martedì 25 novembre 2025

ANNIVERSARIO E MORTE DI .... IMMAGINARIO

 

25 novembre e' l'anniversario della nascita   della persona, per me, piu' importante e costitutiva di tutte quelle incontrarate nella vita. Non e' un caso che tale persona sfumi nelle nebbie del ricordo in termini di indistinzione che sono una peculiarita' del Mito. In effetti questo vale anche per tutte quelle persone che si sono impresse con una certa potenza nella vita, parlo di persone non direttamente conosciute (o solo occasionalmente )   che negli ultimi tempi di questa mia estrema vecchiaia stanno  morendouna dietro l'altra  -  Ornella Vanoni, le gemelle Kessler, Pippo Baudo,Robert Redford e appena ieri Claudia Cardinale, Alain Delon, Francoise Hardy e tanti altri. io non li chiamerei modelli, ma magari riferimenti,  eh gia’  perché in genere i riferimenti, non dico quelli reali, concreti, persone di tutti i giorni, amici, familiari, ma quelli non  reali, non concreti, della nostra vita,n ecco diciamo piuttosto quelli virtuali, non dico di fantasia, ma di quella che potremmo chiamare immaginazione.  I modelli che ci hanno influenzato, per i quali ci siamo infiammati, che abbiamo preso ad esempio,  non sono quasi mai dei coetanei per il semplice fatto che il periodo di elezione per la formazione di questi,
chiamiamoli appunto  modelli  e che somigliano tanto al Mito,  e’ la giovane, giovanissima eta’,  quando non l’infanzia e perfino la primissima infanzia;  e’ in tale periodo di ciascuno di noi che Freud definisce il ”nostro personale paradiso terrestre” che si formano i modelli comportamentali e le persone che in qualche modo li interpretano  li fanno nostri, a seconda della personalita’, dei
gusti, del carattere, dell’indole di ciascuno di noi .

