegnati con le loro attività lavorative - da dedicare a iniziative politiche o ad attività di controinformazione su vasta scala. Essi usano i siti e i canali di controinformazione soltanto per informarsi. Ma non hanno la cultura e il tempo necessari per crearne di propri. Tempo e cultura che invece hanno manipolatori e gatekeeper. Questi fanno questo lavoro - il lavoro di influencer e manipolatore - a tempo pieno. Sono pagati dal Deep State per fare questo lavoro. Hanno speso anni, se non decenni per formarsi e informarsi. Ed è per questo motivo che i loro siti o canali sono sempre ben curati, esteticamente gradevoli, pieni di ospiti colti e brillanti e ricchissimi di notizie e informazioni. Essi hanno a disposizione tutti i soldi e il tempo libero che vogliono. In una battaglia per il dominio della controinformazione noi comuni cittadini perderemmo sempre contro di loro, non abbiamo possibilità di spuntarla contro di loro. Questo è uno dei motivi per cui il Deep State non teme l'esistenza di siti informativi quali YouTube o Facebook: il De ep State sa che i suoi agenti sono alla testa di tutte le pagine e di tutti i canali di informazione e di discussione e sa pure che i normali cittadini non hanno la cultura e le conoscenze necessarie per sfuggire ai raggiri e alle manipolazioni dei suoi agenti. La terza ferrea regola dunque si può così formulare: è difficilissimo che un canale YouTube o una pagina Facebook dove si trattano problemi politici di grande e scottante attualità non siano gestiti e diretti da un agente del Deep State. 
 Sai che c'è ? che si potra' anche avere ragione in questo tipo di ragionamento, pero' così ci si toglie qualsiasi speranza che ci sia un barlume di possibilita' di trovare in questo mondo bottegaio e falso una qualsivoglia via d'uscita: ecco perche' forse alle volta cerchiamo di illuderci che qualche cosa, qualcuno,  sia vero, in buona fede, un effettivo nemico di questa congerie di putridume che e' questo mondo post moderno fondato sul denaro, sul mercato e su di un unico valore che e' il valore di scambio. Io lo ammetto ho cercato e forse cerco di illudermi che qualcuno ci sia, ho cercato di credere a dei campioni piu' o meno improvvisati che pero' hanno finito per lo piu' per deludermi : il primo era stato Vittorio Sgarbi (quando lo vidi portare via a braccia  dall'aula, lo paragonai a Leonida) poi Paragone che perlomeno diceva di andare via dalla UE e difatti alle elezioni votai per lui e il suo ITALEXIT, non per la Meloni che gia' aveva bello che iniziato il suo percorso di "aggiustamento", e in particolare per la ex poliziotta, tra l'altro alquanto avvenente. 

Quindi mi sono entusiasmato per Enrico Montesano, per il filosofo Agamben per il cantante Enrico Ruggeri, e non lo nego mi sono sbracciato per Trump e ora per Putin, magari imbellito dal pensiero di Dugin e i riferimenti a De Benoist e anche a Evola, Guenon , Junger, Mircea Eliade, Pound, Schmitt, si in particolare Schmitt e il suo saggio Terra Mare che metteva a fuoco la perniciosa e deleteria prassi del mondo anglosassone e ora statunitense . Insomma assume una necessaria esigenza individuare un vero "Cavalcare la tigre" di Evoliana memoria, crearci una tradizione senza tradizione, sopratutto senza campioni, senza eroi, ma qualche paladino bisognera' pur trovarlo, magari , ecco, non famoso, non celebrato, ritrovato dal piu' profondo di noi stessi, un po' quella "VIS VIVA" di Leibniz che la poneva alla base del calcolo infinitesimale e che magari possiamo ritrovare in un episodio particolare di rivolta contro il sistema, neppure troppo ragionato, ma così d'acchitto,  su un impulso di liberta', di desiderio di essere e anche divenire "altro". Gli e' che penso che tutti abbiano bisogno ogni tanto di qualche iniezione di rassicurazione, magari un semplice gesto, come quello epico di ribellione e fuga afronte delle brutali repressioni dello Stato come la corsa sulla spiaggia del giovane inseguito dallo sgherro del sistema                                           
Questo Blog si chiama "Una Solida insicurezza" ed era il nome, indubbiamente provocatorio un locale di Praga (Solidni Nejistota) venuto fuori nei primi anni di ritorno alla liberta'  di un Paese ex comunista  (sia pure in una accezione di accomandita con i falsi valori del consumismo e del buonismo sinistrorso): mi piace richiamare questa denominazione  che rimanda all'insicurezza come l'unica certezza solida di questo nuovo millennio - non a caso coi primi del 2000 al locale hanno cambiato nome ed e' divenuto Solidni Jistota (una solida sicurezza),. 


