Eh si! , non ci siamo accorti che accettando un pò tutto, coltivando tolleranza e una ingenua fiducia nell'umanità abbiamo consentito il proliferare e il malefico sviluppo di veri e propri mostri che ora sono in procinto di toglierci tutto, in primis la libertà e ridurci come le grandi narrazioni distopiche dei vari Orwell, Huxley, Breadbury, Dick, etc. e quindi inverare il famoso dipinto di Goya. Uno dei grandi mostri che si profila oggi è Klaus Schwab, il più accreditato ideatore del "Great Reset" nato a Ravensburg nel 1938, è figlio della Germania di Adolf Hitler, un regime da stato di polizia costruito sulla paura e sulla violenza, sul lavaggio del cervello e sul controllo, sulla propaganda e sulla menzogna, sull’industrialismo e l’eugenetica, sulla disumanizzazione e la “disinfezione”, su una visione agghiacciante e grandiosa di un “nuovo ordine” che sarebbe durato mille anni. Schwab sembra aver dedicato la sua vita a reinventare quell’incubo e a cercare di trasformarlo in una realtà non solo per la Germania ma per il mondo intero. Peggio ancora, come confermano più volte le sue stesse parole, la sua visione tecnocratica è anche una perversa visione transumanista, che si propone lo scopo di fondere gli esseri umani con le macchine in “curiosi mix tra vita digitale e analogica”, in tal senso possiamo dire che è l'erede più appassionato di quella sostituzione del referente dell'essere al mondo dall'uomo alla macchina. Lui e suoi complici stanno usando la crisi del Covid-19 per aggirare le responsabilità democratiche, per scavalcare l’opposizione, per accelerare la loro agenda e per imporla al resto dell’umanità contro la nostra volontà in quello che lui definisce un Grande Reset
Schwab non è, ovviamente, un nazista in senso classico, non essendo né nazionalista né antisemita, come testimonia il premio Dan David che gli è stato conferito da Israele, da un milione di dollari. Ma il Nazismo del XXI secolo ha trovato diverse forme politiche attraverso le quali continuare il suo progetto cardine di rimodellare l’umanità per adattarla al capitalismo attraverso mezzi palesemente autoritari. Questo nuovo nazismo viene oggi portato avanti sotto le spoglie della governance globale, della biosicurezza, della “Nuova Normalità“, del “New Deal for Nature” e della “Quarta Rivoluzione Industriale”. ed è lui Schwab, il fondatore ottantenne e presidente esecutivo del World Economic Forum, che siede al centro di questa matrix come un ragno su di una enorme ragnatela L’originario progetto nazista si basava su una fusione tra Stato e imprese, mentre l'attuale consumismo che ha trovato il suo più fedele alleato nel comunismo di stampo cinese prevede l’acquisizione di imprese e industrie da parte del governo, che in teoria agirebbe nell’interesse del popolo, servendosi in tal senso, come la più sollecita istanza liberticida (quella che un tempo furono definiti i volenterosi carnefici di Hitler) della mentalità di tutte le sinistre, intrisa di ipocrisia e melenso buonismo Schwab ha proseguito su questa strada in un contesto denazificato del secondo dopoguerra, quando nel 1971 ha fondato l’European Management Forum, che si riuniva ogni anno a Davos, in Svizzera. Qui egli promuoveva la sua idea del capitalismo degli stakeholder, in cui le imprese venivano portate a una più stretta collaborazione con il governo. Il “capitalismo degli stakeholder” è descritto come “l’idea di un’azienda si concentra sul soddisfare le esigenze di tutti i suoi stakeholder: clienti, dipendenti, partner, comunità e società nel suo complesso”. Anche nel contesto di un particolare business, si tratta sempre di un’etichetta vuota. Come osservaun articolo della rivista Forbes, in realtà significa solo che “le aziende possono continuare a versare denaro privatamente ai loro azionisti e dirigenti, mantenendo un volto pubblico di spiccata