Tutto "l’altro '63 " è stato passato su preservativoimperfetto, per il '64 scegliamo unasolidainsicurezza - Detto questo riprendiamo con quella modalita’ di scansione rallentata del tempo che riprendeva quella dell’infanzia, interrottasi dopo la lunga vacanza estiva a Palermo del 1957 con il ritorno ai pomelli tondi del rubinetto di via nicolo’ V che non lo aveva per nulla costretto a riabituarsi , che si era come invertita nel marzo del ’63 e sembrava essersi mantenuta per tutto il corso dell’anno e prometteva di rimanere tale anche per quel nuovo anno 1964 che si festeggiava coi grandi botti di Napoli per il capodanno
Be’ si debbo dire che Napoli e’ una citta’ che mi affascina in maniera particolare, così quel 1 gennaio 1964 sono andato in giro facendomi tutta l’antica via Toledo, quindi una passeggiata
per piazza Municipio con il sequel delle statue parlanti di palazzo Reale secondo la storiella che Lucia mi aveva tramandato, ovviamente su racconto di mio nonno “chi ha pisciato qui sotto? …Mha? ….Non sono stato io …e’ stato stu’ fesso qua sopra… Sono andato a mangiare la pizza da Brandi, ovviamente la Margherita che si dice sia stata inventata proprio qui, in onore della Regina e poi anche quella fritta da “e figliole” a Forcella , di poi siamo stati con Rita e Lucia a trovare Eugenio Bertoldi quell’avvocato che viveva a Napoli ed era stato commilitone di mio nonno al battaglione Monte Suello del 5° alpini , che mi cslco’ in testa il vecchio cappellaccio d’alpino a falde larghissime e con la penna bianca canonicamente ricoperta dei segni di rossetto dei baci delle fanciulle, che mi racconto’ di persona del famoso salvataggio sul costone con di sotto gli austriaci e anche della morte del cte del battaglione il capitano Corrado Venini tra il Monte Maggio e il colle della Borcola nei primi giorni della Straf Expedition , medaglia d’oro alla memoria. Nel viaggio di ritorno dissi a mio padre della proposta di iscrivermi al centro studi della nipote di Graziani e lui sbotto’ dalla rabbia “non solo la comunanza con questi zozzi fascisti, ma ora vuoi anche affidarti a loro per la tua istruzione !” Morale della favola se prima avevo qualche indecisione in merito a lasciare il IV ginnasio e prepararmi per la licenza, ora ero sicuro al 100% e d’altronde i soldi, tra l’altro neppure molti, stante il pagamento di meta’ retta, non mi mancavano, per cui detto fatto, il 5 gennaio mi iscrissi all’Istituto Flaminio e mi ritirai dal Tasso con qualche rimpianto di piu’ di un professore e tutto sommato anche compagni ovviamente non di sinistra . Chi presa bene la cosa fu invece Lorenzo e nanche Rauti che ci teneva sempre piu’ che lasciassi il MSI e mi iscrivessi a Ordine Nuovo, cosa che ancora non mi ero convinto a fare anche se debbo dire ero molto piu’ vicine alle idee di Rauti che a quelle espresse da Michelini segretario del Partito filoamericane e atlantiste. Volevo pero’ vedere come sarebbero andate le cose con il nuovo candidato per le lezioni USA Barry Goldwater che era uno sul quale facevo molto conto, stante le sue idee di una destra molto meno borghese e piu’ tradizionalista di quanto fossero quelle di Lyndon Johnson che era succeduto a Kennedy. Eh si ero ancora molto condizionato dagli USA e dalla loro supremazia economica che mi appariva come unico viatico per detenere il potere . In proposito, riinvitato ad una riunione in casa di Evola dovetti sorbettarmi una sua sorta di filippica di Julius su appunto il potere maligno del denaro e dell’economia utilitaristica sul mondo che risaliva nientemeno che al trecento, per l’esattezza alla grande peste del 1348 e a movimenti come l’Umanesimo e il Rinascimento. Avere a che fare direttamente con la cultura, la profondita’ e l’originalita’ davvero sconvolgente di Evola era indubbiamente una fortuna piu’ che equivalente agli ottanta milioni vinti nel novembre scorso, ma ripeto faticavo a scrollarmi di dosso e anni e anni di americanismo e di mentalita’ bottegaia. Mi gettai a capo fitto sui suoi testi in primis “Rivolta contro il mondo moderno” che mi fece da contraltare dei saggi di Freud e di qualche altro psicoanalista che avevo cominciato ad approcciare Carl Gustav Jung, Alfred Adler, Sandor Ferenczi, Lou’ Salome’ Marie Bonaparte. Cominciai per l’intanto a frequentare l’Istituto, laddove inspecie il compagno della Graziani che insegnava scienze mi considerava un suo interlocutore privilegiato. diventavo giorno dopo giorno sempre piu' colto ed anche piu' alto, didfatti misuratomi in quel gennaio 1964 avevo raggiunto il metro e ottanta. Quale migliore festeggiamento che fare ritorno da Jessica Maddalena? Qualche giorno dopoocchieggiando la finale del festival di Sanremo, mi sorpresi a