  

giovedì 6 luglio 2023

I FARMACI E IL CERVELLO

 

I farmaci simboleggiano il presunto progresso della medicina moderna o quello che viene ritenuto tale.  Un medico, che non prescrive farmaci, non è un vero medico. Più sono costosi i farmaci, migliori sembrano essere. Si tratta della piu' bieca delle menzogne ed ha una eziologia precisa :  il Protocollo Flexner del 1910  che sanci' inequivocabilmente la correlazione tra l'industria petrolifera rappresentata da Rockfeller e le cialtronerie di Pasteur su di una presunta teoria dei germi  che era davvero l'ideale per giustificare l'impiego della chimica nella fabbricazione dei medicinali. Alla menzogna si aggiunse l'ignoranza e l'imbecillita' : si pensava difatti anche a livello dei cervelloni del protocollo Flexner e della Classe Medica  indottrinata   dal profitto, che i farmaci avessero un effetto locale, sull'organo colpito e non sul cervello. Ma praticamente nessun farmaco agisce direttamente sull’organo, se non si tengono in considerazione reazioni locali dell’intestino nel caso di assunzione orale di tossine, tutti i farmaci hanno effetto sul cervello, ed il loro “effetto” è praticamente dato dall’intossicazione operata proprio sul cervello che si riflette poi a livello organico. Lasciando da parte gli stupefacenti, i narcotici ed i tranquillanti, restano due grandi gruppi di farmaci:

1.    I simpaticotonici – che aumentano lo stress,

2.    i vagotonici - che sostengono la fase di ripresa o di riposo.