sensibilità sociale e di altruismo esemplare”. Ma in un contesto sociale generale, il concetto di stakeholder è ancora più nefasto, poiché scarta ogni idea di democrazia, di dominio del popolo, a favore del dominio degli interessi delle imprese. La società non è più considerata come una comunità vivente, ma come un’impresa, la cui redditività è l’unico scopo valido dell’attività umana. Schwab ha esposto questo programma già nel 1971, nel suo libro Moderne Unternehmensführung im Maschinenbau (Gestione aziendale moderna nel settore dell’ingegneria meccanica), dove con l’uso del termine “stakeholder” (die Interessenten) ha sostanzialmente ridefinito gli esseri umani non come cittadini, individui liberi o membri di una comunità, ma come partecipanti secondari di un’enorme impresa commerciale. Lo scopo della vita di ogni persona era raggiugere l'efficienza di una Impresa, che in verità non ha altro scopo e fine che proteggere e aumentare la ricchezza dell’élite capitalista. Tutto ciò è diventato ancora più chiaro nel 1987, quando Schwab ha ribattezzato il suo European Management Forum come “World Economic Forum“. Il WEF nient'ltro rappresenta che “la piattaforma globale per la cooperazione tra pubblico e privato”, con ammiratori che descrivono come esso crei “partnership tra uomini d’affari, politici, intellettuali e altri leader della società per ‘definire, discutere e far progredire le questioni chiave dell’agenda globale'”. Le “partnership” che il WEF crea sono volte a sostituire la democrazia con una leadership globale di individui prescelti e non eletti il cui dovere non è quello di servire il pubblico bene, bensì quello di imporre la regola dell’1% con la minor interferenza possibile da parte del resto della popolazione. Nei libri che Schwab scrive per il consumo pubblico, si esprime con i cliché a due facce della rotazione aziendale e dell’ambientalismo di facciata. Gli stessi termini vuoti vengono riempiti di volta in volta. In Shaping the Future of the Fourth Industrial Revolution: A Guide to Building a Better World (Modellare in Futuro della Quarta Rivoluzione Industriale: Una Guida per Costruire un Mondo Migliore), Schwab parla di “inclusione degli stakeholder e distribuzione dei benefici” e di “partenariati sostenibili e inclusivi” che ci condurranno tutti verso un “futuro inclusivo, sostenibile e prospero”! ma dietro questa millanteria, sta la spaventosa motivazione che guida il suo “capitalismo degli stakeholder”, che egli ha promosso incessantemente per il profitto e lo sfruttamento. Ad esempio, nel suo libro “La quarta rivoluzione industriale” del 2016, Schwab scrive di una “uberizzazione” del lavoro e dei vantaggi che ne deriverebbero per le imprese, in particolare per le start-up in rapida crescita nell’economia digitale: “Poiché le piattaforme human cloud classificano i lavoratori come lavoratori autonomi, esse sono (per il momento) libere dall’obbligo di pagare il salario minimo, le tasse del datore di lavoro e le prestazioni sociali” La stessa insensibilità capitalista traspare dal suo atteggiamento verso le persone che si avvicinano alla fine della loro vita lavorativa e che hanno bisogno di un meritato riposo: Invecchiare è una sfida economica perché se non si aumenta drasticamente l’età pensionabile in modo che i membri più anziani della società possano continuare a contribuire alla forza lavoro (un imperativo economico che ha molti benefici economici), la popolazione in età lavorativa diminuisce simultaneamente all’aumento della percentuale di anziani non autonomi. Tutto in questo mondo è ridotto alle sfide economiche, agli imperativi economici e ai benefici economici per la classe capitalista dominante. Il mito del progresso è stato a lungo utilizzato per convincere la gente ad accettare le tecnologie progettate per sfruttarci e controllarci e Schwab gioca su questo quando