il nome è ripreso da un vecchio locale di Praga Solidni Nejistota dei primi tempi dopo la liberazione dal comunismo
domenica 26 ottobre 2025
CONFLITTO DEL S-PROFUGO
Devo il termine a Mauro Sartorio, che l’ha usato in un suo video su FB : “sprofugare”, cioe’ il netto contrario del “Profugo” e del suo ben noto conflitto, uno dei piu’ famosi codificato da Hamer: la ritenzione dei liquidi che si manifesta a livello renale (quindi ritenzione d’urina) in un problema di correlazione con il territorio, che si riferisce al sentirsi spaesati “un pesce fuor d’acqua” e che rappresenta un programma speciale della natura escogitato grosso modo trecento milioni di anni fa, cioe’ quando l’uomo era ancora un organismo che viveva nell’acqua di mare ed ancora non si era avventurato a conquistare la terra ferma e l’aria.In tale particolare fase evolutiva poteva accadere che una improvvisa emersione di terre o anche una semplice onda, sorprendesse appunto l’organismo vivente lasciandolo inerme e abbandonato in un contesto sfavorevole alla sua sopravvivenza, impedendogli di recuperare l’elemento liquido. Ecco allora che la natura gli rendeva possibili trattenere i liquidi senza disidratarsi e sopravvive vere magari fino all’arrivo di una nuova onda che lo ritrascinasse in mare o magari aspettando l’arrivo della successiva marea. Oppure, e qui entra in gioco uno dei piu' geniali psicoanalisti allievi di Freud : Sandor Ferenczi , che nel suo libello "Thalassa" pone questa sorta di accidente filogenetico come origine della vita, nella fattispecie come origine dei rapporti sessuali, ovvero lo scavare della terra del pescetto primordiale sorpreso dal prosciugamento delle acque, fino al raggiungimento di una pozza d'acqua sita in profondita' che gli avrebbe ridato la vita, poteva essere assunto per cosazione a ripetere (be' l'ho detto no che Ferenczi era un allievo di Freud e in particolare era uno dei pochi che aveva accettato in pieno la sua totale revisione della precedente teoria della libido con quella contenuta in Al di la' del principio del piacere e imperniata sulla pulsione di morte e giustappunto sulla coazione a ripetere ) Siccome le cose della vita nella loro logica di programmazione esistenziale non e’ di fondo cambiata, ma si e’ solo adattata a nuovi ambienti, nuovi contesti, nuove situazioni, ancora oggi si reagisce a livello viscerale con questo antico programma speciale e sensato, per dirla coi termini Hameriani, che configurano appunto un vero e proprio conflitto : il sentirsi persi “un pesce fuor d’acqua” appunto, anche se non siamo piu’ in presenza degli elementi primordiali che ne provocarono (oggi potrebbe essere assimilato a quell’onda o a quel flusso avverso di marea, una diagnosi di malattia grave, oppure un incidente debilitante che non ci consente di essere in sintonia col proprio vissuto, con il proprio ambiente, con il proprio territorio, e che quindi come in quell’organismo primordiale ci lascia soli, abbandonati a noi stessi senza piu’ punti di riferimento, come un profugo appunto, da cui il nome scelto da Hamer per questi tipo di fondamentale conflitto dell’esistenza. Ora come osserva Sartorio da dove viene il neologismo “sprofugare”? elementare Watson “dal non sentirsi profughi", anzi il netto contrario, sentirsi a casa, a proprio agio, tranquilli, come dice l’etimologia del verbo abitare che deriva dal sostantivo abito ; sentirsi a casa e’ dove poter deporre l’abito e cioe’ abbandonare tutte le preoccupazioni, tutti i conflitti e potersi finalmente rilassare, in pantofole (eh si proprio come la famosa vignetta di Forattini su Berlinguer), in mutande e anche liberi di fa fluire i nostri liquidi e cioe’ orinare a piacimento, senza impedimenti, senza la preoccupazione di trattenere alcunche’ . Detta in questi termini l’orinare abbondantemente e’ quindi indice di soddisfazione e di tranquillita’ di sentirsi a proprio agio in un determinato ambienti, di sentirsi davvero “a casa” Sono d’accordo con Mauro su tale assunto al quale pero’ mi sento di fare non dico delle obiezioni, ma insomma, delle precisazioni, avendole vissute in prima persona: la prima e’ quella diciamo della medicina ufficiale che sulla base della mia eta’ piuttosto avanzata (superamento della settantina) e di analisi sul funzionamento della prostrata, mi dice che non e’ proprio del tutto normale (meno che mai soddisfacente che tale vocabolo ha ben poco diritto di