sabato 14 giugno 2025

14 giugno rapportato col 9 giugno

 

Oggi 14 giugno ricorre il 96° anniversario della nascita di mio padre nato a Napoli appunto il 14 giugno 1929. Per la verita’ fino a che io  ero ragazzino si festeggiava sempre il 12 perche’ così aveva sempre asserito mia nonna Lucia dicendo anzi che lui non era nato proprio a Napoli, ma a Licola dove mio nonno era funzionario dell’Opera Nazionale per i Combattenti (O.N.C.) impegnato nelle grandi bonifiche del Lago Patria , ma su quest’ultimo particolare si era volentieri lasciato perdere, invece il fatto del 14 e non 12 giugno,  era saltato fuori
quando mio padre nel 1960 aveva avuto bisogno di un documento e da li’ il certificato anagrafico aveva sentenziato : nascita a Napoli il 14 giugno nomi assegnategli Lucio, Nicola, Giovanni. Ora il rapporto con mio padre e' stato piuttosto buono anche se contraddistinto da feroci divergenze politiche specialmente negli anni dal 1962 al 1965 quando ero un militante dell'estrema destra e lui invece un convinto socialista di Nenni, ma con sempre, fino alla fine della sua vita,  fortissime simpatie per il comunismo. Comunismo col Rolex d'accordo,
LUCIO E MARIO NARDULLI IN VARI ANNI
1953 E 60 (B.N)   1964 E 69  (COLORE)
che e' proprio l'orologio che mi e' stato trasmnesso in sua eredita' e che ancora porto al polso, ma d'altronde era tipico del comunista di allora e probabilmente anche di oggi, e mio padre non solo il Rolex ostentava come distinguo dalla massa:  non andava in cinema che non fossero di prima visione, niente alberghi con meno di tre stelle, camicie firmate e polsini con gemelli, gusti piuttosto raffinati e amicizie non da meno : tutti di sinistra senza dubbio e qualcuno anche famoso come Gillo Pontecorvo o il pittore Renato Guttuso ed ancora un principe di antico lignaggio, tutti rigorosamente comunisti. Con il declinare del mio coinvolgimento per la politica nella seconda meta' degli anni sessanta, in quanto deluso dal MSI e per niente d'accordo con le idee alquanto estreme di Franco
Freda specie nel suo famoso saggio del '69 "Disintegrazione del sistema" , ma nel contempo per nulla convinto dal movimento del '68 e mai effettuato quel passaggio a sinistra che all'epoca contraddistinse molti miei amici e conoscenti e ovviamente anche mio padre che ando' accentuando il suo "comunismo con Rolex".  Nel 1967 si era infiammato per la figura di quella specie di  guerrigliero fellone di Che Guevara finalmente ucciso dalle forze governative di non mi ricordo quale paese e si piccava di farsi chiamare "che Lucio" con mia grande ilarita' e un certo fastidio, di poi si era letteralmente innamorato della ancora piu' squallida figura di Enrico Berlinguer nuovo Segretario del PCI;  pero' ripeto io ero oramai del tutto indifferente alla politica , ci avevo provato ad andare a votare nel 1972 che mi ero illuso che il MSI di
FOTO DEL 1965 DA MAZZA IL FOTOGRAFO
PIU' CARO DI ROMA 
Almirante potesse davvero fare un bel balzo, ma dopo il relativissimo successo mi ero ancora piu' disilluso e tornato nella mia indifferenza  che mai piu' sarei tornato alle urne. Questo aveva fatto si che tutto sommato i litigi, le controversie con mio padre non ebbero piu' luogo e si restava ancorati in argomenti piu' generali, tipo la mia passione per la storia dell'arte, la architettura di poi la  filosofia, la psicoanalisi, tutti argomenti ai quali, lui che non aveva neppure conseguito il diploma di ragioniere mentre io andavo collezionando i trenta all'universita' e andavo facendomi la fama di persona estremamente colta,  era estremamente sensibile e affascinato. Penso che la sua domanda ricorrente fosse sempre quella "come mai mio figlio che e' tanto colto, intelligente, sveglio, capace, non e' di sinistra ma anche se non piu' fascista , rimane sempre un convinto qualunquista?" A proposito della sua passione per Berlinguer che condivideva con la sua seconda moglie Anna Zingaretti comunista sfegatata iscritta al Partito e con un nipote  che frequentava la scuola di  partito di Frattocchie e sarebbe diventato segretario ddel PD, un giorno si incrocio' Berlinguer in persona che abitava nella stessa sua via  Giovanni  Arrivabene a Vigna Clara  (QUARTIERE PERFETTO PER I COMUNISTI COL ROLEX) e i due corsero a stringergli la mano  con devozione : "perche' ti sei defilato e non hai stretto la mano a Berlinguer?" mi chiese Anna "perche' e' un personaggio che disprezzo abbonato al fallimento e poi come giustamente rimarca Noschese...e' un menagramo, guardalo bene, mi 
ricorda il Gen. Mambretti della prima  guer-
 mondiale il comandante del disastro dell'Ortigara, quello che quando arrivava al Comando di Cadorna a Udine, il Trincerone del Dorta , ovvero il caffe' frequentato appunto dagli ufficiali dello Stato Maggiore, che come intonava il ritornello sul tema della cartolina di Cadorna alla regina, detti nel gergo di trincea "bomba c'e'" : "da Cividale a Udine ci stanno gli imboscato portan gambali lucidi, capelli impomatatati ...din don da e al fronte non ci van "  si mettevano freneticamente le mani nelle tasche dei pantaloni nella spasmodica ricerca di toccare qualcosa che facesse da equivalente al ferro.
Ecco uno dei punti di sicuro contatto con mio padre negli anni: il fatto di essere il figlio di mio nonno e quindi un testimone  di numerosi sentito dire e quant'altro della persona per me piu' importante e vero modello di vita, laddove anche se  di sinistra  e quindi anche antimilitarista non si era mai potuto esimere da quel rapporto e quindi il sistema padre figlio gli si rifletteva in una speciale simmetria, un po' diciamolo alla Matte' Blanco ovvero con trasposizione di classe in un inconscio come insiemi infiniti, così mi regalava la foto che teneva nel