dichiara che “la Quarta Rivoluzione Industriale rappresenta una significativa fonte di speranza per continuare la scalata nello sviluppo umano che secondo lui avrebbe portato a un drammatico aumento della qualità della vita per miliardi di persone dal 1800”. Con entusiasmo difatti afferma Anche se può non apparire di grande importanza per chi di noi vive quotidianamente una serie di piccole ma significative modifiche alla vita, ciò non è un cambiamento di poco conto: la Quarta Rivoluzione Industriale è un nuovo capitolo dello sviluppo umano, alla pari con la prima, la seconda e la terza Rivoluzione Industriale, ed è ancora una volta guidata dalla crescente disponibilità e di un insieme di straordinarie tecnologie che interagiscono tra loro. Tuttavia, egli sa bene che la tecnologia non è ideologicamente neutrale, come alcuni amano sostenere. Le tecnologie e le società si modellano a vicenda, dice : Dopo tutto, le tecnologie sono legate al modo in cui conosciamo le cose, al modo in cui prendiamo le decisioni e al modo in cui pensiamo a noi stessi e agli altri. Sono collegate alle nostre identità, alle nostre visioni del mondo e ai nostri possibili futuri.Dalle tecnologie nucleari alla corsa allo spazio, agli smartphone, ai social media, alle auto, alla medicina e alle infrastrutture, il significato delle tecnologie le rende politiche. Anche il concetto di nazione ‘sviluppata’ si basa implicitamente sull’adozione delle tecnologie e su ciò che esse significano per noi, economicamente e socialmente. Entusiasticamente ancora scrive: “Le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale sono veramente dirompenti, stravolgono i modi esistenti di percepire, calcolare, organizzare, agire e consegnare. Rappresentano modi completamente nuovi di creare valore per le organizzazioni e i cittadini”. Qualora il significato di “creare valore” non fosse chiaro, egli fornisce alcuni esempi: “I droni rappresentano un nuovo tipo di lavoratore dipendente che lavora tra di noi e che esegue mansioni che un tempo coinvolgevano persone reali” e “l’uso di algoritmi sempre più sofisticati sta rapidamente estendendo la produttività dei dipendenti, ad esempio, nell’uso dei chat bot per aumentare (e, sempre di più, sostituire) il supporto della ‘live chat’ per le interazioni con i clienti”. Schwab entra nel dettaglio delle meraviglie in grado di tagliare i costi e di incrementare i profitti nel suo mondo nuovo de “La Quarta Rivoluzione Industriale” spiega : Prima di quanto molti si aspettino, il lavoro di svariati professionisti come avvocati, analisti finanziari, medici, giornalisti, contabili, assicuratori o bibliotecari potrà essere parzialmente o completamente automatizzato….È questo imperativo economico che alimenta l’entusiasmo di Schwab per “una rivoluzione che sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci”. Schwab, descrivendo le meraviglie della Quarta Rivoluzione Industriale, insiste sul fatto che essa sia “diversa da qualsiasi altra cosa che l’umanità abbia mai sperimentato prima d’ora e si scatena: “Considerate le possibilità illimitate di avere miliardi di persone collegate a dispositivi mobili, dando così origine a una potenza di elaborazione, capacità di memorizzazione e accesso alla conoscenza senza precedenti, oppure pensate alla sbalorditiva confluenza di scoperte tecnologiche che stanno emergendo, che coprono campi molto ampi come l’intelligenza artificiale , la robotica, l’internet delle cose, i veicoli autonomi, la stampa 3D, la nanotecnologia, la biotecnologia, la scienza dei materiali, l’immagazzinamento dell’energia e il calcolo quantistico, per citarne solo alcuni. Molte di queste innovazioni sono agli albori, ma stanno già raggiungendo un punto di inflessione nel loro sviluppo, poiché incrementano e si amplificano l’un l’altra in una fusione di tecnologie tra il mondo fisico, digitale