Al 1° gruppo appartengono adrenalina e noradrenalina, cortisone,  idrocortisone e farmaci apparentemente molto differenti come caffeina, teina, penicillina, digitale e molti altri ancora. Fondamentalmente possono essere usati tutti per attenuare l’effetto vagotonico, per esempio quando si vuole ridurre un’edema cerebrale, che fondamentalmente è una cosa buona, ma il cui eccesso può comportare una complicazione.
Al 2° gruppo appartengono tutti i calmanti e gli spasmolitici che rinforzano la vagotonia o attutiscono la simpaticotonia. La loro differenza consiste nell’effetto differente che causano nel cervello.
La penicillina per esempio è un citostatico simpaticotonico. Il suo effetto sui batteri è insignificante ed è quasi un effetto collaterale a confronto del suo effetto primario sull’edema della sostanza bianca. Perciò può essere usato nella fase pcl per diminuire l’edema della sostanza bianca. Mentre questo suo effetto è inferiore a quello del cortisone per quanto riguarda le altre zone cerebrali.
Con questo non si vuole sminuire l’importanza della scoperta della penicillina e degli altri cosiddetti antibiotici, solo che questa scoperta è stata fatta con premesse ed immaginazioni sbagliate. Si era partiti dall’idea che i prodotti di decomposizione dei batteri agissero come tossine e causassero la febbre. Allora si doveva soltanto uccidere questi piccoli batteri cattivi per evitare le tossine cattive. Ma questo era un errore! Naturalmente con tali effetti anche i batteri, i nostri amici diligenti, sono compromessi, sono momentaneamente licenziati, in quanto il loro lavoro è stato rimandato a più tardi, quando il percorso sarà meno drammatico. Bisogna però porsi la domanda di quanto possa essere sensato di voler curare un processo di guarigione sensato della natura.
Il medico formatosi con le 5 Leggi Biologiche di Hamer perciò non è nemico dei farmaci, ma parte dall’idea che la maggioranza dei processi sono ottimizzati da madre natura e non necessitano quasi mai di una terapia di sostengo a base di farmaci. In caso di durata breve del conflitto, e con ciò di un massa conflittuale minima, di regola non bisogna aspettarsi particolari complicazioni nella fase di guarigione. Restano i casi particolari che in natura avrebbero esito letale, dei quali ci dobbiamo occupare in modo speciale per motivi di etica medica. Nonostante questo anche in futuro perderemo dei pazienti. Ma adesso abbiamo il vantaggio di sapere in partenza cosa aspettarci. Ad esempio non ci è servito a niente di aver ridotto il numero delle polmoniti, in quanto adesso la polmonite viene chiamata carcinoma bronchiale e di questo adesso i pazienti muoiono. Abbiamo semplicemente cambiato “etichetta” alla malattia. Adesso sappiamo che in caso di polmonite (fase di guarigione dopo un carcinoma bronchiale), quando il conflitto (conflitto di paura di territorio) è durato solo tre mesi, la lisi polmonare (crisi epilettoide) non avrà esito letale, anche quando non si interviene con i farmaci. Se il conflitto invece è durato nove mesi o di più, allora il medico sa, che nella crisi epilettoide della polmonite si tratta di vita o di morte, quando non si interviene in nessun modo. In questo caso, per esempio, si dovrebbero somministrare simpaticotonici anche in fase precoce, ma in aggiunta si dovrebbero dare cortisone in dose massiccia, cosa che prima non veniva fatto. Questo immediatamente nella crisi epilettoide per superare il punto critico, che si presenta sempre dopo la crisi epilettoide stessa. Di conseguenza e per logica in caso di DHS nuova o di un recidiva, con il paziente di nuovo in simpaticotonia, il cortisone è immediatamente controindicato. Ma non si può togliere il cortisone di colpo, bisogna ridurlo nell’arco di alcuni giorni o di alcune settimane. Se il paziente continua a prendere il cortisone, aumenta l’intensità del conflitto. Ma sarebbe anche sbagliato di somministrare adesso dei calmanti, in quanto essi darebbero un quadro offuscato con il pericolo di trasformare un conflitto attivo, acuto in un conflitto pendente, subacuto e il paziente potrebbe slittare in una costellazione schizofrenica col presentarsi di un altro conflitto.
Quando per esempio un paziente ha sintomi di angina pectoris, si dice: “Bisogna dargli beta bloccanti, calmanti, in modo che non presenti più il sintomi dell’angina pectoris.” In realtà la natura ha instaurato questi sintomi per risolvere il conflitto (conflitto di territorio; più si cerca di curare i sintomi meno motivo ha il paziente di risolvere il conflitto. A parte il fatto che non sviluppa più la sensazione istintiva di conflitto, sarebbe più indicato aiutare il paziente a trovare una soluzione per il suo conflitto. Appena risolto il conflitto, l’angina pectoris si risolve immediatamente, con o senza farmaci. Questo è il non senso quando si pensa di curare i sintomi e non le cause. Inoltre non sarebbe di nessun aiuto per il paziente, al contrario è molto pericoloso, se il paziente risolve il suo conflitto di territorio spontaneamente più tardi, ma il conflitto è rimasto attivo per più di 9 mesi. Allora il paziente muore in crisi epilettoide di infarto cardiaco. Bisogna per principio valutare molto bene se è consigliabile risolvere il conflitto o se è forse meglio, come fanno d’istinto gli animali (lupo secondario), di trasformare il conflitto di territorio diminuendolo d’intensità, ma non risolvendolo per tutta la vita.  È altrettanto evidente che in fasi che si differenziano fondamentalmente con parametri fisici opposti non può essere d’aiuto lo stesso identico farmaco. Bisogna chiedersi: “Questo farmaco aiuta in fase di conflitto attivo o nella fase di guarigione vagotonica?” Questo aspetto non è mai stato preso in considerazione in tutte le medicazioni. La faccenda si complica naturalmente quando sono in corso diversi conflitti biologici contemporaneamente e magari anche in fasi differenti. Per esempio nella gotta: carcinoma dei tubuli collettori renali attivo, cioè un conflitto esistenziale/del profugo e leucemia, cioè la fase di guarigione di un conflitto di crollo dell’autostima. O per esempio nella bulimia: una combinazione di due conflitti attivi, ipoglicemia e ulcera gastrica. Quale farmaco, globulo, goccetta o polverina dovrebbe funzionare come, dove e per che cosa? Forse si riesce a malapena far scomparire un sintomo o l’altro, ma sicuramente non si può parlare di effetto reale farmacologico e tanto meno di guarigione. Altrettanto vale per la pressione sanguigna alta, che si può sì abbassare artificialmente con dei farmaci, ma che ha il suo senso (biologico), in caso di conflitto dei liquidi per esempio, di compensare funzionalmente il “buco nei tessuti renali” durante la fase di conflitto attivo per garantire di espellere sufficientemente urina ed urea. Per tutta la durata del conflitto la pressione resta alta. Solo con la soluzione del conflitto e la formazione della ciste in fase di guarigione, la pressione si abbassa di nuovo da sola, perfino nei percorsi dei conflitti lunghi secondo i valori inerenti all’età, e questo senza farmaci.

Importante anche distinguere in tutte le fasi pcl se i sintomi scompaiono a causa di una guarigione completa o a causa di una nuova recidiva, che può sembrare un’apparente miglioramento. La somministrazione di pseudo terapia con tossine cellulari (chemio) in queste fasi pcl sembrava mostrare “successi” sintomatici ingiustificati, bloccando i sintomi sensati della guarigione e accettando in cambio intossicazioni gravissime dell’intero organismo. Ma anche tutti i cosiddetti metodi alternativi hanno qualcosa in comune con la medicina sintomatica, indipendentemente se sono dosati in modo omeopatico o allopatico, cioè danno poca o tanta sostanza, muesli, vischio o ossigeno, macrobiotica o fiori di Bach o chi sa cos’altro, e tutti questi rimedi dovevano agire sintomaticamente, a quanto si dice. In realtà l’unica cosa che comanda è il cervello, ed esso non viene preso in considerazione. Una volta chiesero ad Hamer “Signor Hamer, Lei non riesce a misurare l’anima, e cosa può avere contro i fiori di Bach, che agiscono attraverso l’anima?”. La risposta fu esemplare “Posso dire solo: certo che posso misurare l’anima. Io vedo, che una persona con un determinato conflitto, che è un processo dell’anima, ha un focolaio corrispondente ad una determinata zona nel cervello ed un’alterazione corrispondente nell’organo. Con ciò ho dato determinati parametri all’anima. Non la posso misurare in modo quantitativo, ma la posso dimostrare in modo scientifico.
Naturalmente esiste anche il cosiddetto effetto placebo. Se si “vende bene” un farmaco ad un paziente, fa già effetto all’80 %. Questo non significa che la sostanza funzioni in qualche modo, ma semplicemente che il paziente ci crede. Anche se si fa di buon cuore del bene ad un paziente, questo funziona, indipendentemente da come chiamiamo questo processo.
Il nostro errore era di pensare di dover fare qualcosa, per esempio con i farmaci, poco importa se in dose massiccia o con solo una molecola. Vediamo comunque che negli animali ammalati avviene una guarigione spontanea nell’80 - 90 % dei casi, senza nessun farmaco. Su questo permettete una volta la domanda: com’è possibile risolvere un conflitto con qualche rimedio, visto che adesso sappiamo che questo è il criterio più importante per guarire? Come potremmo provocare con qualsiasi cosa un programma speciale biologico sensato della natura? Se potessimo farlo, allora usiamo pure queste cose. Ma non lo possiamo fare, non esistono queste cose. Perciò certe sostanze possono eventualmente aver solo un effetto di sostegno (lenitivo) nella fase di guarigione, per esempio lo sciroppo per la tosse, ma mai un effetto di guarigione secondo la nostra comprensione, in quanto la fase di guarigione è già iniziata con la soluzione del conflitto.
Le Leggi Biologiche di Hamer non sono  una disciplina parziale che per esempio può essere limitata alla soluzione del conflitto per delegare le complicazioni ad altre discipline parziali, piuttosto è una medicina complessiva, che deve tener d’occhio tutti i passi del percorso della malattia a livello psichico, cerebrale ed organico. Il medico che contempla nella sua prassi il ricorso alle Leggia Biologiche  deve essere un medico a tutto tondo che prrnde in considerazione sia il corpo che la mente il suo compito non deve essere limitato a somministrare farmaci, ma nel condurre il paziente a comprendere le cause del suo conflitto biologico e della sua cosiddetta malattia, e indurlo a  trovare  insieme il modo migliore per uscire dal suo conflitto ed evitare di cascarci di nuovo. Naturalmente un tale medico può usare per il suo paziente tutti i mezzi utili, anche di tipo farmacologico o chirurgico, ma solo se necessari, per esempio per evitare eventuali complicazioni nel decorso naturale della guarigione, e se lo farebbe anche su se stesso.
Quella che e’ stata definita su anche indicazione di Hamer “La Nuova Medicina Germanica” (di cui il sottoscritto è molto critico sulla dicitura)si basa unicamente sulle 5 leggi biologiche scoperte appunto da Hamer nella sua travagliata vicenda professionale e umana , senza una singola ipotesi, ed è stata verificata l’8/9 settembre 1998 all’università di Trnava (Slovakia) ed è stata confermata ufficialmente l’11 settembre 1998. Se vogliamo prendere in consegna una qualsiasi cosa, questa dovrebbe essere in sintonia con le 5 leggi della natura della Nuova Medicina Germanica. Fino a quando ci saranno ancora persone che credono di poter rinforzare il sistema immunitario con dei farmaci, significa che hanno compreso poco o nulla delle eccezionali scoperte di Hamer. (anche per il fatto che non esiste alcun sistema immunitario). Riguardo poi al successo o meno di una terapia, di una cura, di un  trattamento, lo sbaglio di fondo  e’ partire  dall’idea che il risultato  sia direttamente proporzionale all’impiego dei farmaci, quando Hamer ha sempre insistito su tale punto:  il merito non va ne’ al medico, ne’ ai farmaci, ma sempre e comunque del paziente stesso che ha capito il conflitto alla base del suo problema e ha operato quei cambiamenti che consentono al cervello di capire il messaggio insito nel sintomo corporeo del disagio che e’ stato chiamato malattia