 Così ad esempio nel mio caso ci sono una serie di
personaggi che si stagliano sopra gli altri, perlopiù’, stante la esperienza, la cultura, personali, ripresi dal cinema e anche se non in maniera massiccia come solo qualche generazione successiva , dalla televisione , così chesso’ il Gary Cooper di ”Tamburi lontani “  : lottiamo dove lottano i coccodrilli - la danza dei Watussi in Le Miniere di Re Salomone con Stewart Grancer, la jena vicino la tenda de le Nevi del Chilimangiaro” col  serafico Gregory Peck che era anche il fascinoso giovanotto sulla Lambretta di Vacanze Romane dove c’era anche uno dei primi modelli di eterno femminino (Audrey Herpub) ripeto questo si applica a persone della mia generazione cioe’ approssimativamente nate dal 1945 al 1950, perche’ e’ ovvio e’ naturale che basta che qualcuno sia nato due , tre anni prima o dopo, che cambia tutto, così come puo’ cambiare tutto a secondo dello spazio che uno si trova ad occupare e in piu’ in relazione a tutti i condizionamenti della propria educazione e del proprio humus culturale. cosi' quando arriviamo alla vecchiezza siamo condannati, diciamo, quasi ogni giorno a veder morire  tutti i miti della nostra infanzia o comunque giovinezza, proprio per una questione anagrafica, avendo tali modelli o, spesso e volentieri, quasi miti, in genere sempre un discreto numero di anni piu' di noi, dal mezzo secolo e passa chessò di un Toto', un  Gary Cooper, un Vittorio De Sica, un Gino Cervi, un Fernandel,  ai venti venticinque  di un Sordi, Mastroianni, Gassman ( di Gassman ovviamente ce n'è uno solo,  Vittorio)  e  a qualcuno sui dieci quindici di meno (Alain Delon, Elvis Presley)  ma difficilmente di piu' giovane ovvero piu' vicino a noi ; il motivo e' sempre quello che abbiamo indicato, la giovane eta' come  peculiarita' costitutiva del mito o di quello che comunque influenza fortemente. Quando siamo sui trenta, trentacinque anni e' estremamente improbabile che  riusciamo a farci condizionare emozionalmente ed ecco perche' non ci sono miti coetanei. Diverso e' il meccanismo se si tratta di una persona di sesso femminile - eh gia' perche' allora il mito non influenza piu' il comportamento, il modo di essere,  ma solo una modalita' a noi esterna :  fascino, bellezza, attrazione, tutte componenti che difficilmente fanno parte del bagaglio di un maschio come qualita' che si vorrebbe avere in soggettiva, ma piuttosto un qualcosa che informa il desiderio di avere e non di essere (checchè ne dica Erich Fromm)  e quindi si appunta su caratteristicheestetiche  del soggetto
 femminile che e' piuttosto trasmettibile: Greta Garbo, Marlene Dietrich, Rita Hayewoort, Ava Gardner, Marylin Monroe,  Brigitte Bardot, Sophia Loren, Ornella Muti, Gloria Guida, Eva Herzigova... Ecco semmai sarebbe interessante  vedere come si struttura la cosa con un essere di sesso femminile, per quel poco che ne so di psicologia femminile, non mi pare che salvo il periodo di quando si era ragazzine, le femmine sono particolarmente attratte dal modello e
neppure , anzi tantomeno dal Mito. in questo che a prima vista potrebbe sembrare un discorso maschilista, io invece ravvedo una sorta di maggiore maturita'  di genere. ripeto trascorso il periodo degli urletti per cantannti o attori alla moda, le donne difficilmente si lasciano trascinare dal mitizzare chicchesssia e non hanno neppure,  come gli uomini, quell'a volte imbrazzante trasporto verso ragazze di anche molti anni meno di loro. si obiettera' "ma che dici? quante ce ne sono oggi di donne mature che stanno con giovanotti con venti,  anche trenta anni meno di loro? be' qui ci sarebbe da fare un lungo e profondo inciso  e senza dubbio sarei tacciato di maschio sciovinista, di esaltattatore del patriarcato e altre balle del genere. E' mia ferma convinzione che le donne femministe o meno oggi stanno sbagliando tutto della loro lotta di emancipazione, che tra l'altro c'è da dire , mi pare piuttosto compiuta. E' un po' come i comunisti e la mentalita' di sinistra in genere, rispetto alla lotta contro il capitalismo e il padronato :  non si puo ' cambiare una cosa, crearne un'altra,  fin quando non si cambiano le regole del gioco, così nessun ideologia, marxismo, comunismo, socialismo, socialdemocrazia, radicalismo e' mai riuscita financo a scalfire l'impianto del liberalismo che era fondato sul meccanismo del profitto e del mercato  previa la cancellazione di tutti quei valori che un tempo venivano scambiati  e la sostituzione con un unico solo  valore assoluto :  quello di scambio. Non ce' riuscita per il semplice fatto che non ha mai colpito quell'unica certezza,  ovvero quella di una regola che in maniera quasi sovrastorica e di indubbia derivazione fideistica-religiosa,  ha disciplinato i rapporti tra esseri umani in ispecie nel nostro mondo occidentale che ha uniformato nel principio di un mercantilismo di stampo anglosassone che io non sono certo il primo a definire "spirito bottegaio". il mondo come gigantesco mercato, questo e' quanto ha costruito la tendenza commerciale inglese come nazione marinara , tesa a non avere ne' confini, ne limiti giustappunto nella sua scelta di eleggere il mare, l'elemento liquido, fluido, appunto senza confini e limite a principio universale della sua stessa esistenza . come diceva uno dei suoi piu' famosi politici Palmerston  coll'ideale benestare dei vari Smith, Ricardo, Say, Stuart Mill e , per me, in qualche modo anche  di Hegel nel suo "conflitto Servo-Padrone di Bottega"..."noi inglesi non abbiamo amici eterni, non abbiamo nemici eterni....abbiamo solo interessi eterni"  SI, a mio modo di pensare anche un filosofo come Hegel, sebbene tedesco, ha in qualche modo piegato la sua filosofia al principio informatore anglosassone del denaro , con tutti i suoi annessi e connessi, ne ha accettato le regole del gioco, proprio nel conflitto sopracitato esposto nel suo famoso saggio e vieppiu' nella sua stessa dialettica tesi antiteesi sintesi, ha immesso, grosso modo lo stesso meccanismo "economico" ...figuriamoci quindi quanto le stesse cose siano state non solo mantenute ma addirittura accentuate da un pensatore come Karl Marx  che ne ha scimmiottato le idee esasperandone le caratteristiche. La stessa cosa io sostengo per le donne : nel loro   accettare le regole del gioco del mondo maschile, hanno snaturato quelle del  proprio mondo femminile, fino a fare di quell'antico eterno femminino, un contingentissimo femminismo, manierato e soggetto a vere e proprie farse tipo il contratto per accedere a rapporti sessuali proposto da una deputata del PD, che e' stata addirittura presidentessa della camera dei deputati e altre facezie che squalificano l'intere genere 

