e biologico”. Si augura inoltre un incremento dell’istruzione online, che preveda “l’uso della realtà virtuale e della realtà aumentata” per “migliorare drasticamente i risultati educativi”, sensori “installati in case, vestiti e accessori, città, trasporti e reti energetiche” e città smart, con le loro importanti “piattaforme di dati”. “Tutto sarà smart e connesso a internet”, dice ancora e ovviamente adora l’idea di ” fabbriche di cellule intelligenti” che potrebbero consentire ” la generazione accelerata di vaccini” e ” tecnologie iperavanzate. Queste, ci assicura, “offriranno modi nuovi e innovativi per servire i cittadini e i clienti” e dovremo smettere di opporci alle imprese che traggono profitto dallo sfruttamento e dalla vendita di informazioni su ogni aspetto della nostra vita personale. “Stabilire la fiducia nei dati e negli algoritmi utilizzati per prendere decisioni sarà fondamentale”, insiste Schwab. “Le preoccupazioni dei cittadini in merito alla privacy e all’accertamento della responsabilità nelle strutture aziendali e legali richiederanno degli aggiustamenti di pensiero”. In fin dei conti è chiaro che tutta questa esaltazione tecnologica ruota esclusivamente intorno al profitto, o “valore” come Schwab preferisce definirlo nella sua neolingua aziendale del 21° secolo. Così la tecnologia blockchain sarà fantastica e provocherà “un’esplosione di beni commerciabili, dato che tutti i tipi di scambio di valore possono essere ospitati sulla blockchain”. In generale, l’interesse della Quarta Rivoluzione Industriale per l’élite imprenditoriale dominante consiste nel fatto che essa “creerà fonti di valore completamente nuove” e “darà vita a ecosistemi di creazione di valore impossibili da immaginare con una mentalità bloccata nella terza Rivoluzione Industriale”. Le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale, sviluppate attraverso il 5G, rappresentano una minaccia senza precedenti per la nostra libertà, come ammette Schwab: “Gli strumenti della quarta rivoluzione industriale permettono nuove forme di sorveglianza e altri mezzi di controllo che vanno contro le società sane e aperte”. Ma questo non gli impedisce di presentarle sotto una luce positiva, come quando dichiara che “la criminalità pubblica rischia di diminuire grazie alla convergenza di sensori, telecamere, IA e software di riconoscimento facciale”. Egli descrive con una certa soddisfazione come queste tecnologie “possono invadere lo spazio finora privato della nostra mente, leggendo i nostri pensieri e influenzando il nostro comportamento....man mano che le capacità in questo settore miglioreranno, aumenterà la tentazione per le forze dell’ordine e i tribunali di utilizzare tecniche per determinare la probabilità di attività criminali, valutare la colpevolezza o anche eventualmente recuperare i ricordi direttamente dal cervello delle persone. Persino l’attraversamento di un confine nazionale potrebbe un giorno comportare una dettagliata scansione del cervello per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo. Ci sono momenti in cui il capo del WEF si lascia trasportare dalla passione per un futuro fantascientifico in cui “i viaggi umani nello spazio a lunga distanza e la fusione nucleare saranno all’ordine del giorno” e in cui “il prossimo modello di business di tendenza” potrebbe implicare che qualcuno “scambi l’accesso ai suoi pensieri per la possibilità di risparmiare tempo e di scrivere un post sui social media solo con il pensiero”. Parlare di “turismo spaziale” sotto il titolo “La Quarta Rivoluzione Industriale e l’ultima frontiera” è quasi divertente, così come la suggestione che “un mondo pieno di droni offre un mondo pieno di possibilità”. Ma quanto più il lettore avanza nel mondo rappresentato nei libri di Schwab, tanto meno esso appare come una cosa da ridere. La verità è che questa figura altamente influente, al centro del nuovo ordine globale in via di costituzione, è un vero e proprio transumanista che sogna la fine di una vita umana e di una comunità naturale e sana. Schwab ripete questo messaggio più e più volte, come per essere sicuro di averci debitamente avvertiti.