vedere un cantante, che detto per inciso cantava a mo' di Elvis Presley una canzone che mi piacque moltissimo, mi somigliava in maniera incredibile, e di tale somiglianza non fui certo il solo ad accorgermene perche ' gia' dall'indomani tutti tra amici, compagni di scuola, financo estranei, non facevano altro che rimarcare "anvedi aho, ma non sei quel cantante che aveva vinto a sanremo, ma che e' stato squalificato per aver cantato in ampex". Anche Maddalena dalla quale ero tornato in quei primi di febbraio mi fece la stessa osservazione e non volle essere pagata "ti pare che possso farmi pagare dalla copia conforme di Bobby Solo?" i rapporti con Lucio erano sempre piu' tesi per via delle nostre divergenze politiche e ho pensato che lui come parecchi altri sperasse che andassi incontro ad una sonora bocciatura agli esami di licenza ginnasiale, ma per loro sfortuna andavo sempre piu' approfondendo conoscenza e sapere e in materie come il latino il greco la storia, l'italiano e anche la matematica e le scienze ero un vero portento - le mie citazioni poi da grandi studiosi , oramai non solo da Freud, ma anche da Schopenauer, Nietzsche, Guenon, e ovviamente da Evola, erano di prammatica e indubbiamente facevano sempre la differenza: sul finire di aprile la situazione fra i miei genitori precipito' e mio padre se ne ando' definitivamente di casa, ma se debbo essere sincero la cosa mi lascio' piuttosto indifferente, per mia fortuna non avevo niente piu' a che fare con la casaccia di via Jugoslavia 12 al villaggio olimpico, paradossalmente ebbi un certo riavvicinamento con mio padre che considerandio il fatto che non frequentavo una vera scuola, mi chiedeva assai spesso di fargli dei favori di lavoro, tipo andare da noatai per delle tratte, portare documenti e via dicendo, In uno di questa sorta di commissioni che comunque gli facevo perche' mi sentivo in qualche modo colpevole di creare troppi motivi di attrito, recandomi in via de' Burro' fui come folgorato alla vista di una ragazza bellissima rossa di capelli, palesemente straniera che si aggirava come imbambolata per la piazzetta antistante - entrato appena nell'edificio della Borsa Valori di Roma presi le carte da mio padre che dovevo portare a monteverde da un notaio, ripensando a come mi ero fatto sfuggire quella meravigia di fanciulla, quando vidi all'uscita che era sempre li' appena spostata sulle sinistra verso Piazza di Pietra vicino ad un bar - diciamo un segno del destino, ma bisognava trovare il coraggio di fermarla, di dirle qualcosa, mi avvicinai lentamente e quando vidi che lei probabilmente non aspettava altro che qualcuno le desse qualche aiuto, le bisbigliai qualche parola. Non parlava una parola di italiano e neppure di francese dove magari qualche cosa io ero in grado di spiccicare, solo inglese e la sua lingua che riuscii faticosamente a capire era il danese, così come il nome Else e la citta' da dove veniva : Copenaghen; con somma fatica capii che studiava lettere antiche all'universita' di Copenaghen quindi proposi subito di parlare latino. Nessuno potra' immaginare quanto sia difficile cercare di intendersi nel quotidiano con una lingua morta, comunque sia riuscimmo bene o male a intenderci, lei si era perduta dopo aver visto la Fontana di Trevi e voleva vedere altro di Roma, la portai quindi al Pantheon, quindi le indicai il luogo dove era stato ucciso Cesare tra le rovine dell'Argentina, ma poi salimmo sull'autobus che portava a Monte Verde che dovevo consegnare quelle pratiche al notaio in via Jenner. quivi la portai a Villa Sciarra dove finalmente su di una panchina la baciai. Mangiammo un tramezzino e una birretta quindi ridiscendemmo verso Prati dove lei aveva l'albergo in una traversa di via Cola di Rienzo - ero riuscito a capire che non se l'era sentita di passare tutta la giornata per la visita di Villa Adriana a Tivoli con la comitiva di studenti danesi cui faceva parte e pero' annoiandosi aveva preso la decisione di tentare di fare qualche escursione per il centro di Roma per suo conto, arrivati avanti l'albergo ebbi un attimo di perplessita' sul da farsi, ma lei del tutto naturalmente mi prese per mano e mi porto' su nella camera che divideva con una compagna che pero' era a Villa Adriana con la comitiva che di certo non sarebbe tornata prima delle sette di sera. Piu' di 4 ore a totale disposizione per riprendere il discorso della panchina di Villa Sciarra, ma con argomenti molto, ma molto piu' approfonditi. Bis di sesso completo e questa volta non con una puttana, ma una studentessa danese di 19 anni alla quale io ne avevo dichiarato diciotto, scrivendo la cifra in numeri romani XVIII sul tovagliolo del chioschetto a ridosso di Villa Sciarra.
impellente che decisi di prendere treno fino a Napoli e corriera fino a Positano dove dal primo giugno la comitiva di danesi compresa Else si era trasferita dal primo giugno. Mi riconobbero subito e così anche Else la cui compagna di stanza nuovamente si defilo’ per lasciarci soli, e cos’ a ridaje ma questa volta non andai oltre le sette volte. Lunedi’ 15 giugno inizio degli esami di licenza ginnasiale al liceo Ginnasio Virgilio in via Giulia, dove la Graziani aveva delle amicizie e ancora piu’ trionfo dell’anno precedente, che le citazioni e intromissioni da altre conoscenze furono molto piu’ numerose che per la licenza media per un risultato d’eccezione 9 in italiano, 9 in latino , 8 in greco e in matematica, 7 in scienze, 6 in francese e educacione civica , ma un 10 secco in storia e in ginnastica dove vi avevo profuso gli oramai stravissuti tempi di kippe. Cavolo che soddisfazione verso gente come Lucio che non aveva creduto in me e sotto sotto sperava in un fallimento, ora andavo al liceo ma c’era una cosa che anche potevo realizzare e anzi avevo gia’ apparecchiato : l’ammissione alla Scuola Militare della Nunziatella.Feci gli esami scritti al palazzo degli esami a via Induno, ma gli orali e le prove ginniche erano a Napoli nella sede della scuola che era ai quartieri Spagnoli . Presi 8,45 nella votazione del componimento scritto, uno dei migliori , quindi tutto solo soletto mi recai a Napoli per gli orali che erano a fine mese, che passai alla grande per strabiliare tutti con le mie kippe e le salite alla corda a testa in giu’ “Ammesso con lode” ma mio padre commento’ con molto disprezzo e sarcasmo in virtu’ del fatto delle mie prospettive di intraprendere la carriera militare “un mestiere schifato anche dalle serve!”, Invece di ritorno a Roma ripresi a frequentare lo stadio dell’acqua Acetosa dove Piero gareggiava ancora ma era strabattuto, in particolare da un ragazzo trentino che aveva solo un anno piu’ di me Renato Dionisi che come se nulla fosse stravinse la gara con 4,45 che eguagliava il record italiano vigente e che di li’ ad una settimana in Francia avrebbe portato a 4,50 per poi nell’agosto a 4,70 guadagnandosi l’ammissione alle Olimpiadi di Tokio : ci divenni amico e fu proprio guardando il suo stile di come caricava l’asta e ne sfruttava con abilita’ la flessibilita’ del materiale che anche io riuscii a sfruttare decisamente bene le possibilita’ della fiberglass: in men che non si dica superai i tre metri e in tre giorni arrivai a 3,30. Ovviamente quando le cose ti riescono bene ci provi gusto e sei portato a insistere e migliorare, cosa che d’altronde aveva avuto un precedente nel culturale, per cui fui ancora piu’ soddisfatto di questa progressione psicofisica d’eccezione: ero cresciuto in altezza fino a 1,83 e il mio corpo con un peso di 70 chili, era oramai davvero proprio un bel vedere . se ne era accorta la solita Maddalena in una mia sortita da lei che sarebbe pero’ stata l’ultima dato che lei faceva ritorno al suo paese in Puglia che mi fece “ perbacco ti vai facendo proprio un gran ficaccio, ti fa proprio bene fare quel saltocon l’asta , hai un fisico da sballo “ Le avevo raccontato della mia avventura con la Danese e lei se ne era compiaciuta “ti ho insegnato a essere bravo a fare l’amore eh!?” Nell’agosto le cose andarono sempre a vertigine , segnai 3,50 in una gara a Rieti e 3,60 a Firenze , quindi 3,80 e 3,90 nella stessa seduta all’Acqua acetosa a Roma . Non mi ero iscritto a nessun liceo ne’ al Tasso ne’ al Virgilio essendo stata oramai ratificata la mia ammissione alla Nunziatella, pero’ cominciavo ad avere qualche dubbio su tale scelta che indubbiamente uno come me, libero come rondine, chissa’ come l’avrebbe presa la ferrea disciplina di un collegio militare, c’era poi questo fatto del salto con l’asta che i dirigenti della Libertas mi avevano voluto prendere in squadra e avevano grandi aspettative sul mio futuro sportivo (anche questa pero’ era una cosa che aveva le sue contraieta’: mi stavo sottoponendo ad allenamenti davvero massicci 5, 6 anche 7 ore al giorno che si mi davano un fisico sempre piu’ fantastico e anche un forte aumento di capacita’ . in un caldo giorno a ridosso di ferragosto chi ti rincontro passando per via Sebastiano Veniero? Si proprio lei la bellissima Letizia la ragazzetta delle stringhe che si avvolgeva sulle mie cosce che stava guadagnando il portone di casa …. “Letizia!!!!” le faccio con enfasi - “ci conosciamo? “ fa lei di risposta che aveva due pacchidella spesa “ma come non mi riconosci ? sono Mario " “Mario il nipote della signora Concetta !????” “proprio io !” ma non e’ possibile
eri un bambino e guarda ora che pezzo di giovanotto ti sei fatto!” Mi offri di portarle i pacchi e lei mi invito’ a salire su casa che era al primo piano “e tua madre?” al momento e’ in ospedale al Santo Spirito, ma forse a fine settimana la dimettono “”be’ meno male e tuo fratello Umberto?” ah non lo sai? si e’ sposato, ha anche un bambino!”quindi era sola in casa, ma giuro non pensai minimamente ad alcunche’ di seducente anche se bisogna ammettere che a lei erano stati dedicati momenti di fascinazione estrema. il punto fu lei che comincio' ad alludere e siccome io giusto giusto avevo la mia vecchia Comet Bencini mi chiese se potevo farle delle fotografie che le servivano per portarle ad un'agenzia per delle comparsate in televisione . Figuriamoci gliele feci con fervore e lei si lascio' andare a pose sempre piu' discinte fino a spogliarsi nuda, pero' niente di piu', anzi si ricompose con imbarazzo e mi congedo' frettolosamente, ne ci fu verso di rientrare in casa quando le portai le foto che avevo fattoo sviluppare da un amico . Un po' crucciato mi rifeci sotto il punto di vista atletico che ai primi disettembre riuscii finalmente a superare i 4 metri, in una gara a
Formia, che riuscii a replicare in altre due gare a Roma all'Acqua Acetosa e a Pescara ; di poi, con contrastanti sensazioni mi recai a Napoli ospite degli zii al Vomero per apprestarmi all'ingresso alla Nunziatella. Passeggiando per il centro di Napoli ecco che notai una ragazzetta non bellissima, ma che aveva un certo non so che che mi inquietava non poco, altezza media capelli lunghi, mora, sul magrolino , cominciai a seguirla li' per i Quartieri Spagnoli - be' diciamo che i recenti successi anche con il passo quasi falso di Letizia (che pero' c'erano una serie di motivi che ne avevano reso difficile il passaggio di contatto) , mi disponevano favorevolmente ad
un rimorchio nella super propizia atmosfera napoletana, tra una sfogliatella, un baba', una frittella leggera come una piuma. Quando si diresse verso piazza Plebiscito all'altezza delle famose statue del Palazzo reale, pensai di ricorrere al famoso apologo sul chi ha pisciato qua sotto "ue' guaglunce'... e tu credi che io napoletana de la Pigna secca mi vengo a far raccontare le cose da un romanaccio come te " aaah perfetto una rispostaccia, ma con quella cadenza super sensuale di appunto napoletana de la Pigna Secca "eh ch ti credi si e' vero sono romano ma anche mia nonna era de la Pigna secca " e li arrivo' da parte sua il quasi canonoco "ma lo sai che sei spiccicato a quel cantantedella lacrima sul viso, si Bobby Solo".... "e' mio cugino!" mi inventai. Si chiamava Elvira e aveva 20 anni (nata nel marzo 1944) si mostro' subito interessata a questa somiglianza e millantata parentela con Bobby Solo , perche' aveva delle velleita' canore e si esibiva anche con un piccolo complessino di amici; questa fu proprio la carta vincente in quanto disponeva di un locale a via Foria dove il gruppo teneva gli strumenti e si esercitava e lei teneva la chiavi, per cui si recarono li' dove fu un tutt'uno che lei si spoglio' tutta nuda mostrando un folto pelo sia alle ascelle, sia giu' in basso .



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