 

 

martedì 11 novembre 2025

I PASTICCI TRA LUBITSCH E ZIZEK FINO A SOROS

 Ho sempre nutrito  tutti i dubbi possibili e immaginabili suI vari  profeti di apocalittiche tensioni che hanno probabilmente in Hegel  un primissimo assertore e di cui anche l’ultimo  della lista Francis Fukayama,  individuando nella caduta del comunismo a Berlino, a Praga, a Bucarest  e poi nel crollo dell’intera URSS (1991),  ci ha visto  proprio come Hegel una ennesima fine della storia -  in verita'  tali  poco profetiche  visioni  hanno  sempre  un  po' il contrappasso del Vincent Price di l''ultimo uomo sulla terra" eccezionale e senza dubbio la migliore trasposizione del  romanzo di Matheson I am legend, che appunto riproponendo sempre il rituale de l'ultimo, enfatizza sempre la differenza .

Tutte queste morti annunciate hanno sempre come epilogo qualcuno che si ripresenta come fantasma, appunto giocando sui diversi significanti della parola “spirito” così ad esempio  Alain Badiou che ha tentato di riproporre l’ipotesi comunista  come cornice di riferimento per  analizzare e forse superare  la crisi dei tempi attuali. Diciamo che Badiou fa parte di quei pochi Marxisti che sono riusciti a trascendere il mio disprezzo per tale pensiero, ma non la mia perplessita’ per la sinistra in generale che  
visto in occasione delle recenti 
farse sanitarie , si e’ fatta serva dei piu’ marchiani interessi consumistici di turbo capitalismo e del più esasperato neo liberismo.  Badiou si rifa’ ad Althusser e a Lacan e questo compensa  alquanto il suo dogmatismo, ma rimane sempre un marxista e le sue ipotesi di lettura della crisi odierna in  chiave della sua non sconfessata ideologia, non solo non convincono, ma sostanzialmente risultano velleitarie. Un altro discorso va fatto per un altro pensatore di estrazione marxista Slavoj Zizek , di cui proprio in questi giorni ho tra le mani un suo libro  “PROBLEMI IN PARADISO“ con sottotitolo  “il comunismo dopo la fine della storia"  che mi ha particolarmente intrigato per il suo tentativo di far riferimento da una parte a Lacan come Badiou, ma dall’altra al mezzo cinematografico inteso in senso scopico e didascalico/popolare trattando un immaginario che ricambia lo sguardo del reale solleticando un simbolico che non mostra la sua provenienza e neppure il supporto su cui tale sguardo si posa. Una chiara interpretazione psicoanalitica dunque che fa piazza pulita di tutti quei tentativi di seppellire storia, specifici e anche ideologie da Hegel a Fukayama,  che invece ribadiscono ad ogni angolo la loro perfetta vitalita’ e attendono solo di essere ancora una volta comprese, un po’ a mo’ del famoso integrale sui cammini di Feynman di cui vi e’ sempre un percorso alternativo per intenderne la rappresentazione di una certa sfaccettatura della realta’. Con Feyman siamo in presenza di particelle, flussi, onde, recentemente anche stringhe e superstringhe operanti in supersimmetrie - con Zizek mi e’ sembrato di ripercorrere  un tentativo di senso,  servendoci anche  dei mezzi di rappresentazione  di anche una mirata produzione cinematografica che  
ci mostrano come non solo l'ideologia non è morta, ma è possibile comprendere e spiegare complessi fenomeni sociali, come la crisi di valori e di senso attuali, partendo 
da quella che potrebbe essere intesa come evasione o forse per