“Le strabilianti innovazioni scatenate dalla quarta rivoluzione industriale, dalla biotecnologia all’IA, stanno ridefinendo ciò che significa essere umani, Il futuro metterà alla prova la nostra concezione di ciò che significa essere umani, sia dal punto di vista biologico che sociale”. Tutto questo lo spiega più dettagliatamente in Shaping the Future of the Fourth Industrial Revolution "Le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale non si fermeranno a diventare parte del mondo fisico che ci circonda, ma diventeranno parte di noi. Infatti, alcuni di noi sentono già che i nostri smartphone sono diventati un’estensione di noi stessi. I dispositivi esterni di oggi (dai computer indossabili alle cuffie di realtà virtuale) diventeranno quasi certamente impiantabili nel nostro corpo e nel nostro cervello. Gli esoscheletri e le protesi aumenteranno la nostra potenza fisica, mentre i progressi della neurotecnologia miglioreranno le nostre capacità cognitive. Diventeremo più capaci di manipolare i nostri stessi geni e quelli dei nostri figli." Un’intera sezione di questo libro è dedicata al tema “Alterare l’Essere Umano” in cui egli sbava sulla “capacità delle nuove tecnologie di diventare letteralmente parte di noi” e invoca un futuro di cyborg implicante “curiosi mix di vita digitale e analogica che ridefiniranno la nostra stessa natura”. Egli scrive che “queste tecnologie opereranno all’interno della nostra biologia e cambieranno il modo in cui ci interfacciamo con il mondo. Esse sono in grado di superare i confini del corpo e della mente, di migliorare le nostre capacità fisiche e persino di avere un impatto duraturo sulla vita stessa”. Nessuna violazione sembra spingersi troppo in là per Schwab, che sogna “microchip attivi impiantabili che rompono la barriera cutanea del nostro corpo”, “tatuaggi intelligenti”, “calcolo biologico” e “organismi progettati su misura”. È lieto di riferire che “i sensori, gli interruttori di memoria e i circuiti possono essere codificati nei comuni batteri dell’intestino umano” che “la Smart Dust, una varietà di computer completi con antenne, ciascuno molto più piccolo di un granello di sabbia, possono ora organizzarsi all’interno del corpo” e che “i dispositivi impiantati contribuiranno probabilmente anche a comunicare pensieri normalmente espressi verbalmente attraverso uno smartphone ‘incorporato’, così come pensieri o stati d’animo potenzialmente inespressi, attraverso la lettura di onde cerebrali e altri segnali”. La “biologia sintetica” è all’orizzonte nel mondo della Quarta Rivoluzione Industrale di Schwab e darà ai governanti capitalisti tecnocratici del mondo “la possibilità di personalizzare gli organismi scrivendo il DNA”. L’idea di neurotecnologie, in cui gli esseri umani avranno ricordi completamente artificiali impiantati nel cervello, è sufficiente per far venire il voltastomaco ad alcuni di noi, così come “la prospettiva di collegare il nostro cervello alla realtà virtuale attraverso modem corticali, impianti o nanobot”. È di poco conforto sapere che questo è tutto (naturalmente!) nell’interesse del profitto capitalistico, poiché “preannuncia nuove industrie e sistemi per la creazione di valore” e “rappresenta un’opportunità per creare sistemi di valore completamente nuovi" E che dire della “biostampa di tessuti organici” o del suggerimento che “gli animali potrebbero essere potenzialmente ingegnerizzati per produrre farmaci e altre forme di trattamento”? E il tutto diventa ancora più inquietante: sin dal sinistro programma di eugenetica della Germania nazista in cui nacque Schwab, questa scienza è stata considerata inaccettabile dalla società umana, ma ora, però, evidentemente, egli sente che l’eugenetica meriti una rivalutazione, quando annuncia, in merito all’editing genetico che il fatto che ora sia molto più facile manipolare con precisione il genoma umano all’interno di embrioni vitali, comporta la possibilità che in futuro vedremo l’avvento di bambini frutto di design che possiedono particolari caratteristiche o che sono resistenti a una specifica malattia. Nel famigerato trattato transumanista del 2002 "I Cyborg", un altro mostro tipo Schwab, Kevin Warwick prevede che gli esseri umani saranno in grado di evolversi sfruttando la super-intelligenza e le abilità aggiuntive offerte dalle macchine del futuro, unendosi ad esse. Tutto ciò indica verso lo sviluppo di una nuova specie umana, conosciuta nel mondo della fantascienza come “cyborg”. Questo non significa che tutti debbano diventare cyborg.Se siete soddisfatti del vostro stato di esseri umani, allora così sia, potete rimanere come siete. Ma attenzione: proprio come noi umani ci siamo separati dai nostri cugini scimpanzé anni fa, così i cyborg si separeranno dagli umani. Coloro che rimangono umani probabilmente diventeranno una sottospecie. Saranno, in effetti, gli scimpanzé del futuro Di conseguenza, potremmo assistere a un crescente grado di polarizzazione nel mondo, segnato da coloro che abbracciano il cambiamento da una parte, contro coloro che vi si oppongono dall’altra. “Questo darà origine a una disuguaglianza che va oltre quella sociale descritta in precedenza. Questa disuguaglianza ontologica separerà chi si adatta da chi resiste, i vincenti dai perdenti materiali in tutti i sensi delle parole. I vincenti potrebbero anche beneficiare di una qualche forma di miglioramento umano radicale generato da alcuni segmenti della quarta rivoluzione industriale (come l’ingegneria genetica) di cui i perdenti saranno privati. Questo rischia di creare conflitti di classe e altri scontri, totalmente diversi da quelli visti prima d’ora”. Schwab aveva già parlato di una “grande trasformazione” nel 2016 ed era per tale data fortemente determinato a fare tutto ciò che è in suo potere per realizzare il suo mondo artificiale transumanista di ispirazione eugenetica, della sorveglianza, del controllo e del profitto esponenziale, ed è qui che mi perito di inserire un mio possibile distinguo, un qualcosa che ha interrotto questi sogni farneticanti di un vero e proprio transfuga della specie umana, un mostro, generato, come dice il titolo di questo scritto, dal sonno della nostra ragione che ha consentito e tollerato tutto questo "il sonno della ragione genera mostri" Schwab e i suoi accoliti i vari Obama, Biden, la Clinton, Soros, Gates, Rockfeller, Epstein, Kissinger, Fauci e persino i nostri ben più modesti Colao, Renzi, Conte, Speranza, Prodi, Draghi, sono i mostri che hanno giovato di tale sonno della ragione, ovvero del sonno, della buona fede delle persone più intelligenti, più leali, più umane, che avrebbero dovuto arginare il montare di tanta malignità. Questo qualcosa che proprio nel 2016 ha interrotto la mostruosità è stata la imprevista elezione di Donald Trump a Presidente degli USA : é piuttosto palese che senza gli USA il Great Reset non può essere effettuato, si perde troppo proprio in quella tecnologia informatizzata di cui gli USA sono bene o male depositari . Il 2016 era stato fissato come inizio dell'immondo progetto, contando sulla elezione di Hilary Clinton a proseguo della Presidenza di Obama. Trump ha rappresentato, per i Mostri, con la sua imprevedibilità, colla sua dirompenza, anche con le sue esagerazioni, quattro anni di forzata dilazione che però sul finire del 2019 e l'inizio del 2020 ha ingenerato una strategia di contrasto assoluto proprio per scongiurare una sua rielezione : si è cominciato a mettere in atto tutta la bailemme di un virus, di un contagio, tra l'altro alquanto prevista in maniera distopica, non solo da scrittori famosi, ma anche in una infinità di film serie Tv, romanzetti minori, financo fumetti e fantasie varie, facendo incetta di quanto di peggio la socialità potesse offrire : manipolazione di informazione, asservimento dei mass media, ricorso a terrorismo mediatico su quel fattore sanitario, che storicamente e tradizionalmente offriva quel ricorso alla paura che ha sempre funzionato come massimo deterrente per impedire la presa di coscienza delle comunità, un aggiornamento insomma del famoso detto di Manzoni a proposito della peste del 1630 "Cabala ordita per far bottega sul pubblico spavento" . Tutto a mio modesto parere è stato impiegato per scongiurare la rielezione di Trump, e quando i dati erano nuovamente contro di loro, com e più del 2016 si è dato aggio alla più mostruosa macchinazione e falsificazione di voti, facendo intervenire il voto postale he è proprio quello più suscettibile ad essere oggetto di marchiane manipolazioni. Oggi giorno di Natale del 2020 non è ancora detto che Trump abbia realmente perso, ci sono varie possibilità che la colossale truffa sia smascherata: si dice che dobbiamo aspettare la Befana, per veder disvelate delle mosse che Trump il grande nemico del Great Reset ha ancora da muovere: sarebbe l'ultima possibilità della tradizione umana di uscire vincitrice dalla grande lotta contro il mostruoso e recuperare quindi la propria storia, la propria tradizione e l propria libertà, ma occorre che nessuno più si addormenti e vigilare, stabilire paletti, trincee e torri di guardia, perchè i mostri non escano più dall'inferno che li ha vomitati.
La parola “forza” viene utilizzata più volte nel contesto del Covid-19. A volte questo avviene in ambito commerciale, come nel caso delle affermazioni che “il COVID-19 ha forzato tutte le banche ad accelerare una trasformazione digitale che ora è destinata a permanere” o che “il micro reset forzerà ogni azienda in ogni settore a sperimentare nuovi modi di fare business, di lavorare e di operare”.Ma a volte si applica direttamente agli esseri umani, o ai “consumatori”, come Schwab e i suoi simili preferiscono pensare a noi. “Durante i lockdown, molti consumatori in precedenza riluttanti ad affidarsi troppo alle applicazioni e ai servizi digitali sono stati forzati a cambiare le loro abitudini quasi da un giorno all’altro: guardare film online invece di andare al cinema, farsi consegnare i pasti invece di uscire al ristorante, parlare con gli amici a distanza invece di incontrarli in carne e ossa, parlare con i colleghi su uno schermo invece di chiacchierare alla macchina del caffè, fare esercizio online invece di andare in palestra, e così via… “Molti dei comportamenti tecnologici che siamo stati forzati ad adottare durante il confinamento diventeranno più naturali grazie alla familiarità che avremo acquisito con essi. Con il persistere del distanziamento sociale e fisico, affidarsi maggiormente alle piattaforme digitali per comunicare, o lavorare, o chiedere consigli, o ordinare qualcosa, a poco a poco, guadagnerà terreno su abitudini precedentemente radicate”. Queste “misure coercitive”, che ci si aspetta che tutti noi rispettiamo, comporteranno ovviamente livelli inimmaginabili di sorveglianza fascista delle nostre vite, in particolare nel nostro ruolo di schiavi salariati. Scrivono Schwab e Malleret che “la direzione delle aziende sarà quella di una maggiore sorveglianza; nel bene e nel male, le aziende osserveranno e a volte registreranno ciò che fa la loro forza lavoro. Questa tendenza potrebbe assumere diverse forme, dalla misurazione della temperatura corporea con telecamere termiche al monitoraggio tramite un’app di come i dipendenti si adegueranno