mercoledì 5 luglio 2023

SUPERSIMMETRIA NOMINALISTICA

 Affronto questa apparentemente facezia di non volersi piu’ chiamare Mario, ma Marcello

Un tempo ero orgogliosissimo di questo nome per il fatto che apparteneva alla persona che ho stimato e amato piu’ di tutti : Mario Nardulli nato il 25 novembre 1888 e che in quanto nipote fu dato anche a me (9 giugno 1948), ma poi avverse, anzi diciamo proprio sgradite e sgraditissime situazioni legate a personaggi che avevano questo nome hanno finito per disamorarmi delle accezioni prettamente nominalistiche  del termine, e ho quindi deciso di fare il contrario di quello che si fa di solito : dare il nome del nonno al nuovo nato, ebbene io faccio il netto contrario : da nonno prendo il nome del nipote. La prima disillusione era stata quando mi sono reso conto che il mio nome non era affatto quel prototipo di originalita’ che avevo creduto nell’infanzia – caso curioso nella via dove abitavo appunto nell’infanzia, via nicolo’ V, a ridosso delle Mura Vaticane e dominate dalla mole “der Cuppolone” non c’era nessuno, ma proprio nessuno che si chiamava Mario; una marea di Giuseppe, Paolo e Franco a profusione, persino piu’ di un Filippo e poi Luigi, Sergio, ma di Mario neppure l’ombra, sicche’ ricordo che nel  periodo piu’ “animistico” dell’infanzia, quando si tende a considerare tutte le manifestazioni della natura e anche del sociale, strettamente correlate a te stesso,  (il sole sta in cielo per farti giocare, il mondo e’ sotto il balcone a portata della tua mano che basta allungare per prenderlo tutto, quell’albero sta proprio la’ per farti ombra quando sei sudato  e hai bisogno un po’ di