dirla,  facendo il verso al binomio Freud/Lacan,  come “svista”  Nel libro citato poi Zizek si serve, gia’ a partire dal titolo “ Problemi  in paradiso” di quello che e’ probabilmente il regista piu’ idoneo a rivestire il ruolo dell’integrale sui cammini di una diversa rappresentazione della realta’ che e’ arrivata a circondarci  in questo secondo decennio del terzo millennio : Ernst Lubitsch. Ecco l’incipit introduttivo del filosofo in relazione al confronto con il famoso film di Lubitsch del 1932 “Trouble in paradise” “ il film e’ la storia  di una coppia di ladri Gaston e Lily che ruba solo ai ricchi . La loro storia si complica quando Gaston si innamora di una delle sue vittime Mariette e qui cominciano “il problema = Trouble” , come indicato dal titolo che magari noi italiani non afferriamo subito per quell’inveterato viziaccio di cambiare i titoli originali, stravolgendone spesso il significato, anzi il significante , difatti in Italia il film arrivo’ col titolo “Mancia competente “  Nelle immagini di testa e’ difatti gia’ contenuto il senso del film : prima appaiono le parole “trouble in” = problemi in”  con sotto un letto e solo dopo la intera sequenza con anche la parola “paradise”  allora ecco che e’ subito chiaro che il paradiso in questione  ha a che fare con il sesso come sottolinea la canzoncina che fa da colonna sonora ai titoli : “that’s paradise/while arms entwine and lips are kissing/but if there’s somethings missing/that signifies/trouble in  paradise = questo e’ il paradiso/quando braccia  si intrecciano e labbra si baciano/ma se manca qualcosa/allora sono/problemi in paradiso “.
Quindi per dirla tutta, i problemi in paradiso sono problemi di sesso e uno come Zizek che e’ un cultore di Lacan non poteva che intenderlo come parafraso della celeberrima massima  lacaniana  “Il n’ya pas de rapport sexuel”
  non esiste alcun rapporto sessuale – il che nell’universo Zizekiano si traduce nell’attenersi al Reale  che e’ quello minaccioso e di Lacan  aggirando l’ordine speculare dell’immaginario e sfuggire il significante del Simbolico. Tuttavia questa passione condivisa dalla pornografia e dalla scienza è destinata a infrangersi contro l’irrappresentabilità del Reale stesso: più siamo convinti di approssimarci a questo nucleo incandescente, più esso ci sfugge. Žižek in questo senso è categorico: «Che cosa separa noi umani dal “reale Reale” cui la scienza mira, che cosa ce lo rende inaccessibile? Non è la ragnatela dell’Immaginario (illusioni, false percezioni) che deforma quel che percepiamo, né il “muro del linguaggio”, ossia la rete simbolica attraverso la quale ci rapportiamo alla realtà, bensì un altro Reale. Questo Reale è, per Lacan, il Reale inscritto nel nucleo stesso della sessualità umana: “Non c‘è rapporto sessuale”.
La sessualità umana è segnata da un irriducibile fallimento; la differenza sessuale è infatti la rivalità fra i due punti di vista sessuali, che non condividono un denominatore comune. Il godimento può essere dunque ottenuto solo sullo sfondo di una perdita fondamentale»
  che Lubitsch aveva intuito nel suo film essere quella della comprensione nel rapporto di entrambi le donne. La incompiutezza del comprendere tutti e tre  conferisce un tocco malinconico al film , dove nel finale campeggia  l’immagine di un letto vuoto  che richiama e conclude giustappunto nella malinconia del mancato appagamento, l’immagine dei titoli di testa   Vedere ciò che non deve essere visto non coincide con ciò che non può essere scorto se non in negativo, insomma. Sono esattamente le lacune dell’Immaginario e del Simbolico a tradire l’insistenza del Reale, sono i vuoti delle formazioni immaginarie e delle costruzioni simboliche a suggerire, nella loro irrimediabile lacunosità, la sua inafferrabile eccedenza, e per far questo ben venga la rappresentazione filmica che si inserisce come discorso mancato nell’ottica di una futura diversa comprensione, non solo attraverso l’analisi d capolavori, ma anche nella produzione meno raffinata e persino di film hard come dimostra l’esemplificazione di un recente tentativo di un porno divo e regista Raphael Siboni  che ha scelto giusto il titolo dell’aforisma lacaniano «Il n’y a pas de rapport sexuel» per evidenziare la mancanza del reale che il rapporto sessuale non esiste, è reso impossibile dal godimento dell’organo che impedisce la fusione dei corpi, che trasforma l’atto sessuale in una sorta di masturbazione in presenza del partner. : «Per quanti rapporti sessuali io possa avere, nessun rapporto sessuale mi permetterà mai “di fare e di essere Uno con l’Altro”. Esiste una obiezione irriducibile all’integrazione reciproca del corpo dell’Uno nel corpo dell’Altro. È come e’ noto  la tesi centrale del Seminario XX giustappunto il rapporto sessuale non esiste. Manipolando il meno possibile il materiale di partenza Siboni trasferisce l’aforisma lacaniano nel genere che, apparentemente, si presta meno a convalidarne l’autenticità.
A giocare un ruolo decisivo è proprio l’avverbio “apparentemente”, poiché, concatenando blocchi di sequenze con stacchi ridotti al minimo, Siboni  ottiene un doppio, antitetico risultato: parlare direttamente della pornografia contemporanea, articolata per categorie repertoriate con parole chiave per facilitare la ricerca sul web, e mostrare indirettamente l’irriducibile distanza dall’oggetto rappresentato di questi frammenti meta-cinematografici archiviati in privato, dal momento che mostra il film nel suo farsi, dal momento che filma il film, intrattiene necessariamente una distanza col suo oggetto. Nel caso delle riprese questa materia siamo ancor piu’  nell’ambiguo, poiché è al tempo stesso un archivio personale e un prodotto commerciale destinato allo sfruttamento commerciale sotto forma di “falsa diretta”» Proprio quello che oggi si e’ ridotto il mondo nell’alludere a valori che forse non ci sono mai stati come la lealta’, l’onore, la tradizione, una forma addirittura di sacro, presentando solo il vuoto di una
mancanza nella forma di una vacua rappresentazione, che si colora di parole oramai sempre piu’ vuote ….ecco il perche’ il pasticcio in paradiso che puo’ essere benissimo inteso come l’impasse attuale dove c’e’ chi parla di morte di storia e altri specifici (Hegel, Fukayama), chi di Kali yuga, o eta’ dei servi (Esiodo e antiche culture), chi invoca un nominalismo senzariscontro come la sinistra e le varie aporie tipo Societa’ Aperta di Popper e tentaivo di messa in pratica del suo allievo George Soros, chi pero’ anche di ripresa, di recupero, magari con nuove formule di organizzazione sociale la teoria del mondo multipolare di Duginl’euroasiatismo, chi ha parlato di cavalcare la tigre come sosteneva  Evola, per  recuperare una tradizione anche senza averla 
mai avuta, contando sul fatto che tanto sono solo giochi di parte  nei vari registri indicati da Lacan ; Immaginario e Simbolico per ovviare ad un Reale che e’ sempre mancanza

sabato 1 novembre 2025

FISICA e FILOSOFIA NON SI SMERCIANO IN BOTTEGA

 

Svincolata dal noioso iter, diciamo cosi’ Newtoniano, la fisica diviene  una materia molto simile alla filosofia ed ecco allora che scatta l' interesse, addirittura la passione  : Heisenberg, che ci fa addirittura un libro  sui rapporti con la filosofia , quindi  Pauli, che colloquia e collabora con Jung sul principio della sincronicita' ed ancora   Dirac, Bell  e sopratutto Erwin Schrodinger, che da' nuova direzionalita' alla “fisica quantistica”, in una prospettiva che magari si rifaceva piu’ a Leibniz che a Newton, ovvero la “vis viva” promanante da noi e non da fuori, in-sistente e non ex-sistente, applicata in quel calcolo infinitesimale con proiezioni di numeri negativi, cioe' numeri immaginari, rendeva il tutto anche per il passato, infinitesimamente piu’ stimolante. L’effetto della doppia fenditura, l’entenglement, l’effetto farfalla, il principio di indeterminazione su particella e flusso, l’equazione d’onda e il suo collasso e poi dai, quel gatto vivo o morto riferito giustappunto al collasso d’onda: i campioni della nuova fisica Heisenberg, Schrodinger, avevano tutti i crismi per assurgere ai nuovi campioni della conoscenza, assieme a quelli piu’ collaudati della vecchia filosofia da Leibniz a Kant, saltando a pie’ pari l’improponibile Hegel (improponibile per chi come me ritiene la rivoluzione industriale la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi considera tutta la pratica e il teorico ad essa correlato - illuminismo, rivoluzione americana, rivoluzione francese, massoneria, cosidetta scienza economica e vari pseudo teorici tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, etc. del ciarpame derivato da quell’unica mentalita’ mercantile che io preferisco chiamare bottegaia) Si obiettera’ : ma come tu ritieni la rivoluzione industriale un passo indietro dell’umanita’ e anche la Rivoluzione Francese, il principio dei diritti e della liberta’, dell’eguaglianza dell’uomo un abominio? In realta’ io dico e sono in grado di dimostrare con lo studio, la conoscenza e un po’ di capacita’ di ragionamento, che a proposito de la piu’ famosa delle rivoluzioni, quella francese del 1789, fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente che per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo  del contesto:  “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere,  marcia del sale,  primavera di Praga”….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato  obiettivo e veritiero sulla storia  e questo non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il progressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore :  il denaro, il mercato, lo scambio.

Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma  e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era,  tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche  a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato,  può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’????
In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge  la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ;  così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. 
 Assunto quindi il principio che alla origine di ogni sovvertimento sociale  c’è sempre un potere costituito  e organizzato secondo ferrei dettami di precisi interessi economici, e che il tanto ipocritamente e buonisticamente  strombazzato popolo conta, ed e’ sempre contato meno del due a briscola, torniamo ai nostri interessei di fisica teoretica nell’accezione quantistica  per vedere se siamo in grado di stabilire una sorta di continuum con quelle forze che al potere bottegaio con relativi garzoni si e’ sempre opposto. In eta’ prebottegaia abbiamo figure come gli Imperatori germanici che lottarono sopratutto contro il Papato Federico Barbarossa, Federico II detto lo Stupor mundi,
ma con l’avvento del potere mercantile (i banchieri, i commercianti, l’emergente borghesia) trovata una nazione guida l’Inghilterra e poi strutturatosi in una vera setta la Massoneria, la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, di cui abbiamo precisato il ruolo di acutizzazione del principio economico, realizzando il connubio con un altro elemento che diverra’ indissolubile al suo spirito : il tecnicismo con l’esaltazione del ruolo della macchina come nuovo paradigma a cui riferire la stessa essenza umana, e’ un qualcosa, non a caso di  primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una originaria localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra  che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa,  attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il  proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Le opposizioni al galoppante spirito bottegaio vengono unicamente da quei popoli, quelle civilta’ che si rifanno alla tradizione e pongono alla base del loro vivere sociale un certo conservatorismo dello spirito appunto di tale tradizione, venendo tuttavia ampiamente a contatto soprattutto con il tecnicismo dei tempi. E’ il caso dei Grandi Imperi della terra, quello Russo, quello austro ungarico e ultimo quello Germanico dopo l’unita’ sotto la guida prussiana di tutti i regni e ducati tedeschi. Un quarto Impero ma in grande decadenza e’ quello cinese, che tornera’ alla ribalta mondiale solo con l’adesione alla teoria comunista di cui ne elaborera’ una versione di carattere orwelliano . Un ulteriore Impero potrebbe essere annoverato nel Giappone, ma non nel XVIII e XIX secolo;  la sua rilevanza comincera’ ad essere pronunciata  solo con l’inizio del XX secolo, prima nel contrasto con un altro Impero, quello Russo , ma successivamente venendo a trovarsi in rotta di collisione con il piu’ ipocrita degli imperi,  quello statunitense che rifugge da tale epiteto e contrabbanda parole di untuoso buonismo : liberta’, democrazia, ma  è in verita’ l’erede piu’ che legittimo della bottegaia Inghilterra della quale ha fortemente  esasperato i principi,  sviluppando come mai prima si era visto, un consumismo dilagante ed un tecnicismo spersonalizzante, dandosi anche quel lustro teorico che gia’ l’Inghilterra si era accaparrata prezzolando pseudo intellettuali come i gia’ citati Smith, Say, Malthus e compagnia. In tutto questo complesso assunto si ravvede il distinguo tra popoli di terra e popoli di mare  operato dal filosofo geo politico Carl Schmitt  nel lontano 1942 .