al distanziamento sociale”. È anche probabile che misure coercitive di un tipo o di un altro siano usate per costringere le persone a sottoporsi alle vaccinazioni anti-Covid attualmente in produzione. Schwab è profondamente legato a quel mondo, essendo molto amico di Bill Gates ed essendo stato lodato dal pilastro di Big Pharma Henry McKinnell, presidente e CEO di Pfizer Inc, come “una persona dedita ad una causa veramente nobile”. Non sorprende quindi che egli insista, insieme a Malleret, sul fatto che “non si può prevedere un pieno ritorno alla “normalità” prima che sia disponibile un vaccino”. E aggiunge: “Il prossimo ostacolo è la sfida politica di vaccinare un numero sufficiente di persone in tutto il mondo (siamo collettivamente forti quanto l’anello più debole) con un tasso di adesione abbastanza alto nonostante l’aumento degli no-vax”. I no global come minaccia al progetto di Schwa e i “no-vax” si aggiungono così alla lista delle minacce per il progetto di Schwab, insieme ai manifestanti anti-globalismo e agli anti-capitalisti, ai Gilet Gialli e a tutti coloro che sono impegnati in “conflitti di classe”, “resistenza sociale” e “contraccolpi politici”. La maggioranza della popolazione mondiale è già stata esclusa dai processi decisionali a causa della mancanza di democrazia che Schwab vuole accentuare attraverso il suo dominio azionistico delle imprese, la sua “agile governance”, il suo “sistema di gestione totalitario dell’esistenza umana”. Ma come pensa di affrontare lo “scenario cupo” di persone che si ribellano al suo grande reset “neonormalista” e alla sua quarta rivoluzione industriale transumanista? Quale grado di “forza” e di “misure coercitive” sarebbe disposto ad accettare per assicurare l’alba della sua nuova era tecnocratica? La domanda è agghiacciante, ma dobbiamo anche tener presente l’esempio storico del regime del XX secolo in cui è nato Schwab. La nuova normalità nazista di Hitler doveva durare mille anni, ma è crollata con 988 anni di anticipo rispetto all’obiettivo. Solo perché Hitler disse, con tutta la fiducia datagli dal potere, che il suo Reich sarebbe durato un millennio, non significava che sarebbe andata così. Solo perché Klaus Schwab e Thierry Malleret e i loro amici dicono che stiamo entrando nella Quarta Rivoluzione Industriale e che il nostro mondo sarà cambiato per sempre, non significa che andrà così. Non dobbiamo accettare la loro nuova normalità.
Non dobbiamo cadere nella paura che vogliono infonderci. Non dobbiamo farci i loro vaccini. Non dobbiamo lasciarci impiantare i loro smartphone o lasciare che modifichino il nostro DNA. Non dobbiamo camminare, imbavagliati e sottomessi, dritti verso il loro inferno transumanista. Possiamo denunciare le loro bugie! Smascherare la loro agenda! Rifiutare la loro narrazione! Rifiutare la loro ideologia tossica! Resistere al loro fascismo! Klaus Schwab non è un dio, ma un essere umano. Soltanto un uomo anziano. E quelli con cui lavora, l’élite capitalista globale, sono pochi. I loro scopi non sono gli scopi della stragrande maggioranza dell’umanità. La loro visione transumanista è ripugnante per quasi tutti quelli al di fuori della loro piccola cerchia e non hanno il consenso per la dittatura tecnocratica che cercano di imporci.Questo, dopo tutto, è il motivo per cui hanno dovuto usare la falsa bandiera della lotta contro un virus per cercare di realizzarla. Hanno capito che senza la giustificazione dell'”emergenza” non avremmo mai accettato il loro schema perverso.Hanno paura del nostro potenziale potere perché sanno che se ci alziamo in piedi, li sconfiggeremo. Possiamo far crollare il loro progetto prima ancora che sia iniziato. Ed ecco perchè persone come Trump, come Putin, come Luckacensko, come Bolsonaro, che si oppongono a tutti gli abbietti disegni di questi mostri, possono essere le nostre guide 