portafoglio di mio nonno con il cappello con la penna bianca a Lubiana nel 1942  così come mia nonna Lucia mi aveva passato il distintivo da mutilato della guerra 15-18. Comunque sia  i contraasti le occasioni di conflitto ce ne erano stati parecchi negli anni, ma sempre come attutiti, da una parte dalla sua tutto sommato forte adesione ai motivi del consumismo piu' raffinato e dall'altra dalla mia indifferenza verso le cose della politica....probabilmente uno degli ultimi motivi di contrasto fu oramai nel nuovo millennio la mia feroce avversione verso l'Unione Europea  che strideva con la sua spassionata adesione e quella di sua moglie Anna. Il mio ritorno all'interesse per la politica  ri -innescato  dalla farsa pandemica  del 2020 e dalla constatazione che bisognava reagire a quello che  ti propinano senno' ecco ti fanno vivere nella realta' le distopie di un Orwell, di un Huxley, di un Dick, di un Matheson e' avvenuto  quasi vent'anni dopo la sua morte (Ott.2001), eppure mi sono spesso  chiesto come avrebbe preso le malefatte anche e sopratutto della sinistra, del PD erede del PCI, il vedere chessò il banchiere ipercapitalista e ultraliberista Mario Draghi con la manina protettrice sulla spalla del sindacalista Landini o magari delle semplici offese al buon senso come la museruola, il green pass, la vaccinazione obbligatoria;  in fin dei conti mio padre era si di sinistra ma era anche una persona sveglia in gamba, intelligente e di certo non pecorona, come avrebbe preso tutte quelle assurdita' , tutti quegli insulti alla ragione e anche alla dignita' umana ? 

 

Nessun commento:

Posta un commento

POLMONI E PAURA DI MORIRE

  Come sottolinea Rick Geerd Hamer L'AFFEZIONE AI POLMONI, specie il cancro   corrisponde alla paura di morire, alla paura della morte. ...