Liberalismo era stata chiamata alludendo ipocritamente alla liberta’ questa sotto teoria e con la solita mancanza di originalita’ l’america si e’ andata stringendo sotto l’etichetta di “neo Liberalismo.  Comunque sia contro questi Imperi le forze bottegaie , ovvero l’  Inghilterra coadiuvata prima dal suo impero coloniale  ed anche abilmente coinvolgendo nelle sue camarille  altre nazioni europee meno rilevanti come  Francia, Italia, Belgio, Olanda, Serbia, Grecia ed infine passando totalmente il testimone agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, hanno sempre visceralmente e spasmodicamente combattuto. Si crede ingenuamente che il grande nemico dell’Inghilterra sia stato Napoleone, assolutamente non e’ così Napoleone ha rappresentato solo una forma di esasperazione di un movimento, la Rivoluzione francese, che la Massoneria inglese aveva perfettamente contemplato nei suoi piani di egemonia mondiale, e che proprio l’imprevedibilita’ dell’ascesa al potere di un parvenu,  aveva costretto a correre ai ripari. Sconfitto Napoleone a Waterloo, piu’ pero’ da Radetzski e da Blucher che da Wellington, la palma del potere europeo era stata colta da quel personaggio eccezionale che fu il Principe Metternich e finche ‘ fu operativo lui, l’Inghilterra dovette rinfoderare le sue mire egemoniche europee.
Un periodo alquanto lunghetto perlomeno fino al 1848/49, quando non a caso l’inghilterra tramite i suoi faccendieri, tipo i  Rotschild, prese a fomentare le varie aspirazioni nazionaliste dei popoli  (Sicilia, Lombardo Veneto in Italia,  Ungheria, Boemia ) ed anche a creare discordie e contrasti nello stesso Impero austriaco. Con il 1849 si registrano le ultime vittorie di reazione degli Imperi conservatori e tradizionalisti, ma ecco che appena qualche anno dopo i bottegai tornano alla carica sfruttando la crisi dell’impero turco ottomano (non contemplato nella precedente elencazione per la poca rilevanza del suo impianto) e l’occasione della guerra di Crimea: perfino il risibile regno di Sardegna viene coinvolto nel conflitto fidando sulla compiacenza di uno dei piu’ solerti faccendieri dei Rotschild : quel Camillo Benso di Cavour annoverato tra i padri della patria unitamente ad un esaltato visionario (Mazzini) un brigante arruffapopoli (Garibaldi) ed un re cialtrone tipo Miles gloriosus. La miccia torna a riaccendersi e nel giro di due anni (1859- 1861) l’Inghilterra riesce a sconvolgere in suo favore non poco l’equilibrio europeo. Crea difatti  una nuova nazione sua vassalla (l’Italia) indebolisce sensibilmente l’Impero Asburgico che fa scrociare con la Francia, indebolendo anche quest’ultima (Solferino) , ratifica e afferma la sua influenza in Sicilia anche in virtù di profique iniziative commerciali (i famosi principi sotto il vulcano Ingham, Woodhouse, Whitaker),  propizia di li’ a poco uno scontro fratricida tra Austria e Prussia, non puo’ impedire pero’ l’affermazione della Prussia  nello scontro contro la Francia (1870). Tornera’ all’assalto nel 1914  favorendo una guerra fratricida dell’Europa e anzi riuscendo a coinvolgere gli Stati Uniti e ingenerare la Prima Guerra Mondiale che fara’ piazza pulita degli Imperi del territori europei . Come spesso avviene nella legge del mondo, il paradosso si insinua nei suoi anfratti e difatti il trionfo verso i Paesi Europei deve passare il testimone agli USA che diventano i nuovi iper
bottegai del mondo e l’Inghilterra passa da padrone a garzone  in una dialettica che un filosofo tedesco aveva dato per scontato (fenomenologia dello spirito di Hegel) e che un altro tedesco Karl Marx ha cercato di tradurre in termini prettamente economici (non a caso sotto parcella di un industriale con spiccati interessi in Inghilterra  Friederic Engels)

POLMONI E PAURA DI MORIRE

  Come sottolinea Rick Geerd Hamer L'AFFEZIONE AI POLMONI, specie il cancro   corrisponde alla paura di morire, alla paura della morte. ...