frescura, etc.), mio padre per premiarmi che sapevo sbrogliarmi assai bene nella lettura, mi aveva fatto l’abbonamento a Topolino a partire dall’agosto del 1952  e la cosa da allora era continuata negli anni “ecco visto che Mario oramai e’ un provetto della lettura  gli faremo questo dono “ aveva detto e la cosa era andata avanti mese dopo mese , anno dopo anno, per cui mi ero andato convincendo che la parola “som-mario” che stava sempre nella prima pagina del giornaletto,  stesse li’ in mio onore, dato che mi arrivava sempre ogni 10 e 25 del mese, appunto i giorni in cui all’epoca usciva  il Topolino da 80 lire. L’infanzia si sa, un bel giorno decide di andarsene e improvvisamente il tempo ha una accellerata vertiginosa, quel giorno che sembrava durare un’eternita’ complice quel sole che in cielo non ne voleva proprio di sapere di tramontare, di colpo se ne andava oltre la siepe, ed eccoti al buio, e  mannaggia… quella mano che un tempo sembrava proprio che riuscisse ad afferrare tutto, ora la ritraevi tutta vuota, senza niente, che magari per caso, le rimanesse appiccicato.  Proliferano i Mario appena si esce da quel piccolo paradiso terrestre che e‘ l’infanzia ( un detto da Freud, non da me)  ed io mi sento sempre piu’ pressato da questo tempo frettoloso e tiranno, e sempre in debito di quella originalita’ che era stata una mia peculiarita’ dei primi dieci, undici anni di vita. C’è Mario Monicelli il regista, e va bene,  
 Mario Girotti che era Terence Hill quando faceva Cerasella e non era ancora Trinita’, mentre Bud Spencer si chiamava Carlo Petersoli ed era intimo amico di mio padre che lo chiamava Carletto dato che erano stati insieme nella squadra nazionale di pallanuoto;  si insomma parecchi Mario anche vieppiu’ a scuola e persino tra gli amici, ma nessuno a demeritare, 
 per cui ci poteva stare solo quella  perdita di originalita’;  certo avrei voluto chiamarmi Galvano o Lodovico, ma tutto non si puo’ avere, e quindi avevo cominciato a farci il callo a tutte queste persone che  si chiamavano come me.  Non piu’ anni, ma decenni si erano andati accavallando, senza che avessi a ritornare su tale questione; certo magari qualche insofferenza per persone che non mi piacevano granche’,  tipo un personaggio della radio che si era deformato il nome in Marione che parlava ossessivamente solo di calcio  (sia la radio sia il calcio sono cose che ho sempre aborrito) , un comico che giocava un po’ sul piano dell’assurdo  che non mi era congeniale, ma che qualcuno aveva alluso che mi somigliasse non solo per il nome e perche’ fosse un architetto come me “ma tu sei scemo “ rispondevo piccato  quello sara’ alto uno e settanta, io sono un metro e ottantasei” . insomma, ci sta messo che non tutti quelli che si chiamano come te, una volta che ne hai constatato una notevolissima diffusione, non potessero essere tutti di tuo gradimento. Si era quindi arrivati alla vecchiezza , magari non proprio estrema come quella di oggi, ma insomma bella che pronunciata:  sessantaquattro anni  2012 e chi ti nominano capo del governo ? un iper
neoliberista, euoropeista
  convinto quindi filo UE, professore alla Bocconi, legato a tutti i gruppi speculativi di alta finanza del mondo, cioe’ stante la mia ciultura, il mio punto di vista :  il peggio del peggio, sulla scia degli ultimi personaggi proposti dalla nostra politica i Prodi, i Ciampi, i Napolitano, che pero’ non si chiamavano Mario.  Ecco con quel  primo Mario a capo del governo e’ allora che il mio nome  comincia a starmi  proprio stretto.  Passano quasi dieci anni, febbraio 2021 nel pieno della piu’ grande farsa mai perpetrata in tutta la storia del genere umano ed ecco viene nominato  a capo del Governo, il rappresentante piu’ convinto di tutto quel mondo di bottegai,  di inganni, di farse ed anche di veri e propri carnefici di liberta’ …..e questo figuro si chiama ….Mario.
Ecco capite perche’ a questa seconda onta non ce l’ho fatta a resistere , tanto piu’ che oramai la mia vecchiezza si era fatta davvero estrema ( quasi 73 anni e fino a passare i 74, nel luminosissimo giorno del 21 luglio 2022 delle dimissioni 
 del soggetto in questione ) e ho maturato la decisione di non chiamarmi piu’ Mario, ma cambiarlo in Marcello.  Un nome che ho sempre adorato, per via della appartenenza all’unico attore che mi sia
sempre piaciuto e abbia anche ammirato Marcello Mastroianni, per qualche altro bel soggetto frequentato nella vita, ma soprattutto per essere il nome di mio nipote Marcello Gruia Nardulli nato il 23 febbraio 2019. Mi ha divertito l’idea di fare il contrario di quello che si fa di solito : dare il nome del nonno al nuovo nato, ebbene io faccio il netto contrario : da nonno prendo il nome del nipote: se non e’ simmetria questa , anzi direi proprio una super simmetria come quella che governa le stringhe in fisica quantistica secondo la M-Theory di Witten (1995) e che asseconda anche il famoso inconscio come insiemi infiniti dello psicoanalista cileno Ignacio Matte’ Blanco

 

L'UNIVERSO UBBIDIENTE (O NO)?

  L’intero Universo potrebbe,  e dico potrebbe, obbedire alle leggi che un gruppetto di geni dei primi trent’anni del XX secolo,  era andato...