cittadinanza nella medicina allopatica tradizionale) che io orini frequentemente, specie nelleore notturne, c’e’ poi il fatto della marcatura del territorio daparte degli animali che potrebbe avere qualche correlazione con noi umani in ispeciequando si perviene in nuovi territori, ambienti, case. In tal senso ricordo che quando fui costretto a lasciare l’Italia per l’imperversare delle costrizioni (green pass, museruole, distanziamenti, caffe’ in piedi e non seduti, etc) della farsa pandemica (2021) e mi ritrovati a Tenerife dove indubbiamente le misure erano molto meno invasive, ecco si, specie nei primi tempi, l’andare in bagno per fare pipi’ era diventata una ossessione, anzi diciamola tutta una vera e propria compulsione. Così parimenti per altri posti in cui nel periodo successivo mi sono trovato a frequentare (Andalusia, Romania, Stati Uniti e anche ritorno a casa a Roma, quando la classe politica responsabile delle restrizione era finalmente caduta e rimandata a casa (Conte, Draghi, Renzi e compagnia) con le elezioni del 25 settembre 2022 : sempre questo problema del “pisciarmi – quasi – sotto” Quindi aumento della prostrata o territorialita’ da marcare oppure questa tesi di Sartorio della felicita’ e serenita’ che forse potrebbe spiegare perche’ il problema sembra ancora invariato oggi in merito al perpetuare della compulsione nelle ore notturne. Ovviamente alla fredda diagnosi nosologica preferisco pensare che in realta' o vogliamo dire simbolicamente, nelle ore notturne io mi senta particolarmente soddisfatto del mio rapporto con il sogno e quindi con l'inconscio e per questo, solo per questo, sia indotto ad ogni piccolo risveglio e interruzione della funzione onirica, via regia per l'inconscio, a correre in bagno per fare pipi' via regia ma anche piazza, o meglio uno di quei bagni pubblici di tanto tempo fa, ove e' ambientato un geniale corto del '59 di Roman Polansky "quando gli angeli cadono" ove la vecchietta custode di tali antichi "ritrovi " biologici, funge da metafora di tutto questo nostro discorsetto Ho fatto riferimento al termine "sprofugare" in relazione ad un qualcosa che e ' il netto contrario del famoso conflitto del profugo di Hamer e sul finale mi e' tornato alla mente uno straordinario cortometraggio di Roman Polansky girato nel 1959 "Dove gli angeli cadono" . Poco più di una ventina di minuti di durata, quasi totalmente muto, il cortometraggio lascia ampio spazio alle musiche dirette da uno dei colleghi più assidui in questa iniziale parte della carriera di Polanski, ovvero Krzysztof Komeda e poi colpisce lo stile gia' talentuosissimo di Polansky , soprattutto la scelta di alternare il bianco e nero al colore, a seconda che la storia si svolga nel presente oppure nei ricordi passati, dove per me si rivela davvero azzeccata e degna di una temporalita' ideale quale io ritengo quella del futuro anteriore l’idea un po' controcorrente di abbinare il melanconico presente, indolente, quasi degradante per la protagonista ad un severo essenziale bianco e nero, mentre il passato della donna da giovane e piena di vita si svolge in uno sfolgorante sfoggio di colori, un po' saturi tipo quelli della pellicola Agfa usata per un film come "Die Goldene Stadt = Praga la citta' d'oro" C'è infine una nota di bizzarria nel finale, ove tutto ci si aspetterebbe da un angelo, ma nonche precipiti in una latrina pubblica sfondando un vetro e cadendo a corpo morto, laddove I ricordi colorati della donna , l’amore per un bel soldato, la vedovanza portatale dalla guerra, si contrappongono e giustappongono al cupo presente, che ha la illogica conclusione nella caduta dell'angelo che è venuto a prenderla..
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
IL CIARPAME DELLA RIVOLUZIONE BOTTEGAIA
Sono della convintissima idea che la rivoluzione industriale sia stata la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi tutt...
-
. Giova sempre ripetersi il titolo di un libro che e' di per se' una induzione a ri-assumere, assumere di nuovo altre credenze, al...
-
Nel blog capotesta ho manifestato l'intenzione di trattare malattia per malattia secondo l'accezione simbolica che al processo app...
-
Di questi tempi che non si fa che parlare di Chiesa in merito alla morte di Papa Francesco un gesuita cioe' quanto di piu' corre...
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)

.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento